I CLASSICI FANTASCIENZA n°5
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"Classici Fantascienza" n° 1
APRILE 1977
UNIVERSO
di HEINLEIN Robert Anson
LA TRAMA (dalla 4^ di copertina)
Scale, botole, oscuri passagi, corricoi fiocamente illuminati che si allungano per chilometri, porte chiuse su locali segreti, altre porte che s'aprono su uffici e stanze d'abitazione, improvvisi spiazzi con illuminazione più intensa dove s'incrociano correnti di traffico pedonale. Ma soprattutto scale e corridoi, corridoi e scale, su centinaia di piani sovrapposti e senza che mai una porta, una finestra, un'apertura qualsiasi permetta di guardare "fuori".. Ma esiste un "fuori" per chi è nato e cresciuto in questo labirintico e sbarrato Universo, di cui nessuno conosce le origini né lo scopo? Chi cerca di spingersi verso gli estremi piani superiori o inferiori, traversa dapprima vaste zone abbandonate, silenziose, deserte; poi improvvisamente aggredito e ricacciato, o divorato, da esseri mostruosi..  La prima parte di questo libro uscì a puntate su Urania nel 1954 col titolo "Alla deriva nell'infinito", e fu un avvenimento memorabile nella storia della fantascienza. Il romanzo completo fu poi pubblicato nel 1965, e non a caso, ma di pieno diritto, apre oggi questa serie di Classici: con una delle più affascinanti, vertiginose e poetiche saghe spaziali che siano mai state scritte.
IL SOMMARIO
Pagina     7  Romanzo "Universo" (Orphan of the Sky) di Robert Anson Heinlein. Traduzione di Antonangelo Pinna.
Pagina 171  Fine del Romanzo
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cm. 18,5 X 11
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Karel THOLE
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"Classici Fantascienza" n° 2
MAGGIO 1977
Regola per sopravvivere
di Richard MATHESON
LA TRAMA (dalla 4^ di copertina)
12 Capolavori di Richard Matheson.
A cominciare dal 1950, quando la sua firma comparve per la prima volta sul "'Magazine of Fantasy and SF", l'attività di Matheson come autore fantáscientifico è durata poco più di un decennio. In questi dieci anni Matheson ha arricchito la SF americana, oltre che, di romanzi (lo sono Helen Driscoli, Urania 206, Tre millimetri al giorno, Urania 277) di una quarantina di racconti che sono tra i più perfetti, entusiasmanti, memorabili dei genere. Ma - forse perché ha badato soltanto la raccontare, senza pontificare in congressi e adulare il pubblico, incensare i critici, glorificare a ogni passo i meriti della fantascienza - nessuno gli ha detto grazie. Risultato, ha smesso di scrivere in proprio e s'è messo a lavorare per il cinema. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: chi ha visto "Duel", forse il più straordinario film americano di questi ultimi anni, avrà forse notato che soggetto, dialoghi, sceneggiatura, sono di Richard Matheson.
IL SOMMARIO 
Pagina     7 "Su dai canali" (Through Cannels). Traduzione di C(arlo) F(ruttero) e F(ranco) L(ucentini).
Pagina   15 "Una chiamata per miss Keene" (Long distance call). Traduzione di Anna Maria Valente.
Pagina   33 "La casa della follia" (Mad House). Traduzione di Hjlia Brinis.
Pagina   67 "Scomparsa graduale" (Disappearing act). Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina   87 "Qualcosa che non va?" (The edge). Traduzione di Anna Maria Valente.
Pagina   97 "Nato d'uomo e di donna" (Born of Man and Woman). Traduzione di C(arlo) F(ruttero).
Pagina 103 "Topi migratori" (Lemmings). Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 107 "C..." (F...). Traduzione di Adalberto Chiesa.
Pagina 131 "Gli anni della Grande Macchina" (The Waker Dreams). Traduzione di T. A..
 Pagina 149 "Isolato in partenza" (Shipshape Home). Traduzione di T. A..
Pagina 173 "Il relitto" (Deah ship). Traduzione di Anna Maria Valente.
Pagina 201 "Regola per sopravvivere" (Pattern for Survival). Traduzione di F(ranco) L(ucentini).
