|
MISTERIOSE CREATURE
ALATE NEL MONDO
"FELINI
ALATI"
All'inizio
del maggio 1959 un ragazzo 15enne, Douglas Shelton, catturò, mentre
andava a caccia in collina, presso la cittadina di Pinesville di 700 abitanti,
nel West Virginia, in USA, un gatto che chiamò Thomas, il quale
aveva un paio di ali che quando si arrabbiava le agitava come un uccello.Comunque
tale attributi non gli permetteva di volare. Un cronista del "Post Herald"
di Beckley, West Virginia, Fern Miniacs, riferì che si trattava
di una gatta, lunga 75 cm, con una coda simile a quello di uno scoiattolo,
e due ali perfettamente formate. Le ali erano prive di ossa, comunque dovevano
contenere per forza di cose una struttura cartilaginosa. Ogni ala era lunga
27 cm. Sembrava una gatta persiana, ed aveva un pelame lungo; aveva delle
zampe un po’ grosse, ed in generale la gatta appariva più grande
di un gatto normale. Le ali erano pelose e morbide, ma in prossimità
del corpo risultavano ruvide. Un visitatore rimasto anonimo e che dichiarò
di essere un veterinario, il quale arrivò da Baltimora, Maryland,
per studiare Thomas, dichiarò che, secondo lui, le ali dovevano
essere o il risultato di un'anomalia della natura o un tentativo di far
spuntare le zampe o che doveva essere una forma di evoluzione della specie.
La notizia di tale evento giunse fino a New York, dove Dave Garroway, presentatore
del programma TV "Today" dell'NBC, invitò Thomas e il suo padrone
che si presentarono davanti alle telecamere l' 8 giugno 1959. Comunque
questa non fu l'unica segnalazione di gatti alati. Nel giugno 1966 un grosso
felino nero con ali terrorizzò il bestiame e gli animali domestici
nella zona circostante la cittadina canadese di Alfred, nell'Ontario. Quell'anno
l'Ontario subì un'ondata di avvistamenti di gatti alati. Ad uno
avevano sparato nei pressi del villaggio di Lachute, 38 km a nord di Montreal
e un altro era stato ucciso nei pressi di Ottawa. Secondo i numerosi testimoni,
il gatto alato di Alfred riusciva a compiere balzi di 15 o 18 metri, ad
ali spiegate, dopo aver preso lo slancio. Riusciva a restare ad una trentina
di cm dal suolo. Alla fine venne ucciso con 5 pallottole. I suoi resti
furono visti da Terence Argall, della Polizia dell'Ontario, il quale dichiarò
che dalla bocca sporgevano denti affilatissimi lunghi 1,5 cm e le ali avevano
una lunghezza di 35 cm, pesava circa 4 kg. Alla fine venne sepolto, per
poi essere riesumato per essere spedito al laboratorio di veterinaria della
Facoltà d'Agronomia di Kemptville, dove fu eseguita l'autopsia.
Di essi più nient'altro ci è dato sapere.
…
IN SPAGNA
Sul
quotidiano spagnolo "A B C" del 21 marzo 1976 veniva riferito che tra la
primavera e l'estate del 1950, si sarebbe verificato una strana epidemia
di "gatti alati". Infatti, verso la metà del maggio di quell'anno,
comparve a Madrid una gatta alata, di cui il proprietario Giovanni Priego,
denunciò un tentativo di furto di tale straordinario felino; il
1° giugno un altro gatto persiano alato veniva segnalato a Huelva;
il 10 di giugno, avveniva un parto multiplo di otto gattine alate, la cui
madre, una gatta sivigliana, era anch'essa alata; l ' 11 giugno veniva
scoperta a Siviglia una gattina d'Angora alata di nome Michi; il 5 luglio
si veniva a conoscenza del gatto alato di nome Dinka che era nato a Madrid;
il 6 luglio ne veniva segnalato un altro esemplare; il 9 luglio, presso
Espiel nella Sierra Morena, veniva segnalato un gatto simile ad un canguro
in quanto possedeva le zampe anteriori più corte di quelle posteriori;
infine il 26 di luglio veniva segnalato un gatto alato di nome Lobito che
viveva in una fattoria di Puerto Lobe nella regione di Granada.
TIGRE
ALATA NEL BORNEO
Il
quotidiano "Il Piccolo" del 18.11.1975 riportava la notizia secondo la
quale una tigre alata con zampe di capra era stato rinvenuto tra la giungla
del Borneo. Tale animale ricordava un animale preistorico, un ibrido tra
la tigre, un uccello, la capra e l'elefante. Infatti aveva zampe di capra
con artigli da uccello, con un corpo di tigre dotato di ali. Era alto circa
un metro, aveva la proboscide e sulla testa c'erano delle corna simili
a quelle delle capre. Gli occhi somigliavano a quele dei mitici draghi.
L'essere venne poi custodito presso il centro culturale di Tegarong, situato
non molto lontano da Samarinda in Borneo.
"JERSEY
DEVIL" O "DIAVOLO DEL JERSEY"
Una
strana creatura viene avvistata, fin dal 1909, quando un quotidiano di
Philadelphia riportò la testimonianza di una coppia che aveva avvistato
quello che verrà in seguito chiamato il "Diavolo del Jersey" presso
la cittadina di Gloucester, nel New Jersey in Usa. Avrebbe le seguenti
caratteristiche: dimensioni di una grossa gru, con la pelle simile a quella
di una lucertola; con collo lungo, come quella di una giraffa; con zampe
posteriori robuste e munite di zoccoli come quelle di un cavallo; mentre
quelle anteriori sono più corte e dotate di artigli prensili; con
ali membranose ampie circa 1 metro; con una coda sottile; con una testa
che è stata descritta ora simile a quella di un cavallo, ora a quello
di un montone e ora a quello di un cane.
