PREMIO URANIA 1991
Ripercorriamo, tappa per tappa, tutto il cammino del 3° PREMIO URANIA.
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Nel numero 1182 del 28 Giugno 1992 in appendice Giuseppe Lippi illustra, prima con la cronaca vera e propria e poi con un editoriale sulla fantascienza italiana, come si è svolto e a chi è stato assegnato il Premio URANIA 1991: 
PREMI SF: 
I romanzi giunti in finale al PREMIO URANIA di quest'anno non sono opera di affermati scrittori del genère, e questo, in un certo senso, ci fa piacere: anche se siamo stati più che lieti, nelle edizioni precedenti, di premiare Vittorio Catani e Virginio Marafante, dobbiamo confessare che attendevamo con impazienza il momento (e l'opportunità) di rivelare ai nostri lettori un autore nuovo. 
A giudizio della giuria finale, composta dal redattore capo di URANIA Marzio Tosello e dal sottoscritto, i romanzi pervenuti quest'anno hanno rivelato molte pecche tradizionali dei nostri scrittori, in parte scusabili e in parte no.
I difetti che si possono scusare sono una certa ingenuità nello stile, la tendenza a usare un linguaggio stereotipo (e che, dunque, finisce per somigliare più a una traduzione che all'italiano) e nel ricalcare trame e modelli tipici della fantascienza "importata". 
I difetti che si possono meno facilmente perdonare sono, a nostro avviso, una scarsa capacità di raccontare sorprendendo il lettore ( quasi sempre tutto viene dato per scontato e dopo la prima enunciazione la storia procede senza sussulti su un binario fisso) e una notevole incapacità nel drammatizzare: i concetti vengono enunciati, non dimostrati o fatti vivere nelle "scene" del romanzo. Insomma, in troppi casi siamo davanti a un approccio tutto sommato dilettantesco.
Ciò detto, siamo lieti di aver trovato almeno un'eccezione a questa regola, ed è il romanzo che ha vinto l'edizione di quest'anno; mentre sugli altri finalisti spenderemo una parola fra breve, affrettiamoci a segnalare che il vincitore del PREMIO URANIA 1991 è "Ai due lati del muro" di Francesco Grasso. Una storia movimentata:, dai toni quasi "gialli" nella prima parte, centrata su un argomento oggi molto di moda: i mondi simulati, le realtà virtuali. Pur non potendo dire di più per non sciuparvi il piacere della lettura quando il romanzo sarà pubblicato, diciamo che il libro di Grasso non è del tutto esente dai peccati veniali di cui parlavamo sopra; ma è senz'altro quello che mostra la maggiore capacità di venirne fuori attraverso la voglia di raccontare una storia, costruita secondo i dettami della suspense .
Complimenti dunque a Grasso, neo-vincitore; ma non rinunciamo a segnalare, fra gli altri finalisti, almeno i romanzi "Eternità" di Franco Ricciardiello e "L'ultima cenere" di Maurizio Checcoli
"Eternità" è un romanzo troppo vicino alla fantasy per soddisfare le esigenze dei nostri lettori.
"L 'ultima cenere", invece, adotta uno scenario "apocalittico" di cui abbiamo sentito parlare veramente troppe volte: una dittatura alla Grande Fratello su uno sfondo socio-politico solo a tratti credibile.
Quello che continua a sorprenderci è il fatto che pochissimi autori puntino su trame lineari, semplici, che magari prendano le mosse dal nostro presente e dalla nostra realtà attuale; per la maggior parte (anzi, per la stragrande maggioranza) si tuffano a capofitto in scenari "prefabbricati"; mondi del lontano futuro, ambienti quasi-fantasy, robot, androidi, ecc. ecc. E se l'anno prossimo provassimo a scrivere più storie ambientate nel presente, qui e ora, ma con un'autentica trovata fantastica al centro? Storie meno rocambolesche e più sorprendenti? Avventure nel tempo e nello spazio che suscitano il nostro stupore proprio perchè prendono le mosse da una realtà "banale" e quotidiana? Non vogliamo influenzare nessuno: è solo un suggerimento fra i tanti possibili.
G. L.
segue>>>
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