PREMIO URANIA 1990
Ripercorriamo, tappa per tappa, tutto il cammino del 2° PREMIO URANIA.
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 In base al resoconto di Marzio Tosello la classifica finale appare questa:
Luna di fuoco, Luna di morte
(Pubblicato poi come "Luna di fuoco")
di Virgino MARAFANTE
Le Catene di Eymerich
di Valerio Evangelisti
Settantacinque Long Tons
di Renato Pestriniero
Così come preannunciato nel resoconto di Marzio Tosello il romanzo vincitore del 2° Premio Urania è stato pubblicato nel n°1160 in data 25 Agosto 1991.
In appendice una breve biografia, un'intervista di Silvano Barbesti all'Autore e una bibliografia fanno da corredo al romanzo vincitore:
Anche il vincitore del secondo Premio Urania non è un nome nuovo per quanti seguono da vicino le vicissitudini della Fantascienza italiana. Forse tutto questo non significa nulla, ma noi della redazione riteniamo, come abbiamo ache più volte scritto, che non ci si improvvisa autori, ma lo si diventa poco a poco, affinando le proprie capacità col lungo e metodico esercizio.
Una strada che Virginio Marafante ha perseguito con costanza lungo tutto l'arco della sua vita di appassionato di fantascienza (e non solo).
Nato nel 1947 a Chioggia, Marafante incontra fin da piccolo fantascienza e avventura. Avventura fantastica sono i giochi nel paesaggio magico del delta del Po,dove è sempre tornato per periodi più o meno lunghi di vacanze, sono i racconti in famiglia di storie di mare, sono le sue prime letture, i primi film visti.
"Mio padre, dopo aver lavorato in mare, aveva preso in gestione una panetteria con un enorme forno a legna. Ma di sera organizzava delle proiezioni di film. Nel 1950 in quelle zone depresse non c'era ancora la corrente elettrica e ci dovevamo servire di un vecchio gruppo elettrogeno. Le proiezioni dei film all'aperto avevano un sapore particolare, erano, una specie di festa per tuttl, e I'avventura, in quelle condizioni, non era soltanto sullo schermo. Già allora, 
però, ai film western che imperavano ai quei tempi io preferivo i film di fantascienza, quei B-movie in bianco e nero realizzati con pochi mezzi e pochi effetti speciali che avevano un particolare senso del meraviglioso, del fantastico. Anche le mie prime letture rispecchiavano queste scelte, questi gusti: tanto Salgari, naturalmente, ma ero letteralmente affascinato dalle escursioni scientifiche e avveniristiche di Verne".
La disastrosa alluvione del Polesine costringe la famiglia a spostarsi a Milano, e l'avventura continua, relegata soprattutto ai libri.
"Fu mio nonno a regalarmi il primo libro di fantascienza. Era un'antologia di racconti di autori, oggi considerati classÌci, che ho letto e riletto più volte, sempre rapito dal sense or wònder che sprigionavano. Ricordo ancora, ero alle medie, che la mia insegnante un giorno chiese a tutti di portare a scuola le nostre letture preferite e io esibii con orgoglio questa antologia e una rivista di fantascienza. Ma il risultato non fu quello sperato. La professoressa, scandalizzata, mi sequestrò i miei tesori e mi mise in castigo. Non paga della sua azione repressiva, chiamò i miei genitori:'Possibile che permettiate a un ragazzino di fare certe letture e di riempirsi la testa con tutte quelle stupidaggini?'. Allora le cose andavano così e, anche se la scuola non è cambiata poi
così tanto, non erano ancora i tempi in cui ti davano un tema sulla fantascienza come prova di maturità, come è successo quest'anno. Ma sono contento lo stesso, perché la piccola, grande ingiustizia subita mi spinse ancora di più verso la fantascienza, mi fece amare di più un genere letterario tanto bistrattato. E anche perché la fortuna che non ho avuto io all'ora l'ha avuta quest'anno mio figlio Alessandro che, conoscendo abbastanza bene la fantascienza, è stato contento di poter affrontare la maturità trattando per iscritto uno dei suoi argomenti preferiti".
Marafante, però, non si limita a leggere solo fantascienza come un monomaniaco.
"La lettura è, deve essere, un'avventura piacevole e un'esperienza che ti dà qualcosa, che ti fa riflettere, che ti insegna cose nuove, che ti apre nuovi orizzonti, Così sono diventato un lettore onnivoro e mi sono appassionato di volta in volta a Poe, Hemingway, Steinbeck, Chandler, Mann, Dostoievskij, BuzzatÌ, Vittorini e tanti altri".
Letture che gli sono servite per affinare la propria sensibilità e il proprio stile, come dichiara Marafante, che si definisce un autodidatta per vocazione.
"Sì, è un aspetto del mio carattere. Nello stesso modo mi sono accostato anche alla musica. A 17 anni, stufo di studiare, abbandonata la scuola, imparai a leggere la musica e a suonare la chitarra e formai un gruppo beat con il quale cominciai a girare l'ltalia e a vagabondare tra dancing e locali notturni. Un'esperienza molto importante per me, e anche se non fruttava certo molti soldi mi ha dato la possibilità di dare sfogo a una passione, di vivere un'avventura che per molti resta solo un sogno".
