Curiosità 
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Questa pagina si occupa delle curiosità di Urania e delle collane affini.
La periodicità di questa rubrica è mensile.
Curiosità del mese di Gennaio  2003
Urania e... le invasioni vegetali!
(a cura di Angelo Petruzzi*)
* Dottore Agronomo

Tra i temi più gettonati della fantascienza troviamo il tema della invasione, nelle sue diverse sfaccettature e tipologie:
- invasioni classiche (La guerra dei mondi di H.G. Wells);
- invasioni temporali (Fuga dal futuro e Mastodonia di Clifford D. Simak);
- invasioni di vario genere (Urania 472 e 473: Le strade dell’invasione e Nuove strade 
  dell’invasione) ...
Le invasioni possono essere distinte in categorie relative all’oggetto della invasione (ovvero se l’invasione riguarda la Terra oppure se riguarda luoghi esterni alla Terra), a colui/cosa che la compie (ovvero se l’uomo e/o il luogo in cui si trova è invasore o è invaso), al tempo in cui essa avviene (nei due libri citati di Simak troviamo il futuro che invade il presente – Fuga dal futuro – e il presente che invade il passato – Mastodonia -).
Ogni categoria può a sua volta dare origine a diverse sottocategorie, ad esempio possiamo avere invasioni della Terra da parte di esseri alieni - i famosi Chtorr di David Gerrold, ma anche gli Ondicoli di Fredric Brown, dall’omonimo magistrale racconto, che si trova in Cosmolinea B-1, i Titanici di William Teen (Urania 521 e 730, Gli uomini nei muri), e i Nark di R.M. Williams (Urania 557 e 935 - Orrore alla miniera), - oppure da parte di esseri già presenti sulla Terra, ma ancora sconosciuti – i Vitoni di Eric Frank Russell (Urania 7 e 325bis - Schiavi degli invisibili), i Neutri di Quando i neutri emergono dalla Terra di Bob Shaw (Urania 740), … 
In tema di invasioni ho quindi selezionato alcuni libri, tratti dalla collana Urania, che descrivono una particolare invasione, quella da parte di invasori vegetali, anche qui distinguendo tra invasori già presenti sulla Terra ed invasori alieni, considerando poi invasioni dove i vegetali sono vegetali terrestri, portati nello spazio da esseri umani allo scopo di colonizzare altri pianeti.
L’orrenda invasione (anche Il giorno dei trifidi – titolo originale “The day of Triffids”) di John Wyndham 
I Romanzi di Urania n°3
Dal libro “L’orrenda invasione”:
Il tronco, che scorgevo ora per la prima volta, era irsuto di peli simili a piccole radici. Avrebbe avuto forma quasi sferica se non fosse stato per tre protuberanze, rozzamente terminanti in punta, che sporgevano dal basso. Sostenuto da queste, il corpo centrale era sollevato di circa trenta centimetri da terra. Quando camminava la pianta si muoveva un po’ come un uomo sulle grucce.
Un romanzo che è una pietra miliare della fantascienza “di invasione” e “di sopravvivenza”: l’intera umanità, con l’eccezione di pochi fortunati, diviene cieca - dapprima l’autore pone come giustificazione il passaggio di una cometa, che aveva brillato per oltre 24 ore (necessarie per colpire l’umanità in tutti i punti del globo), poi ipotizza uno sconsiderato utilizzo di satelliti che sono impazziti, proiettando luci che hanno reso cieco chi le guardava -; nel frattempo delle strane piante mutanti, alte fino a due metri, capaci di muoversi e dotate di un aculeo con un veleno mortale per l’uomo, fino a quel momento coltivate per produrne un eccellente olio, iniziano ad attaccare gli uomini, facendo strage dei non vedenti. È l’inizio di un romanzo che, pubblicato per la prima volta nel 1951, è tuttora avvincente; la disperazione di chi è divenuto cieco, gli scontri tra coloro che hanno ancora la vista, il cadere in rovina delle città, sono molto coinvolgenti (tanto da chiedersi come mai l’autore non abbia voluto affrontarne un seguito).