"POPOBAWA"
Fin
dal 1972, anno della sua prima apparizione, sarebbe comparso un sinistro
e malefico essere che ha seminato e continua a seminare terrore fra le
popolazioni locali presente sull'isola di Pemba, la più piccola
delle due che compongono l'arcipelago di Zanzibar, situato di fronte alle
coste orientali africane della Tanzania. Si tratterebbe del fantomatico
"POPOBAWA", che in lingua swaili significa "ali di pipistrello ", il quale
avrebbe, secondo i moltissimi testimoni che lo avrebbero visto, le seguenti
caratteristiche: essere di bassa statura ma molto robusto, con ali di pipistrello,
con artigli, con testa di scimmia, con un occhio solo, e con una carattesristica
che lo rende unico, ovvero assale gli esseri umani per praticare violenza
sessuale, senza far distinzioni seuomini o donne, inoltre il suo aspetto
mandrillesco sarebbe legato proprio alla sua sfrenatezza sessuale. L'apice
delle sue apparizioni sarebbe avvenuto nel 1980 e nel 1985. Una delle sue
vittime è stato il 55enne Mjaka Hamad, di professione agricoltore,
il quale abita presso il villaggio di Sogea. E' da segnalare che soltanto
nel luglio del 1997 furono accertate 27 aggressioni, a 16 donne e a 11
uomini, di età compresa tra i 12 e i 70 anni. I referti medici asserivano
che le aggressioni subite dalle vittime erano reali, infatti si facevano
medicare per graffi, contusioni, costole rotte e lesioni derivanti da violenza
sessuale.
KONGAMOTO
Presente
lungo il fiume Congo, somiglia ad un gorilla con grosse zanne, con ali
membranose la cui apertura alare può raggiungere i 4 metri, ed è
cannibale.
TOKOLOSHE
Presente
in Sudafrica, ha la caratteristica di lasciare le proprie vittime svuotate
di ogni linfa vitale quindi risulta essere simile ad un vampiro.
ASEMA
Fa
parte degli esseri alati che succhiano il sangue, di antica tradizione
africana. Ha corpo umano, lunghe piume sul capo e grandi ali da cicogna.
Entra nelle case di notte attraverso le finestre aperte e succhia ogni
goccia di linfa vitale alle vittime dormienti, lasciandole del tutto prosciugate
e con la pelle incartapecorita. Secondo certe tradizioni popolari, di giorno
si trasforma in una persona normale per non destare sospetti.
LOOGAROO
Orribile
essere alato vampiresco presente nel folklore di Dahomey, in Africa e tra
le popolazioni negroidi di Haiti e di altre isole caraibiche; è
possibile che abbia seguito gli schiavi trasportati a forza nel nuovo continente;
assale soprattutto i bambini e le persone inermi, dissanguandoli a morte.
Sarebbe un'entità diabolica, con la quale gli stregoni locali possono
stringere patti per perseguitare i nemici.
UOMINI-UCCELLO
RECUPERATI IN RUSSIA NEL XX SECOLO
1.
A Buinaksk nel Diaghistan, nel 1961, viene recuperato il corpo di un uomo-uccello
che verrà in seguito spedito a Mosca, da reparti specializzati del
KGB - Direttorato OTV - tecnico-operativo-, sotto il controllo vigile del
2° Direttorato del KGB - Sicurezza Interna & Controspionaggio -.
2.
Nel marzo 1969, presso Sverdlovsk, viene recuperato il corpo di un uomo-uccello
che verrà in seguito spedito in un istituto di patologia a Mosca,
dove verrà praticata un'autopsia; tutto questo sarà filmato
e le pellicole saranno custodite negli archivi sotterranei.
"L'UOMO-UCCELLO
DI OXFORD (GR. BR)
Il
31 dicembre 1973, nei pressi di Oxford in Inghilterra, veniva ritrovato,
da Richard H. Watts e sir Horace Parkes, la mummia appartenente ad una
creatura con il corpo alto meno di 3 piedi (= 91,44 cm), con braccia e
gambe cortissime e quasi atrofizzate, il volto rugoso, con al collo un
medaglione raffiguranti strani simboli. Inoltre si potevano scorgere un
qualcosa di simile ad un paio di ali ampie, simili a quelle delle
libellule, la cui apertura doveva raggiungere quasi 90 cm. Secondo il libro
di R.H.Watts, edito a New York nel 1978 dal titolo Travels and Bargains"",
il corpo di tale essere sarebbe tuttora conservato in una saletta del piccolo
museo di storia naturale di Knightobridge in Inghilterra.
L'ESSERE
ALATO IN UNA MINIERA A LOS ANGELES
Il
libro "Subterranean Worlds" di Timothy G. Beckley, pubblicato nel 1992,
riportava la testimonianza raccolta dal newyorkese John J. Robinson, il
qualer riferiva che un anonimo lo avrebbe contattato nel marzo del 1957
per raccontargli che nel 1942, quand'era 17enne, si era trasferito nell'abitazione
di un compagno di liceo, di nome Fred, nei pressi di una cittadina a nord-ovest
di Los Angeles, per trascorrervi le vacanze estive. Ebbenen, un giorno,
durante un'escursione presso una miniera abbandonata che godeva di una
fama sinistra, sull'ingresso, videro davanti a loro, una strana e orribile
creatura. Era alta, secondo i due ragazzi, circa un metro e mezzo, con
occhi circolari e con la testa coperta da un cappuccio; aveva inoltre una
specie di ali ripiegate col torace ricoperto da scaglie. Nonn aveva collo,
ed aveva anche una specie di enorme coda di uccello. I piedi erano ricoperti
da strani stivaletti neri. Tale essere, alla loro apparizione, avrebbe
emesso un grido simile a quello degli uccelli. Così i due amici,
fuggirono a casa. In seguito l'anonimo avrebbe saputo, dopo essere tornato
nella sua città, che l'amico Fred era misteriosamente scomparso
durante un'ulteriore escursione presso tale enigmatica miniera.