Pagina 205 Fine dell'Antologia. 
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"Classici Fantascienza" n° 3
GIUGNO 1977
I guardiani del tempo
di Poul ANDERSON
LA TRAMA (dalla 4^ di copertina)
Inventata da H.G. Wells nel 1895, la macchina dei tempo è uno dei più suggestivi e più diffusi mezzi di locomozione della fantascienza. Non c'è scrittore che non l'abbia sperimentato almeno una volta, non c'è lettore che sia rimasto insensibile al rniraggio di percorrere avanti e indietro la Storia per vedere come andarono o come andranno veramente le cose. Su questo tema affascinante la "variazione" di Poul Anderson è una delle più riuscite. Il suo viaggiatore, Manse Everard, agente di una specialissima cronopolizia, tiene sotto controllo il Tempo che è di continuo minacciato da criminali, avventurieri, affaristi, mestatori politici, ormai in grado, sulle loro macchine personali, di modificare il passato a loro vantaggio. Ecco un complotto per far trionfare i Cartaginesi sui Romani; ecco i Mongoli che, contro ogni logica, scoprono l'America; ecco una abusiva sostituzione di Círo il Grande che può provocare immani ripercussioni nei secoli a venire. Everard e i suoi colleghi cronodetectives cavalcano i millenni a raddrizzare, eliminare, riequilibrare, correggere, distruggere dovunque sia necessario, a salvaguardia del mondo com'è stato e come sarà, in una vorticosa girandola di paradossi, sorprese, colpi di mano e di scena, che non lascia certamente il tempo che trova. 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 "Everard cronodetective"(Time Patrol); Traduzione di Andreina Negretti. 
Pagina   57 "Nel tempo di Ciro il Grande"(Brave to Be a King); Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 107 "La scoperta sbagliata"(The Only Game In Town); Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 152 "Il mondo che non poteva esistere"(Delenda Est), Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 205 Indice.
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"Classici Fantascienza" n° 4
LUGLIO 1977
Progetto Quatermass
(Originale televisivo in sei puntate trasmesso dalla B.B.C.)
di Nigel KNEALE
LA TRAMA (dalla 4^ di copertina)
Inquadratura di un'auto ferma con i fari accesi in una buia strada di campagna... Alla luce dei fari, primo piano di un cartello indicatore spezzato, ma dove ancora si legge il nome della località: Winnerden FI... Sul fondo, dietro alti reticolati, vaghe sagome di serbatoi e nere tubature... E' questo lo stile descrittivo di Progetto Quatermass e il lettore non se ne meraviglierà. Le sceneggiature cinematografiche sono ormai diventate un genere letterario alla moda, e non c'è regista rispettabile che non pubblichi le sue, leggibili o meno che siano. Ma la fantascienza non ha aspettato questa moda per fornirci i testi dei suoi più memorabili film e perfino di quella sensazionale, classica riduzione della Guerra dei Mondi che Orson Welles diresse alla radio nel 1938. Non meno classici e non meno sensazionali sono i testi della serie Quatermass di Nigel Kneale, trasmessi dalla BBC verso la fine degli anni '50 e poi passati dalla TV al grande schermo. Eccone dunque il più celebre per la prima volta in volume dopo la sua pubblicazione a puntate su Urania nel 1962. 
IL SOMMARIO 
Pagina     5 Nota dell'Autore
Pagina     6 Personaggi
Pagina     7 Sceneggiatura "Progetto Quatermass" (Quatermass II) di Nigel Kneale. Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 187 Indice
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"Classici Fantascienza" n° 5
AGOSTO 1977
Il pianeta proibito
(Romanzo scritto sulla sceneggiatura del film omonimo prodotto dalla M.G.M.)
