PREMIO URANIA 2001
Ripercorriamo, tappa per tappa, tutto il cammino dell'ultimo PREMIO URANIA.
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Nel numero 1452 del 3 Novembre 2002 e nel numero 1453 del 17 Novembre 2002 in Appendice Giuseppe Lippi illustra come si è svolto e a chi è stato assegnato il Premio URANIA 2001: 
PREMIO URANIA 2001: 
Il 16 luglio, nella sede della Mondadori a Segrate, la giuria finale del premio Urania 2001 (l'anno si riferisce all'emissione del bando) ha scelto il miglior romanzo italiano inedito fra quelli giunti in redazione, e che viene pubblicato in questo numero. Il vincitore è risultato Lungo i vicoli del tempo di Lanfranco Fabriani (Roma), un ottimo testo sui viaggi temporali che non trascura un'accurata ambientazione italiana. I romanzi pervenuti al concorso sono stati poco più di sessanta e una pre-giuria composta
da lettori della redazione e giurati con una precedente esperienza del premio ha ridotto il numero dei papabili a dodici. La giuria finale, composta da Silvia Castoldi, Vittorio Curtoni, Stefano Di Marino, Giuseppe Lippi, Marzio Tosello e Riccardo Valla, è arrivata alla decisione ultima dopo aver esaminato tutti gli altri finalisti:
Più che umani di Paolo Lo Giudice (un racconto piuttosto serrato ambientato su una stazione spaziale);
Alma di Mariella Dal Farra (una vicenda a base di doni);
Lasciate in pace gli eroi di Clementina Buono (viaggi nel tempo anche qui, ma con il tentativo di assassinare Garibaldi);
Città verde di Vincenzo Spasaro (una inquietante previsione ecologica);
Astronave Stardust di Claudio Asciuti (la biografia di un ipotetico autore italiano di sf); 
Tecniche di volo da vento solare di Massimo Mongai ("storia cosmica che parte dal piCColo e arriva a cavalcare l'intero spaziotempo", Come la definisce Vittorio Curtoni);
Il lungo viaggio di Paolo Aresi (una solida avventura interplanetaria con echi di 2001);
L 'arma di Tauros di Monica Tessarin (un'amabile fantasaga scozzese);
La fabbrica di Emanuele Cassani (cupa antiutopia del lavoro in fabbrica, ambientata in un mondo dove tutti portano nomi ellenici);
Eden di Maurizio j. Bruno (un'avventura dai toni profetici);
Il libro del teonauta di Errico Passaro (un'ingegnosa vicenda a sfondo mitico-religioso).

Anche quest'anno la varietà dei temi trattati e i diversi punti di vista narrativi hanno conferito al premio varietà e freschezza. Il romanzo vincitore si era già segnalato in una prima versione in una precedente edizione del premio, e accuratamente riveduto e Corretto dall'autore è riuscito questa volta a qualificarsi primo. È con particolare piacere, quindi, che lo consacriamo miglior romanzo dell'anno e lo pubblichiamo in questo numero.
Crediamo che, dopo dodici anni di vita, il premio abbia di che andare fiero: ha lanciato autori come Valerio Evangelisti, Luca Masali, Nicoletta Vallorani, Francesco Grasso; ha riproposto all'attenzione autori costanti nella loro produzione come Vittorio Catani, Virginio Marafante, Claudio Asciuti e Donato Altomare. Ha scoperto talenti come quello di Massimo Mongai e Massimo Pietroselli, e siamo certi che in futuro continuerà a riservarci piacevoli sorprese, grazie anche all'incoraggiamento e all'interesse dei lettori.
A tutti, quindi, buona lettura in attesa dell'edizione 2002-2003.
 

G. L.
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