Nonostante un certo successo e la soddisfazione per quel contatto con il mondo della musica, Marafante sente il bisogno di dare alla propria vita basi più stabili. Rientra a Milano, si diploma come geometra, si sposa e diventa papà. Quindi incomincia una serie di lavori. Affronta la vita di cantiere, seguendo la costruzione in Liguria di una galleria autostradale e poi, in Piemonte, di una diga a duemila metrì d'altezza per una nuova centrale idroelettrica. Torna a Milano per impiegarsi come contabile in un'azienda siderurgica, poi lavora in banca, presso l'ufficio tecnico. Nel contempo fonda, assieme a Renato
Besana, un gruppo musicale, 'Charlie 37, col quale incide un LP, Niente di serio, di cui compone numerose canzoni e che ha un breve successo, poi
soffocato e fagocitato dalla marea di musica usa-e-getta importata dagli Stati Uniti. Cambia ancora lavoro e campo di interesse, e attualmente si occupa di elaboratori elettronici. Sembra quasi, per certi versi, di seguire la biògrafia di un autore americano. come nella migliore tradizione. - Ma perche tanta irrequietezza?
"Irrequietezza non è il termine giusto. Piuttosto è paura della noia, rifiuto della quotidianità monotona e ripetitiva, bisogno di nuovi stimoli. Quando un'esperienza lavorativa mi ha dato tutto quanto poteva, non mi interessa più. La ritengo una cosa finita, che potrebbe continuare solo in modo sterile. Allora: grazie, è stato bello ma è tutto finito. E non solo col lavoro.. Anche con la musica è andata a finire così. Suonare mi dà sempre un brivido, un piacere particolare, ma oramai lo faccio solamente per gli amici, anche se qualche volta mi lascio tentare".
E con la fantascienza?
"Be', la scrittura è un'esperienza troppo vasta per poterla esaurire così. Ho cominciato a scrivere le prime cose negli anni Settanta e ho pubblicato il mio primo racconto, Servocasa, nel 1976. Ma da allora, pur avendo scritto e pubblicato, partecipato a incontri e dibattiti culturali e a convention di settore, ho attraversato un paio di brevi crisi. Mi sono allontanato un po' dall'ambiente per rigenerarmi e poi sono rientrato, più motivato di prima, anche se il fatto che
agli autori italiani continui a essere riservato uno spazio minimo m'infastidisce. Comunque, per quanto mi senta un autore di genere e per quanto prediliga in linea di massima la narrativa di genere, non mi dispiacerebbe scrivere anche altre cose. Non sarebbe tradire la fantascienza ma vivere più a fondo l'esperienza della scrittura. Ho già qualcosa di più di un progetto per un romanzo storico avventuroso, ma.. se son rose...".
Sete di esperienze diverse, conoscenze in campi disparati, spirito di avventura, interessi scientifici (per un certo periodo Marafarite si era appassionato anche di astronomia e si era dedicato allo studio e all'osservazione del cielo), contatto diretto e quotidiano col mondo in continua evoluzione dei computer: come si miscelano questi elementi nella sua narrativa e come la condizionano? Per Marafante sono tutti ingredienti che si possono dosare differentemente per dar vita a lavori originali anche molto diversi fra loro.
"Non amo le etichette, e non mi ritengo attratto di più da un sottogenere del fantastico piuttosto che da un altro. Sarebbe troppo limitativo. Certo, parlando di fantascienza mi sembra normale che un pilastro portante della vicenda sia la forte presenza di un elemento scientifico o tecnologico caratterizzante. Come per il romanzo giallo l'analisi deduttiva, scaturita dalla mente del detective, diviene il nucleo della storia, così l'invenzione fantastica e I'estrapolazione scientifica in senso generale devono essere il perno attorno al quale ruotano personaggi e situazioni in una storia di fantascienza. Anzi, sono le situazioni stesse a svilupparsi dall'ipotesi iniziale, coinvolgendo tutto ciò che vi sta attorno. Comunque, un racconto è valido se propone un 'idea
originale in cui i personaggi sono caIati in modo verosimile, convicente".
E, infatti, se il suo primo romanzo L 'insidia dei Kryan, che ha vinto il Premio Italia nel 1980 all'Eurocon di Stresa, ha una forte componente tecnologica, il suo racconto Il dottor Freud, suppongo, che si è classificato terzo al Premio Italia 1990, vive di atmosfere rarefatte e narra del fantastico incontro fra il padre della psicanalisi e il principe Dracula nella Vienna di inizio secolo, storia elegante e ironica, sognante e ricca di fascino, ben ambientata e colta, in cui l'elemento storico-fantastico sostituisce quello scientifico-tecnologico, con pieno successo.
a cura di Silvano Barbesti
BIBLIOGRAFIA 
Romanzi
1979 L 'insidia dei Kryan ( Cosmo Argento n. 87, Ed. Nord, Milano), vincitore Premio Italia 1980.
1991 Luna di fuoco, Luna di morte (Urania n. 1160, Mondadori, Milano), vincitore Premio Urania 1990.
Racconti
1976 Servocasa (Cosmo Informatore n. 3/4, Ed. Nord, Milano), vincitore PremioSFIR.
1977 Commando suicida (Battaglie stellari, GEIS, Milano).
Profumo di fragole (Robot n. 16/17, Armenia. Milano) .
1978 L'ultimo inganno (nell'antologia di AA. VV .Universo e dintorni a cura di I. Cremaschi, Garzanti, Milano).
1980 Gli occhi del lago (La Collina n. 1, Ed. Nord, Milano ).
Vita da macchine (The Time Machine, Padova).
1981 Incontro (The Time Machine , Padova).
1982 Gravità zero (Omni dicembre, Ed. Peruzzo, Milano).
1984 L 'antica vita della città sommersa (Futura giugno, Ed. Peruzzo, Milano).
1988 Sotto la cenere (Futuro Europa n. 1, Perseo Libri, Bologna).
Sabbia (nell'antologia di AA. W. Pianeta Italia, WSF Italiana e Perseo Libri, Bologna).
1989 Il dottor Freud, suppongo (Futuro Europa n. 3, Perseo Libri, Bologna).
Il prigioniero (Vernice fresca D. 2, Immagine & Dettaglio, Rho).
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