di SF
 
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2007
2008
URANIA con la fascia arancione e l'immagine nel cerchio fa 100, sono infatti 100 numeri dal 1410 al 1509 (attualmente in edicola) i numeri dell'ultima serie, in ordine di tempo, di Urania.
4
Aprile
2006
Ecco la prima edizione
dell'opera di H. Beam PIPER
che questo mese Urania Collezione presenta:

si tratta di
Galassia 87 Casa Editrice La Tribuna
del marzo 1968
15
Maggio
2006
Nuova iniziativa editoriale in edicola
dal 30 maggio

Newton presenta ISAAC ASIMOV
LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA DAL 1939 AL 1948

All'interno della rivista un'interessante intervista:
"Robyn, figlia prediletta di Isaac ASIMOV, parla del padre
della sua passione per gli automi, del rapporto
combattuto con la tecnologia, e delle sue previsioni 
avverate."
31
Maggio
2006
MANCA LO "ZERO"
La caratteristica numerazione, che dava un tono
tecnologico alla collana URANIA COLLEZIONE
(la stringa numerica riempita con degli "zero" a sinistra è tipica della rappresentazione numerica nella matematica dei computer), è saltata con
il numero 043che è diventato sul dorso, come
si può vedere nella foto a sinistra, un semplice
43
L'importante è che comunque il contenuto sia,
come in realtà è, un capolavoro della fanta- 
scienza d'oltremanica.
10
Ottobre
2006
PIU' LIBRI PIU' LIBERI
La nuova edizione della Fiera della Piccola e media editoria. 
(Palazzo dei Congressi dell'EUR, 7 - 10 dicembre)
Ecco il sito ufficiale della manifestazione: http://www.piulibripiuliberi.it/index.php
Delos Books sarà presente alla fiera della piccola e media editoria.
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Gli organizzatori assicurano che ci saranno anche molti libri di Fantascienza!!!
30
Novembre
2006
Quel libro che assomiglia a Urania, ma Urania non è....che cos'è?

In libreria dal 1° Dicembre
DOMANI. DI FUTURI CE N'E' TANTI 
Daniele Barbieri e Riccardo Mancini 
(Erremme Dibbì)
Prefazione di Valerio Evangelisti 
pagine 168  - Euro 12
avverbi EDIZIONI
Otto sentieri di buona fantascienza per poter immaginare (e magari conquistare) futuri un po’ meno squallidi del presente. E se domani... i computer diventassero sempre più intelligenti, più sensibili, insomma più umani, come ci comporteremo noi umani che stiamo diventando sempre più insensibili? E come saranno le città che abiteremo? Più caotiche o deserte, tra le stelle o sotto gli oceani, o addirittura sotto terra? Come cambierà il rapporto tra i sessi (sempre che una qualche differenza sessuale vi sarà ancora)?E come potrebbe cambiare il rapporto con Dio e con la religione, magari se incontrassimo su un altro pianeta un “Cristo marziano” molto molto diverso da noi?Da gli oltre trecento racconti e romanzi citati nel libro, si spalanca una galassia di stimoli, suggestioni, ipotesi e scenari su tutti i nostri futuri possibili.
Dalla Prefazione di Valerio Evangelisti
È splendido dover scrivere la prefazione a una sorta di guida alla fantascienza. Un genere della letteratura (ma non solo: del cinema, della televisione, dei videogiochi, della pubblicità...) mille volte dato per morto. E mille volte risorto, a mo’ di Dracula nei film della Hammer.
Ma che la fantascienza letteraria sia in crisi non si può negare. Il fenomeno è presente ovunque. Urania, che vendeva cinquantamila copie due decenni fa, oggi ne vende un decimo. Negli Stati Uniti, che non furono la patria del genere (europeo al cento per cento) ma sicuramente la culla della sua divulgazione popolare, le riviste più prestigiose o hanno cessato le pubblicazioni, o si sono trasferite su Internet. Quelle che resistono in forma cartacea, come la Isaac Asimov’s SF Magazine, vendono quanto Urania, però in un Paese ben più grande dell’Italia.
Del resto, di recente è morto Robert Sheckley in quasi completa miseria, privo delle cure che il costosissimo sistema sanitario americano non gli assicurava (malgrado varie collette a suo favore nel Vecchio Continente). Gli scrittori di fantascienza che ho conosciuto – e sono tanti, notissimi da noi – di sicuro non nuotano nell’oro, anche perché negli Stati Uniti sono pressoché dimenticati. Fanno eccezione solo quelli che hanno trovato fonti alternative di reddito, come Robert Silverberg (che con la firma Ron Hubbard ha scritto per Scientology molti tomi della serie apocrifa Battaglia per la galassia), Harlan Ellison (sceneggiatore televisivo molto richiesto, al pari di Richard B. Matheson), Dan Simmons (passato al romanzo storico e alla riscrittura in chiave fantasy delle opere omeriche), George R.R. Martin (transitato brillantemente al fantasy puro e semplice).
Invece chi è rimasto fedele all’invenzione fantascientifica fatica a campare. Specie i personaggi che seppero rivoluzionare la science fiction: come Norman R. Spinrad, che oggi vivacchia alla meglio a Parigi, o l’anziano e malato Samuel Delany. Chi non è morto è povero o poverissimo, e può contare solo sul magro sostegno proveniente dai Paesi dell’Est dove, come nell’Italia del secondo dopoguerra, la fantascienza è ancora vista quale sinonimo di modernità. Drammatico il caso di Frank Belknap Long, autore non eccelso ma vecchio amico di H.P. Lovecraft (li separavano solo le idee politiche: Long era comunista, mentre Lovecraft passò dall’estrema destra alla socialdemocrazia solo nel suo ultimo anno di vita). Una decina di anni fa si spense, come Émile Zola, nell’appartamentino di due stanze che occupava a New York, ucciso dalle esalazioni di una stufetta.
Eppure tutti costoro Once Were Warriors: erano dei grandi. Gli sconvolgimenti che avrebbero portato nell’immaginario di popoli vicini e lontani non li sospettavano nemmeno. I capiscuola della fantascienza letteraria – non solo quelli citati ma anche gli Isaac Asimov, i Robert A. Heinlein, i Van Vogt, i Pohl, i Simak della generazione precedente, e poi i Tenn, i Dick, i Leiber, i Simak, gli Sturgeon, i Knight eccetera – stavano, dalle pagine di riviste a poco prezzo, sconvolgendo i sogni collettivi e, ancor di più, la percezione del presente.
Non inseguivano, come è divenuto abitudine oggigiorno, la fantascienza cinematografica. Il cinema si attardava su versioni puerili dell’invasione aliena, modellate sulla Guerra dei mondi di H.G. Wells. Gli scrittori si spingevano avanti di decine di migliaia di anni, descrivendo conflitti futuri (molto simili a quelli del loro presente) oppure ipotizzando società alternative ma perfettamente logiche, assolutamente diverse da quelle illogiche e favolistiche ipotizzate dalla fantasy, all’epoca minoritaria. Non a caso, nella fantascienza si gettarono a capofitto autori marxisti come Mack Reynolds (prima di lui, un buon numero di comunisti come Nat Schachtner o il menzionato Long; in parallelo a lui, autori della sinistra radical come Philip K. Dick; posteriormente, libertari quali Ursula Le Guin, Michael Swanswick, James Morrow e decine d’altri).
4
Dicembre
2006

12 DICEMBRE 2006
in edicola

12
Dicembre
2006