FANTASCIENZA SOVIETICA
Edizioni FER - Roma
n° 6 - FEBBRAIO 1967

Catastrofe planetaria
di Arkadij e Boris STRUGATSKIJ

Prezzo di Copertina: Lire 350
Dimensioni cm. 18,2 X 12,5
Illustrazione di copertina di Giulio Italiani.
Presentazione (dalla 4^ di copertina)
Quali saranno il carattere e gli scopi delle prime colonie umane su altri pianeti? Si tratterà di colonie penali, come ha immaginato Robert Sheckley nei suoi non dimenticati "Orrori di Omega"? Oppure saranno idilliaci mondi agresti, del genre di quelli che mandano in sollucchero Clifford D. Simak? Tutto sommato, ci sembra più verosimile l'asunto dei fratelli Strigatskij: si tratterà di piccolissime comunità di scienziati, già organizzate in comunità civili e capaci di accettare le responsabilità che ne derivano. come in tutte le altre loro opere, in "Catastrofe planetaria" gli autori hanno fatto un serio sforzo per impostare questo problema d'anticipazione in termini di realismo. Il lettore non sarà dunque sorpreso di trovare qui la stessa tecnica, la stessa mentalità e quasi gli stessi protagonisti che ha già conosciuto nel romanzo "Fuga dal futuro", col quale si è aperta la nostra collana di fantascienza sovietica.
SOMMARIO
Pagina     5 "Catastrofe planetaria" (Dajaekaja rauga, 1965) di Arkadij e Boris STRUGATSKIJ. Traduzione di Renata Derossi.
Pagina 135 "L'ultima porta" (Poslednjaja dver', 1965) di M. EMTSEV e Eremej PARNOV. Traduzione di Renata Derossi.
Pagina 171 "Lungo l'asse delle 'F' " (Vdol' osi "ef", 1966)di Anatolij DNEPROV. Traduzione di Renata Derossi.
Pagina 187 "Il ritmo Delta" (Del-ta ritm, 1965) di Ilija VARSHAVSHIJ. Traduzione di Renata Derossi.
Pagina 197 "Homunculus" (Gomunculus, 1964) di Ilija VARSHAVSHIJ. Traduzione di Renata Derossi.
Pagina 205 INDICE.

 
 
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