 Dopo averlo letto non si può evitare di allarmarsi facendo una passeggiata in un bosco o in un ombroso giardino. L’origine dei vegetali non è molto chiara ma certamente terrestre (Wyndham lascia capire che si tratta di una scoperta fatta nell’altro versante del pianeta e che la diffusione dei trifidi era legata alla possibilità di trarne, come già detto, olio di ottima qualità a prezzo irrisorio).
Anche questo è un romanzo di fantascienza “di sopravvivenza all’invasione”: in una località della Russia le radiazioni hannomutato una pianta, rendendola in grado di afferrare e stritolare esseri viventi e capace di spostamenti trascinandosi sulle radici. 
Degli scienziati si recano presso il luogo in cui è presente la pianta ed una segretaria, ignorando la pericolosità della pianta, la porta direttamente a Mosca. 
Mentre nella Russia siberiana iniziano a rendersi conto della pericolosità di questo nuovo vegetale, la scena si sposta su di un’isola dove poche persone si trovano a fronteggiare piante carnivore sempre più grandi e numerose; da lì le pianteinvaderanno il mondo intero??
Nella quarta di copertina, in considerazione della possibile ispirazione tratta dal libro di Windham, c’è scritto “l’originalità non va dunque ricercata nel tema, ma nel nuovo modo di richiamarci alla realtà del pericolo”.
Sanguivora (Titolo orifinale"Flowers of evil") 
di Robert Charles 
Urania 919
Dal libro “Sanguivora”:
“Un altro viticcio scattò stringendogli le dita sino a fargli male. Lui ritrasse di colpo la mano, svellendo i viticci. I lunghi baffi-di-gatto verdi si afflosciarono e Jonathon scrollò la mano finché non caddero. … Capì che la pianta aveva cercato di catturarlo e fu preso da una rabbia improvvisa contro di essa … Si mise a calpestare le piantine con i pesanti scarponi finché non le ebbe schiacciate completamente. Compiuta la vendetta se ne andò soddisfatto, senza accorgersi che altre pianticelle dai fiori azzurri facevano capolino in mezzo all’erica.”
L’orrore di Gow Island (The monster from Earth's end)
di Murray Leinster 
Urania n°425 e n°782
Dal libro “L’orrore di Gow Island”:
Il cane abbaiò allegramente,e la cosa si mosse ancora.Il cane sollevò una zampa per toccarla, ma fu colpito da qualcosa che somigliava a tre foglie spinose. Poi cominciò a strisciare faticosamente sul terreno. Era lunga una decina di centimetri, non di più. Il cane la seguì con interesse. La cosa ripiegò quelle che sembravano tre foglie e si nascose in una spaccatura del terreno. Naturalmente non esistevano creature simili, non potevano esistere.
Tuttavia, era accaduto.
Anche qui abbiamo pochi uomini su di un’isola, dove giunge la notizia dell’arrivo di un aereo, con alcuni componenti di una spedizione scientifica ed i reperti che hanno raccolto.
L’eccitazione dei diciannove componenti della base è alta, non vedono gente nuova da mesi, ma ecco che il pilota si spara non appena toccato terra e non c’è traccia degli uomini che erano a bordo. Dopo questi tragici avvenimenti, sull’isola iniziano strane sparizioni, prima il corpo del pilota, poi un cane, … mentre una creatura che sembra invisibile ed evita la luce inizia a cercare le sue prede.
Originale il supporto scientifico su cui si basa l’esistenza della pianta assassina: è una pianta mutante proveniente da una regione polare, dove la lunghezza della notte costringe la pianta a predare altri esseri viventi per trovare l’energia che non riesce a procurarsi tramite la fotosintesi.
In questo libro invece l’invasore vegetale è alieno, nel giro di pochi anni sembra aver preso il sopravvento su qualunque filo d’erba preesistente, e pochi gruppi sparsi di esseri umani cercano di sottrarre metri quadri da coltivare all’avanzata delle piante aliene. Le piante sono state seminate sulla Terra e la hanno quasi totalmente colonizzata, aiutati da esseri che, a bordo di astronavi, distruggono ogni altra forma di vita animale.
