Presenta

di Fantascienza


Fredric BROWN

Assurdo universo (What Mad Universe, 1949)
- I ROMANZI DI URANIA n° 25 del 10 Ottobre 1953 -
TRADUZIONE DI ADRIA MANDRINI

<<Il primo tentativo di mandare un razzo sulla Luna avvenne nel 1954, e fu un fallimento. Il missile, probabilmente a causa di un difetto strutturale dei meccanismi di guida, ricadde infatti sulla Terra provocando una decina di vittime. Anche se non era munito di una testata esplosiva il razzo - perchè il suo impatto sulla superficie lunare potesse essere osservato da terra - portava un potenziomotore Burton destinato a caricarsi durante tutto il percorso attraverso lo spazio per accumulare un potenziale elettrico tale da causare, scaricandosi di colpo nell'impatto con la Luna, un lampo migliaia di volte più luminoso di qualsiasi fulmine.

<<Fortunatamente il razzo ricadde in una zona scarsamente popolata, cioè ai piedi dei monti Catskill e precisamente nella proprietà di un ricco editore di una catena di riviste. L'editore e sua moglie, due ospiti e otto domestici furono uccisi dalla violenta scarica elettrica che distrusse completamente la casa e abbatté tutti gli alberi nel raggio di quattrocento metri. Poiché furono ricuperate solo undici salme, si pensò che uno degli ospiti, il direttore di una rivista, si fosse trovato così vicino al punto d'impatto che il suo corpo era stato completamente disintegrato.

<<Il successivo razzo diretto sulla Luna venne lanciato un anno più tardi, nel 1955, e quello fortunatamente portò a termine la missione.>>

Keith Winton si sentiva proprio senza fiato al termine del set della partita di tennis, ma fece del suo meglio perchè gli altri non se ne accorgessero. Erano anni che non giocava e  il tennis, cosa di cui si accorgeva a sue spese, è uno sport più adatto ai giovani...

Il vagabondo dello spazio (Rogue in Space, 1954)  
- URANIA n° 170 del 30 Gennaio 1958 -

- URANIA n° 435 dell' 8 Maggio 1966
TRADUZIONE DI MARIO GALLI

Non possiamo chiamarlo con un nome perchè non aveva nome. Lui non conosceva il significato del vocabolo nome, né di alcuna altra parola. Non aveva linguaggio, perchè non era mai venuto a contatto con altre creature dello spazio durante tutti i miliardi di anni-luce e i miliardi di anni-tempo che gli erano occorsi per giungere dai lontani confini della Galassia. Per quello che sapeva, o credeva di sapere, lui era l'unico essere vivente nell'universo.

Non era nato, poiché non c'era nessuno che gli fosse simile. Era un pezzo di roccia, del diametro di un chilometro circa, che vagava libero nello spazio, circondato da miriadi di altri piccoli mondi. ma gli altri erano fatti di roccia morta, materia inanimata. Lui invece era cosciente di se stesso come entità estinta: una casuale combinazione di atomi ne aveva fatto un essere vivente.

Un fatto simile era accaduto soltanto due volte nell'infinità dello spazio e del tempo: con lui, e quando, nel fango primevo della Terra, gli atomi di carbonio avevano fatto nascere una vita che si era andata moltiplicando.

Gli strani suicidi di Bartlesville (The Mind Thing, 1961)
-  URANIA n° 296 del 2 Dicembre 1962 -
TRADUTTORE DI MARIO GALLI

La Mente usò il suo senso di percezione per studiare gli strani luoghi sconosciuti in cui era capitata. Non aveva né gli organi della vista né quelli dell'udito, ma il suo senso di percezione era altamente perfezionato. Poteva vedere distintamente quello che la circondava entro un raggio di venti metri, e aveva una visione, per quanto offuscata, di tutto quello che si trovava entro una distanza di quaranta. Ma la sua vista non si fermava contro gli oggetti che formavano ostacolo. Poteva vedere la corteccia attaccata alla parte posteriore del tronco di un albero con la stessa chiarezza con cui vedeva quella della parte frontale. E poteva vedere nel terreno alla stessa distanza, e con la stessa charezza, con cui vedeva in ogni altra direzione. La sua abilità di avvertire le vibrazioni, poi, le permetteva di arrivare molto più lontano, ed era estremamente acuta.

Non riusciva soltanto a vedere, ma anche a udire i vermi che scavavano la terra sotto il suo guscio...


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