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OGGETTI MISTERIOSI:
LE LAMPADE ETERNE
Molti
ricercatori sono convinti che nel passato sulla Terra siano esistiti delle
civiltà antidiluviane le quali avrebbero raggiunto un alto livello
tecnologico: si pensi ad Atlantide, all'Impero Mu, a Lemuria e a l'Impero
Rama del subcontinente indiano. Di tali teorie non ortodosse non si fa
menzione nei libri di storia, tuttavia una serie di insoliti e curiosi
ritrovamenti insinuano il dubbio tra gli archeologi ufficiali che nel remoto
passato le conoscenze
scientifiche
fossero molto più avanzate di quanto l'archeologia ufficiale sia
disposta a credere. Tra tali manufatti che mettono in discussione il corso
ufficiale della storia, vi sono le lampade eterne. Già lo storico
greco Pausania parla di una lampada d'oro che ardeva perennemente nel tempio
di Minerva, la dèa romana delle arti e degli artigiani. Inoltre
una luce perpetua brillava sulla cupola del tempio di Numa Pompilio, tempio
che però non è stato individuato con certezza. E ancora,
quando il sepolcro di Pallante, il figlio di Evandro immortalato da Virgilio
nell'Eneide, fu aperto, nei pressi di Roma, nel 1401, lo si trovò
illuminato da una lampada che aveva brillato per almeno 2000 anni. Così
riferisce lo studioso M.C.Elsen. Mentre Wilhelm Schroedter riferisce di
una misteriosa tomba che si sarebbe trovata sulla via Appia Antica, la
quale venne scoperta nella metà del XVI secolo. Nel suo interno,
insieme al corpo di una giovinetta, avente capelli biondi, dall'aspetto
ancora fresco, e galleggiante in un misterioso e sconosciuto liquido, vi
era, ai suoi piedi, una lampada accesa, che si spense al contatto con l'aria.
Traducendo
alcune iscrizioni, si venne a sapere che la salma doveva trovarsi in quel
luogo almeno da 1500 anni e doveva trattarsi di Tullia, la figlia di Cicerone.
La salma venne poi portata al Campidoglio per essere visitata dal popolo.
Ma il papa Paolo III (1468 - 1549) lo fece gettare nel Tevere.
Il
ricercatore Karl Friedrich Kohlenberg nell'opera del 1970 "Entratselte
Vorzeit" riferisce:
1)
di un gigantesco albero detto "Po", chiamati "Fu-sang" o "K'ong-sang",
situata a oriente della luminosa valle Yang-ku, e "Jo", situata sul monte
Yen'se presso il fiume Mong, a occidente, entrambi avevano fiori rossi
che brillavano nella notte; con molta probabilità, nell'antica mitologia
cinese, si parlava di installazioni tecniche che servivano per illuminare
tali immensi territori;
2)
in uno dei tenebrosi mondi sotterranei maya, il popolo Xibalba impiegava,
a quanto riferisce il Popul Vuh, un apparecchio con la punta aguzza che
emanava una vivida luminescenza verdastra, ed era chiamato Zaquitac. L'occultista
Eliphas Levi riferisce nei suoi scritti del potere posseduto dai sacerdoti
egizi di illuminare a giorno i templi durante la notte. Nel 1601 l'esploratore
Barco Centenera scoprì nella regione brasiliana del Mato Grosso,
alle sorgenti del Rio Paraguay, vicino alle Siete Aguas, presso El Gran
Moxo, delle rovine dove si ergeva una colonna culminante in una sfera che
emanava ininterrottamente della luce. Il ricercatore Hans M. Heuer riferisce
che nel corso della costruzione di una strada nei pressi di Budapest, capitale
dell'Ungheria, nel 1930, venne portata alla luce un sarcofago, all'interno
del quale si trovava il corpo conservato di una splendida fanciulla, completamente
ricoperto da uno sconosciuto liquido di color blu chiaro. Ai suoi piedi
ardeva una luce di color bianco-azzurra. Dopo qualche istante il liquido
evaporò, la lampada si spense e del cadavere non rimase altro che
cenere. Del liquido e della lampada eterna non rimase alcuna traccia.
Nel
libro di Paul Sedir (1871 - 1926) intitolato "Histoire et doctrines des
Rose-Croix" si fa cenno, tra l'altro, alle lampade perpetue romane, di
cui si è già detto. Si afferma altresì che durante
il regno di Enrico VIII, al tempo della messa al bando degli ordini monastici
in Inghilterra (1533-1539), si rinvennero presso un convento due lampade
eterne che ardevano dal IV secolo, attualmente conservate nel museo di
Leida, in Olanda.
Robert
Charroux, autore del libro "Histoire inconnue des hommes depuis cent mille
ans" del 1963, aggiunge che il 15 maggio 1917 venne portato alla luce in
Gran Bretagna un tempio sotterraneo dei Rosacroce; ebbene, lì si
rinvenne una mummia seduta su una cattedra in pietra mentre leggeva ancora
un grosso libro con strani caratteri. Una lampada illuminava il tempio.
Quando gli scopritori si avvicinarono, la mummia sembrò rompere
la lampada e il luogo piombò all'istante nell'oscurità, come
venne riferito più tardi da alcuni testimoni oculari. |