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Carolyn Janice Cherry, ribattezzata Cherryh
sulle copertine dei suoi libri.E' nata nel 1942; nel 1976 vinse il premio
John W. Carnpbell come autore più promettente e da allora ha proseguito
in una densissima carriera. I suoi primi romanzi sono The Gate of Ivrel
(La
porta di Ivrel, 1976), Well of Shíuan (il pozzo di Shiuan,1978)
e Fires of Azeroth (I fuochi di Azeroth, 1979, tutti tradotti nelle
collane dell'Editrice Nord). Si tratta di una trilogia nota anche come
ciclo
di Morgaine, seguita da un'aggiunta tardiva nel 1988,
Exile's
Gate. Capace di affascinare Il pubblico con racconti che a volte sconfinano
nella fantasy, ma abilissima nel costruire intrecci di sf interstellare,
C.J. Cherryh ha ordinato i suoi romanzi in varie sequenze 'storiche', strategia
necessaria soprattutto negli scrittori il cui materiale è così
abbondante da rischiare, altrimenti, di disorientare il lettore. Così,
molte delle sue avventure spaziali ricadono nel quadro di un universo dominato
dall'Unione-Alleanza, anche se in diversi periodi del suo sviluppo futuro.
In un primo momento, questa specie di Impero galattico 'sui generis' pare
molto vicino a una tirannide, ma in seguito - e con il passare dei secoli
- acquista sfumature più positive.
Hunter of Worlds (I signori
delle Stelle, 1977) è un esempio iniziale di questa produzione,
mentre romanzi successivi come Kesrith (1978),
Shon'jir (1
978) e Kutath (1 979) -tutti con il titolo complessivo i mondi del
sole morente, Cosmo Oro Nord, 1991 - ne rappresentano il logico sviluppo.
Cherryh ha vinto più volte il premio Hugo: nel 1981 con
Downbelow
Station (La lega dei moneli oscuri, Libra Editrice, 1982) e nel
1988 con Cyteen (id., Cosmo Oro Nord, 1990), un romanzo che
si svolge sul pianeta-madre dell'Unione. Alla sequenza dell'Unione-Alleanza
appartengono pure Hestia (Diga sul Pianeta Hestia, 1979,
in "Urania n. 933, 1982), Wave without a Shore (1 981), Port
Eternity (1982), Forty Thousand in Gehenna (1983; come i 40.000
di Gehenna, Cosmo Oro Nord, 1992), Voyager in Night (1984). Molto
popolare la saga di Chanur, una moderna space opera che comprende
The
Pride of Chanur (L'orgoglio di Chanur, 1982),
Chanur's Venture
(La sfida di Chanur, 1984), The Kif Strike Back (La vendetta di
Chanur, 1985), Chanur's Homecoming (Il ritorno di Chanur, 1986)
e Chanur's Legacy (L'eredità di Chanur, 1992). Le date fra
parentesi si riferiscono alle edi- zioni originali; quelle italiane sono
apparse, nella collana Cosmo Argento dell'Editrice Nord, fra il 1985 e
il 1995. Ma questa non è che una parte della produzione di un'autrice
prolificissima, tipica rappresentante di quel 'ritorno allo spazio', o
meglio, ritorno all'avventura barocca, che ha caratterizzato così
largamente la sf americana degli anni Ottanta e Novanta. Esaminando, in
particolare, la fantascienza scritta da donne nei due decenni in questione,
Thomas Disch osserva: 'la strategia vincente non sembra essere stata quella
delle autrici che, come Ursula K. Le Guin, auspicavano una riforma della
natura umana in senso rnatriarcale, ma quella di Joanna Russ e altre che
immaginavano donne perfettamente in grado di cavarsela in un 'mondo al
maschile'. Questo si è verificato non solo nella realtà,
dove le donne sono state ammesse nell'esercito e destinate ad azioni di
guerra, ma anche nella realtà virtuale della fantascienza. le autrici
più popolari - C.J. Cherryh e Lois McMaster Bujold - hanno tratto
profitto dalla lezione di Joanna Russ e hanno cominciato a pubblicare una
serie di avventure spaziali al cui confronto John Norman, l'autore ultra-rnaschilista
dei ciclo di Gor, fa la figura dell'incompetente che è. Insomma,
C.J. Cherryh come una delle più amate scrittrici di sf avventurosa,
bellica, interstellare, scritta da un punto di vista che è stato
anche femminista, ma che oggi mostra la donna come l'equivalente dell'uomo
anche nel luoghi più pericolosi e scottanti dell'universo. Una lezione
che la sf americana d'azione non smette di ripeterci da anni e che fa parte,
ormai, dei luoghi comuni del genere non meno delle astronavi rornbanti
e degli alien acculturati. Hammerfall - la saga di
cui iniziamo la pubblicazione in questo numero - è uscito nel 2001
in edizione americana e non appartiene agli universi già noti della
sua autrice, ma delinea un mondo autonomo che muove da premesse altrettanto
originali e movimentate.
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