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"suoni fantasma" sono classificati tra i "fenomeni straordinari" come lo
sono i soli rotanti. Ebbene i casi che andremo ad esaminare ripropongono
clamorosamente tale evento alquanto enigmatico. Filigheddu, a pochi km
da Sassari in Sardegna. L' Informatore del Lunedì del 29.XII.1980
e "Il Tempo" del 30.XII.1980 riferivano che, qualche giorno prima
della fine dell'anno 1980, verso le 10 di mattina, Giacomo Piu, un agricoltore
50enne, mentre si trovava nel suo podere, insieme al suo cane, e stava
riparando una delle sue finestre, udì all'improvviso uno strano
rumore e suono che sembrava provenire da una vicina collina distante qualche
km ma ben visibile da dove si trovava. Anche se la giornata si presentava
limpida, egli sul momento non riuscì a scorgere nulla. Nel frattempo
il suono, simile a quello di un crollo di un muro, unito ad un forte scampanellìo
metallico, sembrava avvicinarsi costantemente, fino a circondarlo, aumentando
costantemente il tono e l'intensità. Ad un certo punto il suono
iniziò a girare intorno alla casa, fino a sentirsi al centro di
tale vortice sonoro. E in tale preciso istante rimase come paralizzato.
Cercando di raggiungere la propria auto, che si trovava a due o tre metri
di distanza, riuscì ad arrivarci ma non ebbe la forza di aprire
lo sportello. Sembrava che le gambe e le braccia non rispondessero alla
propria volontà. Praticamente si sentiva imprigionato dentro una
forza invisibile e sconosciuta che gli impediva di compiere alcun movimento.
Nel frattempo il misterioso suono sembrava entrare ed uscire di casa, avvolgere
le piante e il cane, il quale, immobile, gli giaceva ai suoi piedi, lungo,
disteso su un fianco, come morto. Tutta la campagna intorno era senza vita,
infatti non si sentiva un alito di vento e né cinguettare alcun
uccello. Improvvisamente, così come era iniziato, il fenomeno misterioso
e l'enigmatico scampanellìo finì. Ripresosi, ma ancora intorpidito,
come se fosse stato stordito, rientrò in casa e guardò l'orologio
che segnava le 11,45; il che significava che era rimasto immobilizzato,
con una paletta tra le mani, per più di un'ora e mezzo. Due giorni
dopo, alla stessa ora, accadde lo stesso evento misterioso; ma questa volta,
appena iniziò a sentire tali rumori e suoni fantasma provenire dalla
medesima collina, saltò sull'auto e tornò subito a casa.
Oliena, cittadina in provincia di Nuoro in Sardegna. La Nuova Sardegna
del 22.IV.1979 riferiva che Tonino Mussone, un operaio allora 30enne, insieme
ALTRI SUONI FANTASMA 2) Nell'opera di Giacomo V. dal titolo "Leggende del diavolo" del 1962, si racconta di come si fosse sentito, verso la mezzanotte del giorno della festa di S. Giovanni Battista, il misterioso suono fantasma di una campana situata su un dirupo della Serra di Fruri presso Naro (AG), insieme alla visione di un santo. 3) "Guida all'Italia" del 1970 riferisce che presso il Santuario di Boccadirio (BO) non venne concesso un campanile in quanto appena le campane venivano ordinate, appena fuse scomparivano, pur sentendo suoni fantasma. 4) "Guida all'Italia" del 1970 riferisce che dallo scoglio del Trave di Numana (AN) molti testimoni avrebbero udito rintocchi di campane; a tali eventi sembra che si sia ispirato Ottorino Respighi per musicare il dramma "La campana sommersa". 5) Presso la chiesa di S. Pietro in Monastero, nota come il "Cesòn" o chiesone di San Pietro in Valle, presso Gazzo Veronese (Verona), sulle sponde del corso d'acqua del Tartaro, dove un tempo si estendeva una insalubre palude, si udirebbero tristi rintocchi di campane fantasma. Tali suoni fantasma, a detta delle locali leggende, si udirebbero fin dai tempi dell'Impero Romano. Infatti la chiesa suddetta sarebbe stata costruita sullo stesso luogo dove un tempo sorgeva la colonia romana di Gazza o di Carpania. Qui si idolatrava il dio Appo, raffigurato come un'onda incatenata che commemorava il lavoro che era stato fatto nell'atto di erigere delle maestose ed imponenti mura con cento torri che proteggevano la località dalla minaccia delle gonfie acque del fiume e della palude. Ebbene, i tristi suoni che sembra si perpetuino a precisi periodi, avrebbe annunciato la