GLI
ESSERI ALATI DELLA COSTA AZZURRA, A NIZZA E A GENOVA
In
un raro documento conservato negli archivi nizzardi, dal titolo "Uomini
volanti intravisti nel lontano 1608" racconta che nell'agosto del 1608,
in seguito ad un forte temporale con caduta di sangue sull'intera zona
della costa nizzarda, in Provenza, apparvero, osservati da numerosi
testimoni, sopra l'isola di Martegue, a 5 leghe da Marsiglia, due uomini
nell'aria. Tale fenomeno durò ben 3 giorni. Nello stesso periodo,
nel mar genovese, furono osservati esseri alati che avevano in mano 2 serpenti
che si avvolgevano lungo le braccia e che gettavano urla orribili e spaventosi
uditi da tutta la popolazione. Ben 800 volte i genovesi spararono colpi
di cannone per allontanarli, ma tutto fu vano. Il fatto suddetto si ripetè
di nuovo il 15 agosto.
GLI
ESSERI ALATI AVVISTATI A PELOTAS, STATO BRASILIANO DEL RIO GRANDE DO SUL
Verso
le 21 di una data imprecisata fra il 1950 e il 1952 2 coniugi, Indalecio
Cesar Leivas e Maria Farias Leivas, mentre passeggiavano in spiaggia, nella
suddetta cittadina brasiliana, si accorsero di essere sorvolati da strani
e grossi esseri alati, ad un'altezza di 10 metri; essi non battevano le
ali e non producevano il benchè minimo rumore che potesse far pensare
a degli uccelli; mentre emettevano uno strano ronzìo. Discesero,
planando pochi metri distanti da loro. Uno era alto 2,5 metri e l'altro
2 metri. Avevano un colore grigio sui fianchi e un colore più scuro
di fronte. Rimasero accovacciati sotto un albero frondoso. Poco dopo i
2 coniugi si allontanarono.
GLI
ESSERI ALATI DELLE GRAN CANARIE
Il
newsletter tedesco "Ufo nachrichten",n. 238/9, dal titolo "HausHohes Ufo
landet auf Gran Canaria", riportava l'atterraggio di un grosso velivolo
nell'isola spagnola Gran Canaria il 22 luglio del 1976. Fu osservato da
vicino da alcune persone e da lontano da alcune centinaia. Fra tali testimoni
spicca la testimonianza del dr. Juliòn Padròn y Leòn
che a brodo di un taxi del senor Paco Esteves Garcia passavano a non meno
di 70 metri di distanza da dove si era posato il velivolo. Erano
le 22,45. Si avvicinarono a circa 25 m. All'interno del mezzo, di forma
cilindrica, coperto da una cupola e con un diametro di 25 m, notarono che
l'equipaggio, al posto delle mani, avevano delle specie di ali.
GLI
ESSERI ALATI DI STANFORD, KENTUCKY (USA)
Il
Mufon Ufo Journal del gennaio 1977 riferisce che a Stanford, Kentucky,
3 ragazze sarebbero state rapite e poi rilasciate, una di esse, Elaine
Thomas, raccontò che tali esseri avevano le mani simili ad ali ripiegate.
ALTRI
ESSERI ALATI AVVISTATI NEGLI USA E IN GRAN BRETAGNA
Il
18 settembre 1877, il sig. W.H.Smith vide un essere alato nei cieli di
Brooklyn, New York.Aveva un aspetto umanoide. Il "New York Times" del 12.9.1880
riferiva dell'avvistamento di un essere alato che da Coney Island, vicino
Brooklyn, si dirigeva verso il New Jersey. L'essere aveva, secondo i molti
testimoni, un corpo villoso, due ali simili a quello dei pipistrelli e
piedi con dita prolungate come quelle di una rana, col volto umanoide ma
con un'espressione diabolica. E nel 1922, William C. Lamb, mentre andava
a caccia nei pressi di Hubbell, nel Nebraska, verso le 5 del mattino di
mercoledì 22 febbraio, e dopo aver udito un suono acuto e aver visto
un grosso oggetto scuro passare sulla sua testa, vide, dopo essersi nascosto
dietro un albero, una creatura alata che lasciò dietro di sé
delle evidenti orme sulla neve. Era alta due metri e mezzo. Martedì
6 gennaio 1948 la sig.ra Zaikowsky di Chehalis, Washington vide, dopo aver
sentito un suono ronzante e sfrigolante, un essere alato che sorvolava
il suo granaio ad un'altezza di circa 60 metri. La cosa singolare era dato
dal fatto che le ali argenteee non sbattevano quando erano in volo. L'
Oregon Journal di Portland del 21.1.1948 riferì che il locale capo
della Polizia, Tom Murray, non prese in degna considerazione tale avvistamento.
Quattro mesi dopo, venerdì 9.4.1948, un trio di creature alate furono
viste sopra Longview, Washington. Nel 1948 nello stato di Washington un
altro essere alato veniva avvistato da alcuni contadini sopra i loro granai.
Poi un altro avvistamento avvenne alle 2,30 del mattino di giovedì
18 giugno 1953 presso Houston nel Texas. Testimoni dell'avvistamento furono
le sig.re Hilda Walker e Judy Meyers e il sig.Howard Phillips. Altro avvistamento,
il 16.11.1963 nel Kent in Inghilterra, nei pressi di Sandling Park, Hyte;
testimone fu il 17enne John Flaxton. ; il 14.11.1966 fu la volta di Salem,
nel West Virginia, in questo caso venne ucciso un cane pastore tedesco.
