Presenta

di Fantascienza


Theodore STURGEON
Cristalli sognanti (The Dreaming Jewels, 1950)
- I ROMANZI DI URANIA n° 11 del 10 Marzo 1953 - URANIA n° 321 Bis di Novembre 1963 -
TRADUZIONE DI TOM ARNO
Il fanciullo era stato sorpreso in un angolo del cortile della scuola, mentre stava facendo qualcosa di disgustoso. Era stato rimandato a casa espulso ignominiosamente. A quel tempo il ragazzino aveva otto anni, ma già da parecchio aveva quel vizio. Ed era un vero peccato, perchè era fine, gentile e, benchè non avesse niente di straordinario, anche piuttosto bello. A parecchi era antipatico, ma qualche compagno ed alcuni professori gli avevano perfino quel giorno dimostrato della simpatia: pure, quando il fatto fu conosciuto, tutti, amici e nemici, si scagliarono concordamente contro di lui. Si chiamava Horty (anzi, esattamente Horton): Horty Bluett. Andando a casa, quel giorno, non s'aspettava certo di essere accolto con manifestazioni di gioia...
Cristalli sognanti (The Dreaming Jewels, 1950)
- I MASSIMI DELLA FANTASCIENZA n° 23 di Settembre 1990 -
TRADUZIONE DI NICOLETTA VALLORANI
Il bambino fu sorpreso a fare quella cosa disgustosa sotto le gradinate dello stadio del liceo e fu mandato a casa dalla scuola, che era dall’altra parte della strada: Aveva otto anni allora. E faceva quella cosa disgustosa da molto tempo.
Per certi versi, era un peccato. Era un bambino gentile e persino grazioso, anche se non aveva niente di straordinario. Alcuni dei compagni e dei maestri lo trovavano abbastanza simpatico; altri compagni e altri maestri lo trovavano abbastanza antipatico; ma non appena il fatto si seppe in giro, tutti gli si scagliarono contro, amici e nemici. Si chiamava Horty… Horton… Horty Bluett. Naturalmente, quando tornò a casa, lo sgridarono duramente...
Nascita del Superuomo (More Than Human , 1953)
- I ROMANZI DI URANIA n° 62 del 20 Novembre 1954 -
TRADUZIONE DI BRUNA DEL BIANCO
L’idiota viveva in un mondo nero e grigio, illuminato saltuariamente dal lampeggiare della fame e della paura. Vestiva abiti vecchi e pieni di strappi: era alto e scarno e aveva ochi tranquilii in un volto senza espressione.
Gli uomini lo evitavano, le donne si rifiutavano di guardarli e i bambini si fermavano a osservarlo, ma l'idiota pareva non curarsene; non si aspettava niente da nessuno. Quando era colpit dal chiarore lampeggiante doveva nutrirsi. Mangiava quando poteva e accettava il cibo dalla prima persona che gli capitava davanti...
Nascita del Superuomo (More Than Human , 1953)
- I MASSIMI DELLA FANTASCIENZA n° 23 di Settembre 1990 -
TRADUZIONE DI RICCARDO VALLA
L’idiota viveva in un mondo nero e grigio, sottolineato dal bianco lampeggiare della fame e dal tremolio della paura. I suoi abiti erano vecchi e pieni di strappi. Qui faceva capolino una caviglia tagliente come un cesello, là, sotto la giacca strappata, apparivano costole simili alle dita di un pugno. Era alto e scarno. Aveva occhi tranquilli e volto senza espressione.
Gli uomini lo evitavano, e le donne distoglievano lo sguardo da lui, i bambini si fermavano a osservarlo. L’idiota pareva non curarsene. Non si aspettava niente da loro. Quando il bianco lampeggiare colpiva, lui veniva nutrito. Si nutriva quando poteva, ne faceva a meno quando poteva. Quando non poteva fare nessuna di queste due cose, veniva nutrito dalla prima persona che capitava a faccia a faccia con lui…
I figli di Medusa (The Cosmic Rape, 1958)
- URANIA n° 874 del 8 Febbraio 1981 -
TRADUZIONE DI VITTORIO CURTONI
“Ti spaco il muso, Al” disse Gurlick. “E ti spacherò la schiena. E poi farò saltare per aria la tua baraca con te di dentro e con tutte le porcherie che vendi, chi credi che le vuole? Hai sentito, Al?”
Ma Al non lo sentiva: Al stava a tre isolati di distanza dietro il bancone del suo bar, probabilmente ancora rosso per l’indignazione, intento ad agitare la lunga testa pelata verso la porta da cui era scappata Gurlick, mentre ripeteva quanto i suoi clienti avevano appena finito di vedere: che Gurlick aveva fatto capolino emergendo da quella notte umida e fredda con aria servile, tormentandosi la barba ispida mentre sogghignava coi denti anneriti, la testa inclinata di lato, gli occhi verdastri su uno sfondo bianco sporco...
Venere più X (Venus Plus X, 1960)
- CLASSICI DI URANIA n° 122 di Maggio 1987 -
TRADUZIONE DI ADRIANO ROSSI
“Charlie Johns” urlò incalzante Charlie Johns “Charlie Johns, Charlie Johns!” perchè quello era assolutamente necessario… sapere chi era Charlie Johns, senza cedere mai neppure per un secondo, per nessuna ragione, mai.
“Charlie Johns sono io” disse in tono risentito, poi lo ripetè in tono lamentoso. Nessuno lo contraddisse, nessuno lo negò. Giaceva nella calda oscurità con le ginocchia rialzate e le braccia incrociate e la fronte premuta conto le rotule. Vedeva lampi d’un rosso cupo, ma li vedeva internamente alle palpebre, ed era Charlie Johns.
C. Johns, un tempo era stato stampigliato su un armadietto, era stato scritto in grassetto sul diploma di una scuola superiore, era stato battuto a macchina su un foglio-paga. Johns, Chas, era scritto sull’elenco telefonico...

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