di W. J. STUART
LA TRAMA (dalla 2^pagina)
Nessuno storico della fantascienza ha mai segnalato William Shakespeare come precursore dei viaggi interplanetari, dei robot, dei mostri extraterrestri. Ma chi - dopo aver letto questo romanzo di Stuart o visto il film che ha lo stesso titolo - leggerà o rileggerà La Tempesta, potrà constatare che tutto ciò era effettivamente contenuto nella stranissima isola in cui si svolge il dramma di Shakespeare. L'isola, lo scopriamo adesso, era in realtà un remoto pianeta; lo spirito benigno Arie] era Robby the Robot; il deforme Caliban era uno degli alieni più singolari e terrificanti che la teratologia, o "mostrologia" fantascientifica abbia mai inventato. Senonché a qualcuno potrebbe venire il dubbio, anch'esso terrificante, che tutto il merito di Stuart consista nell'essersi ispirato a un classico. No. Il lettore stia sicuro che Il pianeta proibito, se glielo proponiamo in questa collana, è un perfetto classico di fantascienza per conto suo. 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 Romanzo "Il pianeta proibito" (Forbidden planey) di W. J. Stuart. Traduzione di Carlo Rosso Fantonetti.
Pagina 196 Fine del Romanzo.
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"Classici Fantascienza" n° 6
SETTEMBRE 1977
Non è ver che sia la mafia
di Cyril M. KORNBLUTH
LA TRAMA
(dalla 2^pagina)
«Un libro immorale, sovversivo, stimolante, divertentissimo», così il «New Herald Tribune» definì questo romanzo quando apparve nel 1953. Perché mai? Kornbluth descrive, dopotutto, un'America felice, libera, pacifica, dove i cittadini sono contenti della società e la società dei cittadini. Non ci sono burocrati, e tutto funziona benissimo. Non ci sono tasse, costrizionì, poliziotti, spese militari, apparati ed enti parassitari. Dov'è l'immoralità? Dov'è la sovversione? Be', c'è un piccolo particolare. A far marciare sul velluto questa serena utopia non è il Governo degli Stati Uniti, è la Mafia.  Il Governo, in esilio, si limita a incrociare con poche navi da guerra al largo delle coste americane. Il territorio USA è diviso tra la Mafia e il Clan, due organismi criminali che si sono spartiti la torta con il «trattato di Las Vegas», e coesistono come due grandi potenze. Il romanzo non è altro che la storia della prima drammatica incrinaturá in questa perfetta pax mafiosa. Un paradosso? Una feroce satira? Lo sbocco logico dell'anarchismo individualistico? O un sogno segreto e irraggiungibile di libertà assoluta? 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 Romanzo "Non è ver che sia la mafia" (The Syndic) di Cyril M. Kornbluth. Traduzione di Antonagelo Pinna.
Pagina 207 Fine del Romanzo.
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"Classici Fantascienza" n° 7
OTTOBRE 1977
Le sabbie di Marte
di Arthur Charles CLARKE
LA TRAMA (dalla 2^pagina)
Questo romanzo, che inaugurò la collana di Urania nel 1952, pone esplicitamente il problema dei rapporto fra fantasia e realtà scientifica. Se la scienza dimostra, per esempio, che su Marte la vita non esiste, sono ancora leggibili le avventure marziane escogitate da scrittori pieni d'immaginazione? Nel 1952 il prima Sputnik era ancora di là da venire, e lo sbarco lunare, le teletrasmissioni "in diretta" dal pianeta rosso, sarebbero apparse ai più come ingenui sogni. Clarke scriveva contro corrente, contro lo scetticismo e l'indifferenza del mondo scientifico di allora. E per di più, scriveva bene. Le sue ipotesi erano plausibili e stimolanti, basate su solidi fatti e acute osservazioni. I suoi personaggi erano credibili, le beghe burocratiche e finanziarie della colonia marziana, le ambizioni e le lotte di potere, i contrasti fra Terra e Marte, erano un modello di realismo, di verosimiglianza. E il colpo di scena conclusivo è ancor oggi perfettamente accettabile. La scienza può averlo smentito nei particolari. Ma nelle grandi linee aveva ragione lui, sia come pioniere scientifico, sia soprattutto come romanziere. 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 Romanzo "Le sabbie di Marte" (The sands of Mars) di Arthur C. Clarke. Traduzione di Maria Gallone.
Pagina 244 Fine del Romanzo.