ESSERI
ALATI NELLA LETTERATURA E NEL CINEMA
Nella
letteratura possiamo citare i "Superni", una razza aliena spaziale
con le ali menbranose simili a quelle dei pipistrelli, che assumono il
ruolo di tutori dell'umanità, come raccontato da Arthur C. Clarke
in "Le guide del tramonto". Alcune tipologie di esseri alati li possiamo
trovare nei seguenti tre film:
1)
"Il bambino d'oro" del 1986, diretto da Michael Ritchie, con Eddie Murphy;
2)
"Flash Gordon" del 1992, che vede esseri alati presenti sul pianeta extrasolare
e extradimensionale Mongo;
3)
"Space Vampires" (LIFEFORCE) del 1985, diretto da Tobe Hooper, e tratto
da un romanzo di Colin Wilson, dove si racconta di tre vampiri spaziali
conservati in bare di cristallo che emergono dalla cometa di Halley e diffondono
sulla Terra una terribile malattia chiamata la "Peste intergalattica".
I vampiri come afferma la mitologia sono dotati quando si trasformano di
ali simili a quelli dei pipistrelli.
MOSTRUOSI
UCCELLI PRESENTI NEL MONDO
Recenti
ed approfondite ricerche hanno portato alla luce il fatto che mostruosi
uccelli predatori non sono soltanto presenti nei miti e nelle leggende
popolari. Infatti sconosciuto ai più risulta il famoso "Aepyornis
maximus", il famoso uccello-elefante, parente del più famoso "roc",
un gigantesco volatile incapace di volare, sopravvissuto nelle paludi del
Madagascar fino alla fine del 1600. Altro grande volatile conosciuto ai
Maori della Nuova Zelanda, il pouakai, un vero mostro alato che nell'antichità
planava in picchiata per rapire perfino gli esseri umani. All'inizio degli
anni ' 80 del XX° secolo una spedizione nel Congo riferì di
tradizioni locali che parlavano della ngoima, dotata di un'apertura alare
di ben 4 metri. Nel XX° secolo sono emersi numerosi segnalazioni, resoconti
e testimonianze di avvistamenti di enormi uccelli, vediamone alcune:
1)
nel 1886 il periodico di Tombstone l' Epitaph avrebbe pubblicato la foto
di un enorme uccello senza vita, con le sue enormi ali aperte ed inchiodate
ad una parete di una baracca. In molti dicono di aver visto tale foto,
il quale sarebbe comparsa in un episodio della serie TV canadese "The Pierre
Berton Show", durante il quale il famoso criptozoologo Ivan T. Sanderson
lo faceva vedere in televisione. Ebbene, oggi, sembra che la foto in questione,
o almeno una sua copia, non la si trovi né negli archivi del suddetto
periodico, né in altre pubblicazioni; non solo, è impossibile
rintracciare anche la puntata TV della già citata trasmissione televisiva;
che l'insabbiamento sia opera di qualche agenzia ultra-segreta preposta
ad hoc per operazioni di cover-up e di debuking?? A tutt'oggi il dilem-
ma
rimane avvolto dal più fitto mistero.
2)
Nel 1898 un tale di nome Arch P. Akeley, ispettore scolastico della contea
di Potter, testimoniò di aver osservato un enorme volatile da ampie
ali esposto al pubblico in una gabbia da un allevatore della contea di
Crawfford, in Pennsylvania, il quale gli raccontò di averlo preso
con una trappola dopo averlo visto di nascosto cibarsi delle carni di una
sua mucca morta. Il volatile era di color grigio, era alto circa 2 metri,
aveva il collo ed il capo ricoperti da penne e le ali avevano un'apertura
di 5 m..
3)
Il 5 giugno 1932 Svanild Hansen, una bimba di 4 anni, venne afferrata da
un grosso volatile nel cortile di casa sua a Leka, una cittadina norvegese.
Il volatile riuscì a trasportare la bimba per 1,5 km fino al monte
Haga. Qui la lasciò cadere ad una ventina di metri sotto il
proprio nido. Mentre il volatile continuava a volteggiare nei pressi, arrivarono
un gruppo di soccorritori che salvarono la bimba ancora sotto shock ma
illesa. Negli anni cinquanta del XX° secolo fu eseguita una accurata
indagine da parte di Steiner Hunnestad il quale, nel 1960, ne trasse una
trama per un suo libro imperniato sull'episodio.
4)
Nel 1940 il naturalista Robert Lyman mentre si trovava nella Foresta Nera,
in Pennsylvania, si imbattè in un enorme e mostruoso volatile che
si era momentaneamente posato a terra. Il volatile aveva un color brunastro,
era alto circa 1 metro, stava in posizione eretta e le sue ali erano ampie
non meno di 6 metri. Quando il testimone fu a 50 metri di distanza, il
volatile volò via, scomparendo.
5)
Nel 1947 un pilota che sorvolava l ' Arizona per poco non entrò
in collisione con un enorme volatile che, a detta del pilota, doveva avere
un'apertura alare di circa 9 metri. Quattro anni dopo, nel 1951, un business-man
di New York mentre pilotava il suo aereo da turismo e si trovava lungo
la valle del fiume Hudson, riferì di aver visto un enorme volatile
che planava con immense ed ampie ali spiegate.
6)
Il 10 aprile 1948 tre persone di Overland, nell ' Illinois, videro volare
quello che inizialmente scambiarono per un grosso caccia militare in esercitazione
dal color grigio-scuro. Poi si accorsero che l'enorme oggetto volante muoveva
le ali, quindi si resero conto di aver di fronte un gigantesco volatile.
Due settimane dopo, due agenti di polizia del Dipartimento di St. Louis,
Clarence Johnson e Francis Hennelly, riferirono di aver visto un enorme
volatile dalle dimensioni di un piccolo aereo. E sembra che nello stesso
giorno anche E. M. Coleman e suo figlio di 15 anni videro un volatile simile
mentre sorvolava la località di Alton, nell'Illinois, e riferirono
in seguito che la sua ombra era grande come quella di un piccolo aereo.
