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| Quando Dorian Hawkmoon strappò l'Amuleto Rosso
dal collo del Dio Pazzo e si impossessò del potente talismano, tornò
a rifugirsi nel Castello di Brass insieme ai pochi eroi che ancora si opponevano
alle devastazioni dell'Alfiere del Caos, il barone Meliadus di Kroiden.
Ma ormai le legioni dell'Impero Nero erano così potenti da minacciare
perfino la provincia più ribelel e meglio agguerrita, e venne così
a porsi l'incognita di un <<viaggio>> spaventoso offerto dalle leggi
della stregoneria verso un'altra Kamarg, verso una base sicura ove gli
orrori della Gran Bretagna devastata dalle Orde Nere non esistessero, e
ove fosse possibile organizzare una nuova lotta contro le armate trionfanti
del Caos in quell'altro universo... in quel mondo dal quale li separava
solo l'artificio di una macchina di cristallo e la necessità di
preparare nuove armi ben affilate da opporre al barone Meliadus: Ma cosa
sarebbe successo, non appena il magico gioiello maligno posto sulla fronte
di Dorian Hawkmoon avesse ripreso a pulsare? E quando un misterios mago
lo avesse consigliato di intraprendere la ricerca della mitica Spada dell'Aurora
per meglio combattre contro i suoi nemici?
Dopo IL GIOIELLO DELLA MORTE e L'AMULETO DEL DIO PAZZO, ecco la terza parte dell'avvincente saga heroic fantasy che ha contribuito al rinnovato successo di questo genere nel nostro paese: LA GRANDE STORIA DELLA BACCHETTA MAGICA. |
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| Pagina V Profilo
dell'autore: Michael Moorcock. Il fascino del mimetismo.Da James Colvin
a Jerry Cornelius di G. MONTANARI.
Pagina X Biografia. Pagina X Bibliografia italiana. Pagina 1 "La spada dell'aurora" (The Sword of the Dawn, 1968) di Michael MOORCOCK. Traduzione Mariagrazia Bianchi. Pagina 177 INDICE. |
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