Brevi storie ...



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Cornici
di Camillo CATELLANI*
(Dicembre 2003)
* 36 anni nato a Pescara di origini emiliane, vive a Teramo e svolge due lavori: giostraio (da generazioni), e gestisce un Sali-Tabacchi- -Alimentari.
Cultura autodidatta ha letto una quantità esagerata di libri.
I suoi amori assoluti: Poe, Lovecraft (piu' di Poe...), Pirandello, Dante, Flaubert e Verga.
Altri hobby: radioascolto,Pc ed Erboristeria..

1)                                         SOLITUDINE

 a)   LA STANZA DEI TELEVISORI

E' acceso il televisore.
Sul programma nazionale, il monoscopio RAI.
Riprodotto, dopo venticinque anni, da uno dei suoi monitor-generatori costosi.
Giornata di sole pieno, l'angusta stanzetta senza luce, ha l'unica tapparella abbassata, serrata.
Mensole d'alluminio grigio neutro, arrivano al soffitto.
Monitor e televisori di ogni epoca, fra cui, alcuni, vecchissimi, dallo schermo grigio-crema...

b)   AMBROGIO MELGRATI

Ambrogio Melgrati, 47 anni, nato in provincia di Pavia, 20 anni di fabbrica
alle spalle, a saldare fili elettrici all'interno dei televisori, ed assemblare
componenti di radio ad onde medie, era un tipo estremamamente chiuso e riservato.
Non aveva mai avuto, incredibile, forse, donne.
Amici, in un lontano passato, qualcuno; da molto tempo, ormai, persi di vista, come in una vita antecedente.
Riparava televisori per conto di un grande negozio di Milano.
Il suo stipendio era modesto, lui non chiedeva nulla di più, a patto però che
i televisori da riparare  fossero consegnati direttamente a casa sua.
La sua professione la svolgeva in totale solitudine, ma in sei anni di lavoro,
mai nessuno si era lamentato delle sue riparazioni.

c)   ALCUNE   COSE

In una stanza oramai disabitata, oscura e disadorna, del largo appartamento occupato da Ambrogio Melgrati,
c'era un grande comò, una cassettiera ad otto tiretti, larghissima, ed alta quasi due metri, di legno antico, ma
tutt'altro che pregiato.
Dentro ogni cassettone, c'era uno scheletro.
Aprendo un cassettone si vedeva uno scheletro vestito di antichi abiti,  belli, di raso rosso bordò,
quelli femminili,  ben conservati; più rigorosi quellli maschili, neri, giacca e pantalone, e cravatta, antiquati,
obsoleti, ma rispettabili, per via del dignitoso contenuto.
Il cranio ed i capelli, in ordine, anch'essi ben conservati.
Una nebbiolina, però, all'altezza del volto, non permetteva di distinguere bene le fessure delle narici dei cadaveri.
Erano lontani antenati di Ambrogio Melgrati.

d)    LA   CUCINA   PRIMA

Un corridoio diritto, e buio, ma non troppo.
Ai due lati, i vari ingressi delle stanze.
Il primo ingresso, entrando in corridoio, a sinistra, dava alla cucina.
La cucina di quando c'era ancora tutta la famiglia al completo: la madre,
donna lombarda moderna e sana, il padre, e non si sà altro.
In fondo alla cucina, rettangolare, non molto spaziosa, ma arredata con buon gusto, e mensole moderne,
come ce ne sono in milioni di case), una finestra a due battenti, senza tendine, la tapparella chiusa.
Di sera, il padre di Ambrogio Melgrati, imponeva a suo figlio, di abbassarla:
-Tira giù le clèr!!!
La stanza era nella penombra,nessuno più entrava, in questa stanza, dal 1975.
Tutto quello che si trovava al suo interno, era del 1975, od antecedente.
Anche il televisore Brionvega, bello ancor oggi, pur se ormai datato.
Nel frigo, ancora funzionante, un tetra-pack piramidale di latte, tipico di
quegli anni, ed altre confezioni di alimenti vari, dal contenuto, oramai, a dir poco, bizzarro...
Ambrogio Melgrati, comunque, teneva la stanza ben pulita.