Al tema dell’invasione di vegetali alieni che hanno riempito il mondo si unisce il tema religioso; il gruppo di uomini protagonista del romanzo basa le proprie azioni sulla Bibbia e tra essi vi è un uomo che si chiama Jeremiah: il libro è estremamente realistico nel proporre un ottavo flagello biblico, con un ultimo capitolo (numero 17 !!) che lascia poco alla speranza e presenta un “inaspettato parallelismo finale con la profezia di Geremia che comincia: Il tempo del raccolto è passato, l’estate è finita, e …**”
** dalla quarta di copertina del classico Urania 12 del marzo 1978
Gomorra e dintorni di Thomas M. Dish 
(titolo originale “The genocides”)
Urania n°449
Dal libro “Gomorra e dintorni”:
Quegli alberi – o, come li chiamava Anderson, le Piante – raggiungevano al culmine della crescita i centottanta metri di altezza e avevano delle foglie grandi come cartelloni pubblicitari. … La scorza che avvolgeva la radice non era più spessa di trenta centimetri e oltrepassatala, le dita dell’uomo incontrarono una massa di radichette capillari, dopo di che … non c’era che spazio libero – Ma questa roba è vuota!
Il ciclo degli Chtorr di David Gerrold 
(Urania n°1194, n°1218, n°1244, n°1245 e UraniArgento n°7)
Dal libro “La guerra contro gli Chtorr” – Urania 1194:
… è una specie di alga. Si sviluppa molto rapidamente, galleggia sulla superficie dell’oceano ed è leggermente tossica. … Una volta sviluppata, tende a soffocare qualsiasi altro tipo di vegetazione. Non usa la clorofilla per la fotosintesi, il che spiega il suo colore tendente al porpora … 
Ora pensate a quel che succede ai pesci e alle piante che sono costretti a vivere in quelle stesse acque e che, a differenza di voi, non hanno la possibilità di venirne fuori. L’esposizione prolungaelle stesse acque e che, a differenza di voi, non hanno la possibilità di venirne fuori. L’esposizione prolungata è sempre fatale e più le forme di vita sono piccole, più rapidamente soccombono … 
Al ritmo di crescita attuale , entro due-cinque anni la maggior parte delle acque coltivabili sarà persa per sempre
Dal libro “L’anno del massacro” – Urania Argento 7:
 “- Sta schiacciando il nervo di un rampicante, si può dire che ha continuato a ballarci sopra fino a questo momento. –
Abbassò lo sguardo e vide i rampicanti che aveva sotto i piedi. Improvvisamente spalancò gli occhi.
- E quelle cose laggiù in fondo sono arbusti erratici – indicai con un cenno della mano. – Sono carichi di inquilini … minuscole creature che colpiscono in sciami. Ha mai assistito a un banchetto frenetico? … Bè, io sì, e non ci sono superstiti."
Nei romanzi che Gerrold ha scritto sulla invasione della Terra, che vede protagonista un intero ecosistema alieno, la cosiddetta “artiglieria pesante aliena” è costituita dagli Chtorr, enormi organismi vermiformi; assieme a loro, e li si scopre man mano che si va avanti nella lettura, appaiono una serie di organismi alieni, tra cui anche dei vegetali. L’ecologia chtorran creata da Gerrold diviene sempre più complessa con il progredire della storia, e gli organismi vegetali diventano man mano più numerosi ed interagenti fra loro.
Jack Vance ha inventato innumerevoli mondi alieni, creandosi un posto d’onore nella storia della fantascienza. Nel romanzo in questione ci porta a conoscenza di un pianeta dove le case sono piante viventi, potate e indirizzate verso forme che ne permettano l’utilizzo come abitazioni.
La fame di abitazioni nei diversi pianeti colonizzati dagli umani rende tali vegetali molto ricercati, anche perché dal pianeta Iszm queste particolarissime case vengono esportate soltanto nelle versioni più lussuose (e costose), con tutte le comodità che solo i vivaisti del pianeta Iszm sono in grado di creare. 