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"Classici Fantascienza" n° 8
NOVEMBRE 1977
Gli invasati
di Jack FINNEY
LA TRAMA (dalla 2^pagina)
La moglie, il fratello, il vecchio amico, il droghiere dell'angolo, sono ciò che sembrano, che ci sono sempre sembrati, o al contrario sembrano ciò che sono, nascondono qualcosa di completamente diverso,ignoto, forse nemico? Sulla pirandelliana ambiguità del nostro prossimo e sul terrore che ogni tanto fa nascere in ciascuno di noi, si basa uno dei grandi temi della letteratura fantascientifica, quello dell'invasione invisibile, che è poi una variante moderna dei possesso diabolico. Cosi, nella tranquilla cittadina americana di Santa Mira una ragazza si mette in testa che suo zio non sia veramente suo zio. Identico in tutto, fino a una minuscola cicatrice sulla nuca, l'uomo è però cambiato in qualche modo impalpabile, indefinibile. Di fronte a un caso simile qualsiasi medico penserebbe a una malattia mentale, e infatti Miles Bennell, chiamato a visitare la ragazza, cerca di convincerla che uno scambio di persona, una sostituzione, una contraffazione di quel genere può essere soltanto immaginaria. Ma il giorno dopo nello studio del dottor Bennell si presenta una donnetta che ha la stessa fissazione riguardo al marito. E allora? 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 Romanzo "Gli invasati" (The body snatchers) di Jack Finney.Traduzione di Stanis La Bruna.
Pagina 175 Fine del Romanzo.
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"Classici Fantascienza" n° 9
DICEMBRE 1977
Oltre l'invisibile
di Clifford Donald SIMAK
LA TRAMA (dalla 2^pagina)
In riva a un fiume, su Aldebaran XII, c'è un'astronave schiantata. Intorno giacciono i cadaveri semícarbonizzati di cinque uomini. Ma non si tratta di un incidente; e tra i cinque «umani», c'è una leggera differenza: tre sono uomini mentre gli altri due, distinti soltanto da un segno sulla fronte, «non sono che androidi». Di qui prende l'avvio questo classico che è uno dei primi e resta uno dei più impegnati romanzi di Simak: un autore che si sarebbe tentati di definire «umanitario» se tutte le sue opere non fossero dirette precisamente a superare quanto c'è di retorico e di ottocentesco, di limitato, di arretratamente antropocentrico, in ciò che comunemente s'intende per «umanitarismo». 
IL SOMMARIO 
Pagina     7 Romanzo "Oltre l'invisibile" (Time and again) di Clifford D. Simak. Traduzione di Tom Arno.
Pagina 191 Fine del Romanzo.
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"Classici Fantascienza" n° 10
GENNAIO 1977
Quatermass e il pozzo
(Originale televisivo in sei puntate trasmesso dalla B.B.C.)
di Nigel KNEALE
LA TRAMA (dalla 2^pagina)
Primo piano di targhe stradali, sull'angolo di una casa in demolizìone. Dietro una palizzata, bracci di gru in movimento. Stacco sul punto più profondo dello scavo, dove alcuni uomini lavorano con pale e picconi. Poi braccio di gru che ruota fin sopra il cassone di un camion in attesa... Il camionista sorveglia l'operazione fumando una sigaretta. D'un tratto sbarra gli occhi, butta via la sigaretta e si arrampica sull'automezzo fissando il mucchio di terra scaricato dalla gru. CAMIONISTA (grida, voltandosi agli uomini nello scavo): "Ehi! Venite qui! Presto!..." Così comincia il secondo, memorabile film della serie QUATERMASS, di cui presentiamo in questi Classici per la prima volta in volume le sceneggiature integrali. Ed ecco come si avvia alla fantasmagorica conclusione: "Panoramica su Londra. Rombo di un aereo che precipita, poi eco dello schianto. Si vede un edificio in fiamme. La facciata crolla. Un'altra strada, un altro incendio. Carrello avanti fino a inquadrare gli scavi..." Sceneggiature? Tecnicamente sì. Ma nel caso di Kneale anche una tecnica romanzesca rarissima, affascinante, da fare invidia al più abile dei narratori di mestiere. 
IL SOMMARIO 
Pagina     5 Nota dell'Autore
Pagina     6 Personaggi
Pagina     7 Sceneggiatura "Quatermass e il pozzo" (Quatermass and the Pit) di Nigel Kneale. Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 207 Indice.
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