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URANIA ha anche il merito di aver ospitato gli altri 4 romanzi che hanno fatto da seguito alla "Guida" e dei quali appresso riportiamo i dati completi. |
(1952-2001) |
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di URANIA&Co. |
degli AUTORI |
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(In appendice a "Praticamente Innocuo" URANIA n°1209 dell'11 Luglio 1993) |
| Figlio di un'infermiera e di un teologo, Douglas Adams è nato nel 1952 a Cambridge, dove si è laureato in letteratura inglese. Fan dei Monty Python, all'epoca dell'università sognava di fare l'attore-sceneggiatore, e all'inizio lavorò anche con Graham Chapman. Poi però, come afferma, "il mondo nella sua saggezza decise che non dovessi recitare, e probabilmente aveva ragione". Quando la Bbc ebbe l'idea di un serial radiofonico in cui il mondo finiva, Douglas lasciò perdere il progetto di salire sul set e tradusse in sceneggiatura l'apocalisse fantastica che aveva in testa. Il programma fu così ben accolto che seguì la novelization, ossia l'ormai celebre Guida galattica per gli autostoppisti, e Adams di colpo ottenne un tale successo, da provare la sensazione di "aver avuto un orgasmo senza preliminari". Con il successo arrivò naturalmente la ricchezza. Lui, che a 18 anni aveva viaggiato per l'Europa in autostop, ora poteva permettersi alberghi di lusso, anche se, con il suo metro e 95 di altezza e i suoi 108 chili, faceva fatica a trovare letti adatti alla sua stazza. Si comprò una casa di quattro piani nel quartiere londinese di Islington, e cominciò a collezionare, oltre ad altri immobili, computer, Porsche e splendidi impianti stereo. Eclettico e riservatissimo, è molto amato da amici come Terry Jones (Monty Python), Nick Mason (batterista dei Pink Floyd), Michael By-water (giornalista e scrittore) e John Lloyd (produttore televisivo e coautore di The Meaning of Life). I suoi interessi sono numerosi e disparati. Accanito melomane (Bach, Bob Dylan, Dire Straits, Eric Clapton), suona chitarra e pianoforte; grande amante del mare, pratica la pesca subacquea ("Evito di mangiare pescecane, perché spero che la cortesia sia ricambiata"); appassionato di computer, al quarto piano della sua casa in stile georgiano ha apparecchiature così sofisticate "che potrebbero gestire l'intera Nato"; affascinato dagli antichi interrogativi sul senso della vita, è capace di parlare per ore di scienza e filosofia; attento ai problemi contemporanei, è assai impegnato sul versante ecologico, come dimostra anche Last Chance to See..., il libro che ha pubblicato nel 1990 con Mark Carwardine. Non ama scrivere, "detesta la fantascienza seria", è un incorreggibile ritardatario (tre settimane prima che Addio e grazie per tutto ilpesce andasse in stampa non aveva neppure iniziato il romanzo) e ammira le persone che sanno fare con arte il loro mestiere, come il chitarrista dei Dire Straits Mark Knopfler, cui andrebbe la sua preferenza "se dovesse scegliere di essere qualcun altro", o come il tizio che in un pub di Londra, all'epoca della trasmissione della Bbc, preparava panini con tale grazia e sapienza da ispirargli l'idea di Arthur-Paninaio. In passato ha provato a vivere un anno a Los Angeles, ma, come un Barton Fink più smaliziato e íronico, non ha ingranato con il sistema hollywoodiano. Il successo non gli ha dato alla testa. Gira per Londra in bicicletta, frequenta gli amici di gioventù, l'anno scorso ha sposato Jane Belson, l'avvocatessa con cui viveva da dieci anni. Le regole commerciali, cui pure si è adeguato, lo disturbano, tant'è che Praticamente innocuo l'ha scritto solo per compensare l'editore ded'azzardo rappresentato da un libro come Last Chance to Sec... "Vorrei liberarmi" dice "dell'obbligo di essere divertente e infilare almeno una battuta ogni sei righe." Così oggi si appresta a visitare Brasile, Costa d'Avorio e Isola di Pasqua per raccogliere materiale per il prossimo libro, che, con sicuro disappunto dei fan di fantascienza, non farà parte della saga galattica. Ma chi lo apprezza per la sua capacità di affrontare con ironico distacco argomenti che altri tratterebbero con paludato sussiego, probabilmente non sarà deluso. "All'inizio sarà un thriller ecologico" spiega Adams. "Poi però allargherò l'orizzonte, passando dall'ecologia a una commedia filosofica in cui non mi preoccuperò delle facezie." Spesso dietro la facciata amena degli umoristi si nascondono visioni cupe. E chissà, forse questo Woody Allen della fantascienza, che afferma di non essere felice perché "dopo i 40 anni ormai i giochi sono fatti e la vita ha preso una piega irrevocabile", imboccherà, come Woody, strade bergmaniane. |
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del 6.7.1980 |
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del 15.4.1984 |
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del 24.6.1984 |
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del 3.8.1986 |
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del 11.7.1993 |
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di URANIA&Co. |
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