7)
Un volatile simile al caso precedente venne segnalato anche sopra i cieli
di Salt Lake City nello Utah, l ' 8 luglio del 1966.
Tutti
questi episodi eclanti possono senza minima ombra di dubbio sbalordire,
eppure secondo minuziose ricerche questi mostruosi esseri alati esistevano
già nell ' America del nord in epoche remote: ci sarebbero numerosi
fossili a dimostrarlo. Questi volatili, noti col termine di "teratornidi",
erano strettamente imparentati con gli odierni "catartidi"- che da recenti
analisi genetiche risultano derivare a loro volta dalle cicogne -.
I teratornidi più diffusi risultano essere:
A)
Teratornis merriami o teratornide di Merriam che visse ben 8.000 anni fa,
ed aveva un'apertura alare di 3,3 metri;
B)Teratornis
incredibilis, parente stretto del precedente, aveva un'apertura alare di
ben 5 metri;
C)
Argentavis magnificens, il teratornide più grande di tutti, visse
nell'odierna Argentina qualche milione d'anni fa ed aveva un'apertura alare
di ben 7 metri e mezzo.
Comunque
è bene sottolineare il fatto che tante persone, senza avere una
conoscenza specifica dei teratornidi, descrivano tali mostruose creature
alate i quali hanno, senza alcun ombra di dubbio, una somiglianza alquanto
significativa con uccelli appartenenti ad una specie che sappiamo essere
esistita in epoca antica nello stesso continente. E il quesito rimane:
è una coincidenza o c'è qualcosaltro ??? Molti ricercatori,
come l'esperto criptozoologo USA Mark A. Hall, autore del libro "Thunderderbirds
! The Living Legend of Giant Birds", ipotizzano che simili mostruosità
alate possano ancora esistere nel mondo e negli USA.
PTERODATTILI
VIVENTI NEI TEMPI MODERNI?
Sembra
che rettili giganteschi dalle grandi ali coriacee, ufficialmente estinti
nel Mesozoico, circa 9.000.000 d'anni fa, siano stati avvistati negli ultimi
due secoli, nel XIX e nel XX, in varie parti del mondo. Le tribù
indiane, dal Messico all'Alaska, si tramandano antiche storie di enormi
uccelli, chiamati "Thunderbird", uccello di tuono, e "Quetzalcoatl", serpente
piumato, che oscuravano il cielo al loro passare.
Stesse
leggende sono diffuse nel'estremo oriente, dove tali creature volanti sono
chiamati "Roc".
In
tempi recenti, si sono verificati eventi, registrati sulle cronache e sui
quotidiani, che ci farebbero sospettare che neppure oggi gli enormi pterodattili
sarebbero del tutto estinti: forse, alcuni esemplari vivono ancora nelle
regioni più sperdute e remote del globo. Negli archivi dei giornali
di quasi mezzo mondo si rintracciano in effetti diverse notizie che inducono
a dubitare della completa estinzione dei pterodattili. Per esempio, sul
quotidiano
L'"Epitaph"
di Tombstone in Arizona, USA, il 26 aprile 1890 pubblicava la notizia secondo
la quale due mandriani, mentre si trovavano un giorno nel deserto dell'Arizona,
s'imbatterono in qualcosa che si dibatteva nella sabbia. L'essere aveva
un lungo corpo serpentiforme, ali lunghe da cui spuntavano due zampe ossute,
con una testa simile a quella di un alligatore, con grandi occhi simili
a piatti. Si trascinava nella sabbia, mentre i cavalli dei due cow-boys
nitrivano, cercando di scappare. Così riuscirono a vedere il vano
tentativo di decollo dell'animale; i due cow-boys lo presero a fucilate,
uccidendolo. Poi lo misurarono: era lungo 28 metri con un diametro di un
metro e trenta; aveva un'apertura alare di 46 metri; la testa era lunga
due metri e quaranta; aveva denti affilatissimi; le ali
erano
costituite da una dura e spessa membrana simile a quello dei pipistrelli;
non aveva né piume, né scaglie e né peli. Un'altra
notizia, assai più recente, è riportata sul "Florida Daily"
del 27 luglio del 1975, nel quale si riferisce di come un ragazzo di 10
anni, tale Marlon Lowe di Leftbanks South, veniva preso dai poderosi artigli
di un volatile gigentesco. Fortunatamente intervenne la madre che riuscì
con un balzo ad afferrarlo prima che il mostro volante prendesse il volo.
Un'altra
notizia di un certo rilievo apparve il 9 febbraio 1856 sull'"Illustrated
London News" il quale riferiva che alcuni operai chelavoravano al traforo
di una galleria ferroviaria tra St. Dizier e Nancy, presso Culmont, nell'Alta
Marna in Francia, videro sbucare all'improvviso uno strano animale. Aveva
un collo lungo, un muso a punta con denti aguzzi, ali membranose di 3,20
metri d'apertura, di color nero, il quale agitò le ali, urlò
e spirò. Tale storia era stata ripresa da un articolo apparso su
La Presse Grayloise del 12 gennaio 1856 e da uno successivo pubblicato
sempre sullo stesso quotidiano il 19 gennaio 1856. Cinque anni dopo tale
pubblicazione, la scoperta di un essere fossile in Germania scatenò
un enorme scalpore nel mondo scientifico. Alcuni operai in una cava di
pietra di Solenhofen trovarono alcune tracce simili alla figura di un uccello
antidiluviano, in uno strato gessoso. Le penne ed i frammenti di ossa fossilizzati
sbalordirono i paleontologi, perché da tempo si riteneva che nessun
essere piumato fosse esistito durante quel particolare periodo. Un certo
A. Wagner decise di battezzare la creatura Gryphosaurus, dal leggendario
grifone della mitologia greca, ma alla fine l'essere venne chiamato Archaeopterix:
che è uno dei più antichi volatili piumati del Mesozoico,
con denti e zampe da lucertola. E' da tener presente che resti di uccelli
dentati sono stati ritrovati pure nel Kansas, sempre negli strati del Mesozoico.