distruzione dell'antica cittadina di Carpania invasa dalle acque e non più protetta dal simulacro del dio Appo, rubata dal principe locale, e la tradizione, tramandata oralmente, vuole che dove sorge il Cesòn, nella notte di Pentecoste, chi si avventura in barca nella palude li possa ancora ascoltare. Attualmente la campana viene suonata soltanto nel giorno della "sagra del Cesòn", a ferragosto. IL MISTERO DEI RINTOCCHI FANTASMA A CARPEGNA del suddetto campanile era chiusa e che le campane erano perfettamente immobili. Fu notato soprattutto che, mentre il suono si udiva chiaramente nelle stanze dei frati, negli altri ambienti, anche adiacenti, non si avvertiva nessun rumore. Alle 2 fu udita distintamente risuonare ancora, con le stesse modalità esposte precedentemente. La mattina del giorno dopo, alle 9, il suono misterioso veniva udito anche all'esterno, sul sagrato della chiesa, mentre questa volta nell'interno non sui sentiva nulla. Da allora la suddetta campana si fece udire quasi tutti i giorni. Infatti, puntualmente, a mezzogiorno, nel sagrato, e ad ore differenti, sia di giorno che di notte, dentro e fuori, i rintocchi erano ascoltati sempre in un solo posto, mentre negli altri luoghi non si sentiva neanche il più piccolo eco, e le campane restavano ferme ed immobili. Il 13 novembre il tipo di rumore cambiò, il timbro risultava essere quello della campana del mezzodì. Il suddetto caso venne studiato ed analizzato da diversi ricercatori, italiani e stranieri. Addirittura il misterioso suono venne anche registrato, in questo caso si ebbe la prova certa che il suono era reale e quindi era da escludere la suggestione collettiva. Ad aumentare l'enigma, ci si mise il fatto che uno studioso che registrò i suoni, affermò che lui ne aveva uditi soltanto due, mentre il registratore ne aveva registrati quattro. Un'èquipe di tecnici del suono di Bologna che eseguì un sopralluogo con le apposite, idonee e so- fisticate apparecchiature, giunse alla conclusione che il suono che si udiva aveva effettivamente gli stessi diagrammi di struttura sonora di quello delle campane. Comunque tale fenomeno durò fino a Pasqua del 1972, diminuendo sempre di intensità, fino a scomparire del tutto. POSSIBILI CONCLUSIONI 1) scherzo, con cui qualcuno si fosse introdotto furtivamente nella chiesa, ma contrastava con l'evidente immobilità dei bronzi delle campane e delle funi, nonché si constatò che la porta risultava chiusa, al che fece subito scartare tale ipotesi; 2) trucco, quindi ci doveva essere un impianto nascosto di autoparlanti che diffondessero i suoni a comando, ma anche questa ipotesi cadde per l'evidente difficoltà materiale per poter sistemare un così potente impianto, senza che nessuno se ne accorgesse; inoltre il suono si manifestava in punti ben determinati, senza che si diffondesse in altre zone attigue e in maniera uniforme, o addirittura si doveva per lo meno sentire l'eco; 3) medianico o effetto poltergeist, in questo caso si tratta di suoni prodotti senza un'apparente sollecitazione fisica, in questo caso anche la Chiesa intervenne ma non pronunciò in nessun senso, anzi venne disposto il silenzio delle campane a tutte le chiese dentro un ragio di 30 km per un'intera settimana, questo per vedere se si potesse trattare di echi, ma il fenomeno si manifestò ugualmente; 4) origine preternaturale, infatti si venne a sapere che proprio la sera del 1° novembre 1970, sera in cui iniziò il fenomeno, morisse in odore di santità, Fra Tarcisio Larghetti, abitante a Montefiorentino, una frazione distante 4 km da Carpegna, e che le campane di San Nicolò non suonassero; le voci popolari imputarono la colpa di tale fenomeno a tale fatto in quanto si riteneva una protesta per non aver partecipato alla celebrazione della morte del pio frate, quindi risultava un messaggio mistico; 5) origine tellurica, legata alla teoria delle Hole Leys o Heiligen-Linien, in quanto pare che una falda tellurica giunge fin sotto la suddetta chiesa, e che, nel lontano passato, durante una scossa sismica le campane risentissero del moto ondulatorio e che, muovendosi, emettessero alcuni rintocchi. Comunque il mistero delle campane sonanti rimane, ancora oggi, non del tutto chiarito. |