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di Camillo CATELLANI* (Dicembre 2003) |
Cultura autodidatta ha letto una quantità esagerata di libri. I suoi amori assoluti: Poe, Lovecraft (piu' di Poe...), Pirandello, Dante, Flaubert e Verga. Altri hobby: radioascolto,Pc ed Erboristeria.. |
II.
"Come
può vedere, Signor Cei, lei non avrà cibo, sul suo veicolo.
Questo è un riproduttore molecolare, riproduce alcuni generi alimentari:
soia,
miglio, carne bovina e suina, latte e curcuma. Il sale viene generato direttamente
dal propulsore nucleare, come scarto povero, ovviamente un piccolo apparecchietto
separerà la radioattività dal Cloruro di Sodio, in ragione
di 5-10 grammi di sostanza edule al giorno.
Tutta
la catena fin qui descritta è totalmente automatica ed autorigernerante.
In caso, remotissimo, di guasto, le sue funzioni primarie,
saranno
rese possibili dal generatore di molecole nutritive aerobiche: lei vivrà
letteralmente d’aria, con un apporto calorico quotidiano di circa 1800
calorie, piu’ che sufficienti nella sedentarieta’ dell’astronave."
III.
Sono
in viaggio da due soli giorni, e vedo la Terra un piccolo punto blu lontano.
Dalla
radio di bordo, sento che la bomba atomica è stata lanciata.
Non
ho voluto sentire oltre: Israele o Russia, Usa o Cina, ora non ha piu’
importanza per me, che viaggio lontano dalla Terra a velocità folle...
Curiosa
ed in certi versi esaltante la mia situazione, sotto tutti i punti di vista,
ma c’è un punto in particolare che mi riempie di gioia irrazionale:
la radio di bordo.
Sulla
Terra, ero appassionato di Radioascolto, stavo in piedi la notte per ascoltare
stazioni lontane continenti, con radioricevitori costosissimi e sofisticati,
antenne dalle prestazioni elevate, ma alla lunga le cose da ascoltare erano
sempre le stesse, e dello stesso genere.
Ero
in ‘competizione’ con altri appassionati, facevamo gare d’ascolto, dove
io, nonostante fossi spesso equipaggiato con strumenti piu’ sofisticati,
regolarmente venivo superato da almeno dieci-quindici concorrenti, avvantaggiati
da migliori condizioni orografiche o maggiore esperienza e costanza.
Ora,
vorrei davvero vedere la faccia dei miei ‘colleghi’, se sapessero che tipo
di ascolti faccio oggi...
La
radio di bordo ha una copertura di sintonia mostruosa: parte da 0 kHz.
e giunge ai 34 Terahertz...
Non
mi sono state fornite apparecchiature in uso dagli astronomi, perche’ il
mio non è un viaggio di studio scientifico:
il
mio è un viaggio indefinibile, preparato ed effettuato da e per
un uomo senza legami in Terra,nè in Cielo...
Finchè
le incredibili antenne al plasma e ioni di Neon, mi permetteranno di ascoltare
le emissioni terrestri ,faro’ ancora qualche ‘’sked’’ in Onde Medie, ed
ascolterò stazioni di tutti i continenti, in contemporanea, e tramite
il Discriminatore Computerizzato dell’antenna al plasma,potro’ scegliere
le emittenti che vorro’ ascoltare.
Ma
inevitabilmente, saranno le altissime frequenze, che dovrò sorvegliare,
solo lì, forse sentirò, Segnali Alieni...
O
per tanto tempo, non ricevero’ nulla, o solo roba che proviene da chissà
quale corpo celeste...
Peccato,
che ad ogni modo non potro’ inviare Rapporti di Ricezione...
La
marca del ricevitore ha un nome curioso: Sord NR2FC.
Ma
è tutt’altro che sordo...
IV.
Laggiù,
conoscevo una ragazza, che mi amava a modo suo.
Facevamo
l’amore anche tre volte al giorno, ed io pensavo ai suoi occhi, nei momenti
di inevitabile sconforto,
qui
su questo missilotto che se ne sta’ andando chissà dove nello spazio.
Sulla
Terra, nella mia città, non avevo praticamente amici: nè
avevo, ironia della sorte, più molto lontano da me, che sotto casa.
Ne
avevo, dunque, cinque, in America Latina, due in Norvegia, uno in Turchia,
ed in Italia, non più di cinque-sei...
Nessuno
di essi, mi manca realmente.
V.
A
luce spenta, seduto sulla comoda poltrona di pelle bianca, davanti a me
il megaschermo per vedere dove vado,
la
radio alla mia sinistra, e alla mia destra il Telefono Spaziale per le
scarne comunicazioni con la Terra.
Comunicazioni
rese possibili dai ripetitori interspaziali all’Antimateria, diavolerie
incredibili di cui non capisco un accidente, ma indubbiamente efficaci;
purtroppo questi ripetitori servono solo per le comunicazioni telefoniche,
non ha senso parlare di Frequenze
od
Onde, con questi gioielli di indubbia matrice aliena, che sulla Terra sono
ancora Top Secret per la quasi totalità dei suoi abitanti.
A
luce spenta, vado avanti sereno, nella cabina c’è un diffuso bagliore
blu metallico, e devo dire che sento freddo.
La
temperatura è costante, all’interno dell’astronave, ma bassa: 9
gradi centigradi quando sono sveglio e 6 mentre dormo profondamente.
Il
computer centrale controlla e dosa la temperatura...
Il
tecnico addetto all’impianto di riscldamento (lo chiamno riscaldamento...),
un greco dal buzzo enorme e prominente,
mi
ha spiegato che si vive meglio, in stato di costante riposo, con una temperatura
molto bassa.
Sarà
anche vero, ma non è molto pratico starsene imbacuccato, come fosse
sempre inverno...
E’
solo il terzo giorno, e già il mio animo è buio, come quando
stavo laggiu’...
Vado
avanti, cosciente del gelo assoluto che ho dentro di me, un gelo ben più
rigido di quello esterno all’astronave.
La
solitudine, mia corazza sulla Terra, per autodifesa, quassu’, oramai non
serve piu’, ma non ho scelta.
Resto
solo per davvero, con i miei ricordi, i miei sogni le mie utopie, e le
mille e mille stranezze, che stanno dentro di me,
e
che tornano ad occupare la mia mente, che è forse interamente dominata
da pensieri astratti, congetture indefinite, cose oniriche,
violoncelli
lontani, langudi e consolatori.
Ho
mesi e mesi a completa disposizione per ogni minuto pensiero da analizzare,
ma non analizzero’ nulla.
Viaggio
verso me stesso,ma senza convinzione.
L’unico
diario che terrò, è un diario senza tempo, senza spazio,
dove anzi temporalità e spazialità non contano, ma si compenetrano.