Anche
nell'Africa nera ci sono storie simili che possono far pensare alla presenza
di pterosauri. In Sudafrica, presso il Drakensberg, sarebbero diffuse,
tra le popolazioni locali, leggende simili. Addirittura un farmer boero,
tale Nanke Uchul, ne avrebbe visto uno, mentre era in volo nel giugno del
1877. Anche l'esploratore Earl Denman nei pressi del Ruvenzori ne vide
due che volavano e stridevano, Un altro avvistamento avvenne in Tanzania,
ai piedi del monte Meru. "Popular Science" del 1959 riferiva, in un articolo
di E. H. Ortner, che l'esploratore Frank H. Meland aveva saputo dagli indigeni
dello Zambia che un pterodattilo viveva nei pressi della palude di Jiundu;
aveva un'apertura alare di quasi 2 metri, membranose come quelle di un
pipistrello, non aveva penne, con la pelle liscia e col becco irto di denti.
Quando Melland mostrò agli indigeni il disegno di uno pterodattilo,
questi annuirono ed esclamarono: "Konamoto!!!". Nel 1932 presso la catena
montuosa di Assumbi nel Camerum, Sanderson e il suo compagno di viaggio
Gerald Russell, mentre stavano guadando un fiume, furono assaliti da un
essere volante di color scuro, con denti aguzzi e con un'apertura alare
di oltre 3 metri. Gli abitanti del luogo gli riferirono che tale creatura
era chiamato "Olitau". La dottoressa Marjorie Courternay-Latimer ha raccolto
numerose testimonianze sulla presenza di rettili volanti in Namibia. Questo
ha portato il dottor Roy P. Mackal ad organizzare una spedizione di ricerca
nel suddetto territorio nel 1988, scoprendo l'esistenza di una specie di
pterodattilo. Di recente si è appreso che anche nel sud-est asiatico
sarebbe stata scoperta l'esistenza di creature del genere, di cui presto
dovrebbero essere rese note le caratteristiche fondamentali. Un'altra segnalazione
venuta alla ribalta della cronaca avvenne il 24 febbraio 1976 quando 3
insegnanti in viaggio in auto nei pressi di San Antonio, nel Texas, videro
planare sulla strada un essere volante simile ad un pterodattilo con 6
metri d'apertura alare.
Tutti
questi episodi hanno ispirato: il regista giapponese Inoshiro Honda a realizzare
il film "Rodan, il mostro alato" del 1956; il regista USA Larry Cohen a
girare il film "Il serpente alato" del 1982 e Fried Sears a girare il film
"Il mostro dei cieli" ("The Giant Claw") del 1957.
RETTILI
ALATI NEL MONDO
Un
articolo pubblicato dalla rivista "The Gentleman's Magazine" nell'aprile
del 1798 riferiva che all'inizio dell'agosto del 1776, pochi km ad ovest
di Londra, era stato avvistato un serpente alato con una testa grande all'incirca
come la mano di una donna, aveva un paio di ali corte nella parte anteriore
del corpo, non lontano dalla testa, ed aveva una lunghezza di circa 2 piedi
(=0,6096 metri). Volava, secondo i testimoni, in modo moderato, perché
sembrava troppo tozzo per volare veloce o molto in alto, inoltre volava
in posizione orizzontale tenendo la testa più in alto rispetto al
resto del corpo. Sembrava anche che facesse una gran fatica a prendere
quota e non era in grado di volare più in alto di sette o otto piedi
(=2,1336 - 2,4384 metri) da terra. Non molto tempo dopo, la stessa rivista
pubblicò un'altra notizia relativa sempre alla stessa creatura la
quale veniva segnalata da alcuni testimoni la sera del 15 luglio del 1797,
sulla strada fra Hammersmith e Hyde Park Corner, a Londra. Era di colore
scuro, grosso quanto l'avanbraccio di un uomo, aveva ali molto corte poste
non molto lontano dalla testa e volava a meno di 2,5 metri dal terreno
con la testa sollevata rispetto al resto del corpo.
Nel
1942 in Namibia, nell'Africa sudoccidentale, il pastorello Michael Esterhuise,
16enne, figlio di un allevatore coloniale, mentre era intento a pascolare
le sue pecore, sentì provenire dall'alto uno strano sibilo. Mentre
si guardava intorno, scorgeva un gigantesco serpente alato che stava calando
su di lui. Aveva le corna, e dal muso usciva un bagliore impressionante.
Subito dopo lo strano essere atterrò con un gran tonfo non molto
lontano da lui, il quale abbandonò il gregge, dandosela a gambe
per mettersi in salvo.
Poi
ci sono i draghi alati rossi del Galles; e dal 1850 in poi, nell'ex contea
gallese di Glamorgan, sembra che vi si trovi un suo discendente. Un testimone,
che all'inizio del XX secolo era ancora vivo, raccontò di averne
visti perecchi esemplari nei pressi del castello di Penyline e nei boschi
limitrofi. Questi draghi, raccontò, non avevano ali simili a quelli
dei pipistrelli, ma ali piumate con penne simili a quelle dei pavoni. A
quanto pare questi esseri alati facevano stragi di polli e i locali contadini
ne uccisero parecchi.
Nel
1892 tre esploratori arrivarono al lago Chelan, nel nord dello stato USA
di Washington. Ebbene secondo il loro racconto, uno dei tre, mentre si
lavava presso le sponde di tale lago, fu afferrato da uno strano animale.
