PRESENZE DI ANTICHI ASTRONAUTI IN AFRICA

Nel film di produzione USA dal titolo "Il bacio del terrore" (The Kiss) del 1988, diretto da Pen Densham, con Joanna Pacula, Meredith Salenger, Cèline Lopez e Nicholas Kilbertus, si racconta di come una ragazzina scopre che la zia, top-model di successo, è una sacerdotessa, posseduta, 25 anni prima, quand'era in Africa, da un antichissimo demone che si rivelerà essere un parassita e che viene adorato tramite una statuetta.       
Nell'altro film di produzione USA "Shadochaser 4" del 1996, diretto da Mark Roper, si racconta di incontri ravvicinati con alieni e androidi di tipo nordico da parte di una sperduta tribù africana.
Nomoli in Sierra Leone.       
Ebbene, tali film rappresenterebbero remotissimi incontri avvenuti tra varie tribù africane e visitatori galattici. Infatti, a testimonianza di quanto abbiamo afferamto, possiamo citare per esempio il caso delle statuette dette "Nomoli", scoperti per caso in Sierra Leone a cavallo degli anni ottanta e novanta del XX secolo e portato a conoscenza del mondo occidentale dal geolofgo italiano Angelo Pitoni. Vennero scoperti in un sito alluvionale dove si stavano estraendo diamanti. I locali indigeni chiamano tali statuette "uomini in pietra come gli angeli che Allah scagliò nell'abisso". Tutti sarebbero stati scoperti a circa 12 metri di profondità. Sono caratterizzati da una grande testa, che risulta sproporzionata sul corpo più piccolo ed esile, con occhi prominenti e sfuggenti, simile a esseri rettiloidi. Alcuni di essi sembrano essere incisi a spirale o a reticolo, altre invece presentano dei volti da coccodrilli, o con dei serpenti che si avvolgono lungo la spina dorsale. Tali statue in granito, dato confermato da successive analisi effettuate dal Museo di Storia Naturale di Vienna nel 2001, sono state fatte risalire, dopo un'analisi al carbonio C-14, a un periodo compreso tra gli 11.000 e i 12.000 anni. Un periodo in cui l'uomo non scolpiva il granito in forma di statue.
Considerando il fatto che la più antica arte della Sierra Leone risale a 400 anni fa e quella dell'Africa occidentale risale a non più oltre di 1.000 anni fa. 
Statuette ritrovate nella Guinea Konakry.
Anche sui terreni appartenenti alle tribù dei Mende e dei Kissi sono state ritrovate statutette in pietra, che attribuisco a antichi abitanti che vivevano lì in tempi remoti prima del loro insediamento. Anche nella regione del Kissikodou, sono state ritrovate delle statuette in steatite chiamate Ponta che non risultano opera dei Kissi. Comunque, sia nel caso dei Nomoli che nel caso dei Ponta, ci troviamo di fronte ad una rappresentazione di esseri dai visi serpentiformi, che ritroviamo, sempre in Africa occidentale, tra la cultura Fon del XVIII secolo che così indicava "Haido-Hwedo", il dio-serpente-cosmico. Inoltre nel non lontano Malì, si è riscontrato la presenza del Nommo - termine simile al Nomoli -, il dio ibrido metà uomo e metà pesce, simile anche alle statuine della già menzionata cultura Fon del Benin, il cui sovrano era rappresentato da un ibrido uomo-pesce con la testa d'uccello.
Trovate sfere in Sudafrica risalenti a 2,8 miliardi di anni fa.    
Minatori del Sudafrica trovavano, agli inizi degli anni ottanta del XX secolo, centinaia di sfere metalliche, di cui alcune presentano tre chiare scanalature parallele che passano intorno al proprio equatore. Secondo le ricerche di J. Jimison, tali sfere sarebbero di due tipi: uno di solido metallo bluastro con qualche chiazza biancastra, e un altro a forma di palla cava, con un centro biancastro e spugnoso. Il curatore del Museo di Klerksdorp in Sudafrica, Roef Marx, dichiarava in un'intervista che per lui tali sfere rimangono un assoluto mistero, infatti all'epoca in cui risalirebbero, non esisteva nessuna forma di vita intelligente. E' bene precisare che tali sfere furono trovate nella pirofilite di una miniera vicino alla cittadina di Ottosdal, nel Transvaal occidentale, formatasi per l'appunto circa 2,8 miliardi d'anni fa, ed è un minerale abbastanza tenero, con valore 3 su 10 nella scala Moh. Sembra che tali sfere non siano state graffiate nemmeno da una punta d'acciaio. E allora, in conclusione, il mistero rimane ufficialmente irrisolto, anche se in molti sono propensi a credere che tali sfere possano aver fatto parte di qualche macchina capace di viaggiare nello spaziotempo; in merito si veda l'ultimo film "The time machine" del 2001, tratto dall'omonimo romanzo di
H.G.Wells del 1895, e diretto da Simon Wells, un suo bis-nipote. 

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