2.      LE  MEMORIE DI UN VESCOVO

Anche un vescovo,ama.
Don Enzo Savalli,amava non si sà bene cosa,ma amava.
Quella sera nella sua stanza,Don Enzo si sentiva proprio bene.
Fuori,c'era silenzio,Gennaio era da molti giorni,soleggiato,pur se la
temperatura scendeva rapidamente,dopo il tramonto del sole.
Don Enzo rifletteva sulla religione,sulla sua,cristiana,e su tutte le altre re-
ligioni,ogni sera,prima di addormentarsi,finiva per convincersi che tutte le
religioni erano buone,ed in cuor suo,mai avrebbe disprezzato una confes-
sione a favore di un altra!
Le memorie di un vescovo,raccontate per telefono,alla radio,una sera
come tante,un intervistatore dalla voce suadente,morbida,quaranta
minuti,prima di mezzanotte,per spiegare,con la dolcezza tipica sua,le
esperienze di vita di un fervente religioso.
In segreto,però,Don Enzo,era un laico convinto.
O meglio,per lui non esistevano confini tra fede ed ateismo: anche un
perfetto agnostico,era un fedele da rispettare.
Questa sua visione così delicata ed aperta,sbigottiva puntualmente tutti
coloro che prestavano un minimo di attenzione,ed avessero un pò di
conoscenza del tema.
Don Enzo amava la Bibbia,ma non era un fanatico,il suo era  più che
altro,un profondo rispetto,per il Libro,che aveva già letto una decina di
volte,non contando,ovviamente gli studi e le prediche che negli anni lo portarono a piegare il capo sul volume.
Però,Don Enzo amava anche i libri 'profani'.
Romanzi,anche contemporanei,amava allo stesso modo.
Dopo cena,si ritirava in una saletta illuminata debolmente,per leggere
volumetti sacri di ogni genere,ma in particolare,Le Vite e le Opere dei
Santi.
Queste letture davano al religioso una straordinaria serenità,una pro-
fondità spirituale che sfiorava l'estasi.
Era una personalità importante,ma priva di ambizioni,infatti l'alta carica non
aveva affatto illuso Don Enzo,che sentiva sempre l'inutilità e la vanità dei
riconoscimenti,dei titoli nobiliari,delle carriere militari,e così via;riconoscendo
come unica reale soddisfazione,la stima delle persone deboli e povere,che
accoglieva,quando poteva, anche alla sua tavola.
Don Enzo,una sera,ascoltò dalla Radio Vaticana,un bel programma intitolato
'TERTIO MILLENNIO ADVENIENTE'
Mi sento male,solo a ripensare al mio amico Ambrogio.
Amaro destino il suo,morto in Libano,
durante la ‘Normalizzazione’ del 2007.
Israele occupo’ l’intero Libano.
Ambrogio,era lì per degli studi archeologici,
un proiettile vagante lo fece secco,durante una sparatoria
tra soldati israeliani e libanesi musulmani ribelli.
Don Enzo...si diede alla bottiglia,ma campa ancora benone...
Anche per loro forse sarebbe stato meglio viaggiare nel cosmo,
come me.
 Le stelle,vedo le stelle brillanti,e rassereno.
Sulla terra,non avevo modo di vederle come volevo,
e come sognavo.
Una volta lessi di astronomi cinesi di 3000 anni fa’,
che scrutavano il cielo...
Come dovevano essere puliti e bui,i cieli,prima che l’ illu-
minazione elettrica inquinasse tutto.
Una sensazione di pace assoluta,calma serenità,
mi davano e mi danno ancora le stelle,
abbinavo,associavo,ad esse,alcune poesie scapigliate,
di Gualdo e Camerana.
‘’Tutto riposa al raggio della luna,
ma il viale è nell’ombra a noi davanti’’...
 

Camillo CATELLANI
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