Il mostro assomigliava ad un coccodrillo, aveva il ventre di color bianco
ed aveva un bel paio di grosse ali piumate. I due compagni attaccarono
l'animale con coltelli e pietre ma invano perché non riuscirono
a perforare la sua pelle dura e squamosa, né a liberare l'amico.
Disperati, i due accesero un fuoco lì vicino, e solo allora il mostruoso
essere spiccò il volo tenendo ben stretta la sua preda, tuffandosi
poi al largo nelle acque del lago. Da allora non furono più visti
né il drago e né la sua vittima. Secondo vecchie tradizioni
dei locali pellirossa, l'apparizione di tale animale avrebbe annunziato
l'Apocalisse con la conseguente fine di un'epoca.
Le
leggende sui mostri rettiliformi volanti sono presenti nelle mitologie
e nel folklore di tutto il mondo.
Vediamone
tra quelle più importanti:
1)
Il serpente piumato e alato Quetzalcoatl, presente nel folklore degli antichi
abitanti del Messico;
2)
Il
serpente Liboya il quale poteva raggiungere i 9 metri di lunghezza ed è
presente nel folklore amazzonico;
3)
Cymr, il dragone alato presente nella tradizione celtica;
4)
Cinque dragoni alati sarebbero presenti in un museo di Parigi, cara alla
tradizione gallica, sono stati descritti nel XVIII secolo come "bipedi
con ali sottili";
5)
Nel 1619 il prefetto dell'Impero Asburgico Scherer riferì di aver
veduto un dragone alato volare su un laghetto, uscendo da una grotta;
6)
Il drago Fafnir, della tradizione nibelungica, racconta di come venne ucciso
dall'eroe Sigfrido;
7)
Nella leggenda scandinava di Hromind Grpson, l'eroe fu fatto scendere in
una grotta per sconfiggere il re-drago Thrain.
8)
La raccolta di viaggi "Harleian" (1745) descrive bestie alate simili a
serpenti, grandi come arieti, con ampie ali come i dragoni, che nell'Africa
equatoriale si cibavano di carne cruda.
9)
Una leggenda araba riportata da Erotodo, nel 450 a.C., riferiva che con
l'arrivo della primavera esseri alati rettiliformi arrivavano volando dall'Arabia
verso l'Egitto e venivano colpite mortalmente alla gola da uccelli chiamati
Ibis.
10)
Nel XII secolo Beniamino di Tudela descrisse parecchi esseri simili a serpi
con le ali che infestavano le rovine del palazzo di Nabuccodonosor a Babilonia,
in Mesopotamia.
11)
Lo scrittore romano Lucano riferiva di un dragone alato che viveva in Etiopia.
12)
Miti persiani raccontano di combattimenti con dragoni alati in tempi primordiali.
13)
Plinio nell'opera "Naturalis Historia" riferiva dell'esistenza in India
di dragoni che lottavano con elefanti.
14)
In Cina la mitologia racconta di dragoni alati che abitavano nei cieli.
15)
Bezacier racconta del dragone alato vietnamita Long-ma con un corno.
16)
Pannelli nel monastero di Chi-on-in a Kioto in Giappone sono decorati con
molte creature simili per metà a dragoni e per metà ad uccelli.
In
definitiva molti criptozoologi ritengono gli esseri rettiliformi alati
esseri soprannaturali. Mentre altri studiosi li ritengono frutto di uno
strano fenomeno psichico, legati a paure inconscie che si manifestavano
sotto forma di allucinazioni o fantasie. Quindi una volta prendevano l'aspetto
di grossi e mostruosi animali predatori, oggi diventano esseri alieni con
armi spaziali.
Inoltre
è da tener presente che il drago o serpente alato è stato
fin dall'antichità simbolo di potenza, spesso e volentieri messi
in relazione, da numerosi studiosi, con l'energia e la potenza legate alle
famose e mitiche linee d'energia terrestre - "Heiligen-Linien" o "Leys"
-, ai megaliti e ad altre costruzioni preistoriche e a tutto quello che
è legato ai luoghi di energia contemplato dalla scienza cinese del
"feng-shui". Rimane significativo che le chiese cristiane siano state costruite
su antichi luoghi di energia e siano dedicate a San Michele o a San Giorgio,
famosi uccisori di draghi.
GLI
ESSERI ALATI IN ITALIA
In
un antico documento conservato negli archivi della cittadina francese di
Nizza, dal titolo "Uomini Volanti intravisti nel lontano 1608", viene riferita,
tra l'altro, che nell'agosto del 1608, sopra il mar genovese, furono osservati
esseri alati che portavano tra le mani 2 serpenti, i quali si avvolgevano
lungo le braccia e che gettavano urla orribili e spaventosi uditi da tutta
la popolazione costiera. Ben 800 volte i genovesi spararono colpi di cannone
per allontanare tali entità, ma invano. Il tutto si ripetè
di nuovo il 15 agosto dello stesso anno.
Un
altro importante episodio venne riportato su "La Libertà" del 23.3.1976,
il quale riferiva che nel 1971 presso San Martino, vicino a Bobbio, in
provincia di Piacenza, il sig. Pietro Bongiorni, verso le 7 di sera del
19 agosto del suddetto anno, mentre svolgeva le funzioni di guardiano e
si trovava sul terrazzo delle Terme di San Martino, vide avvicinarsi un
essere alato dall'aspetto umano, con barba, con la pelle rossastra e una
folta e lunga chioma dal colore nero, alto circa 1,70 m. L'essere alato
giunse fino ad una distanza di 5 metri da lui, poi, sorvolando il terrazzo,
lo oltrepassò, fino a scomparire nel buio. Comunque fece in tempo
a richiamare i propri familiari i quali riuscirono anche loro ad osservare
lo strano essere che si stava allontanando. Tale testimonianza venne in
seguito suffragata anche da un altro testimone oculare, il sig. Piergiorgi,
il quale confermò in seguito che anche lui vide la strana creatura
volante, aggiungendo che l'essere aveva una strana cintura intorno alla
vita. Successivamente si venne a sapere che anche altri testimoni residenti
a Bobbio avrebbero visto uno strano essere brillante di color arancione-
come se indossasse una tuta fluorescente- mentre era intento a raccogliere
qualcosa lungo il greto del vicino fiume e che poi volava via. Inoltre
nell'archivio del Centro Studi Fortiani italiani (SFI) di U. Cordier si
trova un'altra importante segnalazione avvenuta nel 1967, alle ore 7,30
del 27 novembre; qui si parla di tre esseri tutti scuri ma lucenti che
venivano avvistati sopra il tetto di Palazzo Multedo, mentre, in fila indiana,
sorvolavano via Sacco.
