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COVER-UP SUL
LAGO VOSTOK NELL'ANTARTIDE
Nel
duemila molti quotidiani italiani, come "Il Corriere della Sera" del 30
gennaio 2.000, riferivano che sotto la coltre ghiacciata dell'Antartide
era stata rinvenuta il lago di Vostok. Qui alcuni membri di un'èquipe
statunitense avrebbero trovato dei batteri, mentre i francesi riferiranno
più tardi che non era stato trovato alcunchè. E si è
subito scoppiata una polemica. Ma per arrivare fino alla diffusione di
tale notizia bisogna tornare indietro nel tempo, ed esattamente agli inizi
degli anni ottanta. E' proprio in quel periodo, secondo voci successivamente
diffusa tra i ricercatori e gli studiosi di mezzo mondo, che sarebbero
iniziate enigmatiche ricerche top-secret sotto streta copertura militare
e coperto ufficalmente dal solito cover-up. Però solamente tra il
1993 e il 1996 che grazie a rilievi radar effettuati dal satellite Ers-1
che il suddetto lago di Vostok veniva cartografato con precisione.
Così
si constatava che lo specchio d'acqua era grande come la Corsica, e accanto
vi erano altri laghi più piccoli, tutti nascosti sotto il ghiaccio.
Dopo innumerevoli tests, due gruppi di microbiologi statunitensi guidati
da Joseph Priscu riferivano che erano stati trovati degli strani batteri.
Le controversie comunque non fermeranno le indagini, e il lago rimaneva
un enigma irrisolto e tutto da chiarire, così riferiva Jean-Robert
Petit del laboratorio di Glaciologia di Grenoble.
Ma
dove si trova il suddetto lago Vostok ??? Si trova a nord est e non molto
distante dalla base russa di Vostok; base attiva fin dagli anni sessanta,
posta a 77° sud e a 105° est.
Secondo
notizie trapelate in via ufficiosa, sembra che un team congiunto russo-statunitense
avesse individuato un punto da dove si irradiava una fortissima anomalia
magnetica. Sembra che l'origine era da ricercarsi sotto migliaia di metri
di ghiaccio. La causa o l'origine rimaneva assolutamente sconosciuta. Nel
frattempo fonti ben informate riferivano che nei pressi del lago Vostok
erano stati segnalati dei forti spostamenti di mezzi militari, tanto russi
che statunitensi.
In
seguito, il 21 febbraio del 2001, un breve annuncio congiunto della NASA
e del JPL ponevano termine a ogni studio ulteriore del lago Vostok nell'Antartide.
E la portavoce ufficiale della NASA, Debra Shingteller, spiegava ai giornalisti
di mezzo mondo che le autorità militari avevano assunto il controllo
dell'area intorno al suddetto lago e che la missione internazionale per
l'esplorazione del lago era stata portata sotto la copertura del controllo
militare.
Dopodiche
il posto della portavoce ufficiale della NASA veniva preso da un assistente
il quale riferiva che lo studio e l'esplorazione del lago era stato bloccato
a causa di problemi ambientali. Da allora la NASA non si è più
sbottonata e non ha più riferito alcunchè ai giornalisti
del mondo. Ma su internet e tra gli studiosi di mezzo mondo iniziarono
a circolare la voce secondo la quale la strana anomalia magnetica che era
stata registrata nei pressi del lago Vostok veniva studiata da un team
segretissimo protetto fino ai massimi livelli di sicurezza.
Inoltre
sulla zona veniva vietata il sorvolo a tutti i velivoli, con aerei pronti
ad intervenire su qualsiasi intruso, mentre truppe d'èlite statunitensi
di terra venivano costantemente tenuti in allarme contro qualsiasi viaggiatore
incauto che si stesse avvicinando all'area delimitata dal "off-limits".
Proprio verso giungo del 2001 veniva segnalato uno strano avvenimento capitato
a due australiane che si erano inutamente avvicinate all'area in questione;
infatti mentre stavano compiendo un viaggio su sci, poco dopo aver lasciato
la stazione australiana di Casey, presso Capo Poinsett, sulla costa, venivano
prelevate da una squadra speciale statunitense. A nulla risultavano le
proteste ufficiali della stazione australiana di Casey. Anzi le due suddette
donne risultavano tenute in stato d'isolamento in un luogo non ben precisato
sotto l'autorità militare statunitense.
In
merito, il Dipartimento della Difesa a Washington rilasciava un comunicato
dove si confermava che le due donne erano tenute in isolamento, adducendo
il pretesto che erano malate. Da allora sullo stato delle due donne non
si è più saputo nulla. Comunque, da voci non controllate,
sarebbe emerso il fatto che prima di essere prese dal commando statunitense,
le due donne abbiano comunicato alla base di Casey di aver visto "qualcosa"
di
enigmatico
e di poco chiaro.
E
qui sorge spontanea la domanda: che cos'è che le due donne avrebbero
visto quasi per caso ???
In
seguito furono effettuati dei carotaggi con delle speciali attrezzature
e degli esami con i glacio-radar: così si constatò che la
temperatura aumentava scendendo sotto la superficie, passando dai -50 a
-4 gradi centigradi trovati a 3.800 metri di profondità. Da allora,
negli anni settanta, non furono più effettuati rilievi della zona,
fino a quando, nel 1993, il satellite europeo Ers-1, con le sue rilevazioni
topografiche, evidenziarono, senza alcun ombra di dubbio, che in quella
zona era ubicata il lago Vostok, dalla lunghezza di 260 km e dalla larghezza
di 60 km, quindi grande circa 40 volte il lago di Garda.
Nel
frattempo i russi compivano delle trivellazioni proprio sulla perpendicolare
del lago Vostok, riuscendo a raggiungere la profondità di ben 3.623
metri. Il carotaggio permetteva di accertare la presenza di una particolare
micro-flora ibernata e ben conservata da migliaia di anni, e che il lago
aveva una profondità di circa 500 metri. Ma che cosa permetteva
a tale lago di avere le proprie acque allo stato liquido ???
Forse
sarebbe da mettere in relazione con la strana anomalia magnetica lì
individuata ???
Un'anomalia
magnetica forse di tipo artificiale e non naturale???, dovuta a che cosa
???
Tali
fatti possono senzaltro essere messi in relazione col film statunitense
del 1951 "La cosa da un altro mondo", diretto da Christian Nyby, e ispiratosi
al romanzo di John Campbell dal titolo "Who goes there?", dove si racconta
di un'èquipe scientifica stanziata tra i ghiacci del Polo identifica
una strana anomalia magnetica, dovuta alla presenza di un velivolo spaziale. |