Per impedirne la diffusione, vengono esportate solo piante non in grado di riprodursi: 
riuscire ad esportare dei semi di piante fertili è una speculazione edilizia o l’inizio di una invasione vegetale ??

NOTA:
è proprio in appendice all’Urania n°385 che troviamo il racconto “Rapporto di minoranza” di P.K. Dick, da cui è stato tratto il film “Minority report”
Le case di Iszm di Jack Vance (Teh houses of Iszm)
Urania n°385
Dal libro “Le case di Iszm”:
Qui vivevano le caste più basse. In modeste case a tre baccelli che crescevano in lunghe file … Queste case erano di un colore neutro, grigioverde sfumato di marrone con un ciuffo centrale di grosse foglie che ombreggiavano i baccelli stessi. Non era permesso esportare case di quel tipo e Farr … si sentì avvampare di indignazione. Era una vergogna che simili case non potessero essere offerte ai miliardi di sottoabitati terrestri! Un intero quartiere sarebbe costato pochissimo: il solo costo della semente!
“I fondatori”(Founding Father) di I. Asimov
dall'Antologia "Strage nel cretaceo e altri racconti"
Urania n°419
Dal racconto “I fondatori” di I. Asimov:
 “Il pianeta non era pericoloso: nessuna presenza di vita animale e dovunque una vegetazione rada. E blu, sempre blu; clorofilla ammoniacata, proteina ammoniacata. … Per la successiva stagione della fioritura avevano la loro terra senza ammoniaca, ma le piante terrestri crescevano egualmente deboli.”
Volevo concludere questa breve, e probabilmente non esaustiva, carrellata sugli invasori vegetali in Urania con il racconto “I fondatori”, scritto nel 1965 da Asimov ed apparso l’anno successivo sull’Urania 419. Su un pianeta ricco di ammoniaca precipita una navicella con a bordo cinque uomini; non possono mettersi in contatto con altri uomini e sono costretti a rimanere sul pianeta. La loro unica speranza è di riuscire a sopraffare la stentata flora locale con flora terrestre, tramite i semi che hanno con loro. Non riusciranno a sopravvivere ma forse la loro eredità sarà quella di permettere alla flora terrestre di riuscire a germogliare grazie al nutrimento dato dai loro corpi dopo la morte.
Il racconto è giustamente presentato come “su una rigorosa base scientifica, uno dei racconti più poetici di Asimov”.

NOTA:
se vi piace la fantascienza degli anni sessanta vale la pena di cercare l’Urania 419, i racconti sono di ottimo livello (Simak, Sheckley, Gold, Asimov e Silverberg, più un racconto, nella sezione varietà, di Spinrad).
Non fa parte della collana Urania, ma la rivista Robot è certamente parte della storia della fantascienza in Italia. Il numero 36 del marzo 1979 si intitolava “Le radici del male” ed era una antologia “all’insegna del verde”, con racconti dove si mescolano horror e fantascienza, sempre però con dei vegetali come protagonisti. 
Il tema della invasione è ben rappresentato nel racconto di David Keller “Guerra all’edera!” dove una strana tipologia di edera, che sembra essere la causa dell’abbandono di città fiorenti nel passato (le città dei Maya, Angkor in Cambogia,…), compare in America ed in Inghilterra, mettendo in allarme dapprima un ex soldato, un fisiologo vegetale ed un esploratore, poi tutta la popolazione americana.
“Guerra all’edera” (The Ivy War) di D. Keller
Robot n°36
Dal racconto “Guerra all’edera” di D. Keller:
 “Dieci anni prima non c’era un solo rametto d’edera in quei boschi, ma c’era un’ampia voragine nel centro della foresta. Le mappe la chiamano la pozza della palude. … Vicino alla città di cui sono sindaco c’è una pozza che noi chiamiamo il pantano. E oggi a mezzogiorno è venuto un cacciatore e mi ha detto che il suo cane era stato ucciso laggiù … ha detto di aver visto qualcosa di simile a un grosso tralcio uscire dalla pozza e strangolare il cane.
pagina a cura di Angelo Petruzzi

 
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