Un'altra
testimonianza risale all'estate del 1945 allorquando il testimone era in
servizio di guardia come militare sulla corazzata Duilio che si trovava
nel porto ionico di Taranto. Una sera, mentre era intento ad osservare
col binocolo il cielo, si accorse della presenza in cielo di una formazione
a "V" di strane figure umane. Infatti pur avendo tratti dei visi simili
a quelli umani, avevano dei corpi tozzi, tutti coperti di piume, con una
lunga capigliatura turchino scuro o rosso ruggine; con due zampe che terminavano
con tre artigli; erano privi di mani ma erano provvisti di due ampie e
grosse ali. Lo stormo rimase visibile per alcuni interminabili secondi,
poi scomparì
misteriosamente
così come era comparso. Fin qui le testimonianze tratte dalle cronache
del passato che riguardano l'Italia, comunque la casistica è presente
in tutto il mondo, specialmente su quotidiani degli USA.
Possiamo
soltanto concludere che la figura dell'uomo volante è presente in
tutte le mitologie e che già i celti erano a conoscenza di un'altra
dimensione attigua alla nostra, lo shide, che nelle ore del crepuscolo
e del tramonto, in particolari periodi dell'anno, si aprono come delle
finestre nella quale strani esseri provenienti dall'altro mondo e senza
essere invitati, compiono spesso scorribande non autorizzate, il
cui scopo non ci è dato sapere.
DRAGO
ALATO IN SVIZZERA.
Nell'opera
"Lègendes des Alpes vaudoise", edita a Losanna nel 1885, l'autore,
il pastore Alfred Cèrèsole, nato nel 1842 e morto nel 1891,
riferisce che un vecchio montanaro delle montagne di Ollon riferiva spesso
e volentieri di un racconto su un drago alato che aveva visto il padre
nel 1790 mentre sbucava fuori dalla parete di Plan-Nèvè e
dal Muveran. Questo rettile alato dopo che girovagava in cielo per qualche
attimo, tornava dietro la Dent au Favre, sputando fiamme e scintille. La
zona si trova nel cantone svizzero di Vaud, nel distretto di Aigle. Inoltre,
sempre sul suddetto volume, si trova la descrizione di un altro avvistamento,
quello avvenuto nel 1619. Il testimone fu Christophorus Schere che osservò
il drago alato mentre volava lungo le sponde del lago dei Quattro Cantoni,
in località Fluelen, nel cantone Uri. Il drago aveva una lunga coda
e vomitava anch'esso fiamme e scintille. Ebbene tali draghi alati che vomitano
fiamme, in Svizzera sono chiamati "vouivre", in Svizzera romanda "ouivre",
nella Svizzera tedesca "Wura" o Wira, e in Piemonte "guivre" e in Valle
d'Aosta "vuivra". Ebbene la "vuivra", termine che deriva dal latino e che
significa vipera, sarebbe un grosso rettile alato che sputa fiamme quando
vola e possiederebbe sulla fronte un occhio, un vero diamante luminoso
che splenderebbe come una stella o una palla di fuoco, sempre secondo quanto
scritto sull'opera già citata e ristampata a Ginevra nel 1983.
UCCELLO
PREISTORICO AVVISTATO IN ALASKA.
Il
Messaggero di giovedì 17 ottobre 2002 riferiva in un articolo dal
titolo "E in Alaska vola un uccello preistorico" che una gigantesca creatura
alata era stata osservata numerose volte nel sud-ovest dell'Alaska, provocando
notevole apprensione tra la popolazione locale. Alcuni testimoni, tra cui
soprattutto gli abitanti dei villaggi di Togiak e di Manokotak, lo
avrebbero avvistato volare in cielo. Da segnalare la testimonianza di un
pilota di linea, il quale, almeno una settimana prima, mentre trasportava
vari passeggeri a Manokotak col suo aereo Cesna 207, avrebbe avvistato
un misterioso uccello che ricorderebbe l'aspetto di una creatura alata
preistorica. L'apertura alare della creatura, secondo il suddetto pilota,
poteva essere di quasi 4 metri.
Molti
esperti che hanno letto tali resoconti, hanno asserito che le testimonianze
sono senzaltro verosimili. Ma alcuni biologi e soprattutto la gente comune
è di diverso avviso, infatti loro rimangono scettici. Poi col passare
del tempo, uno che si era dichiarato scettico, si è dovuto ricredere;
infatti il pilota John Bouker, che secondo lui non si sarebbe trattato
che di un'aquila, lo avrebbe avvistato in volo mentre si trovava in cielo
ai comandi del proprio aereo. Dopo un ennesimo avvistamento fatto dal contadino
di Togiak, tale Moses Coupehiak, è scattato l'allarme e la popolazione
non ha potuto far uscire di casa i bambini. Secondo un esperto in materia,
Phil Schemf di Juneau, alcuni biologi, alcuni insegnanti e dei poliziotti,
il mostro volante preistorico non sarebbe altro che un'aquila marina originaria
dell'Asia, uno dei rapaci più grandi del mondo, chiamato "aquila
marina di Steller". |