James
G. BALLARD
Il vento
dal nulla (Wind from Nowhere,
1962)
-
URANIA n° 288 del 16 Agosto 1962 - URANIA n° 621 del 24 Giugno
1973 -
TRADUZIONE
DI MARIO GALLI
Per
prima venne la polvere.
Donald
Maitland se ne accorse mentre tornava in tassì dall'areoporto di
Londra, dove aveva aspettato inutilmente per quarantotto ore il volo della
Pan-American che doveva portarlo a Montreal. Da tre giorni non un solo
apparecchio si era sollevato dalla pista. Le condizioni del tempo continuavano
a essere proibitive: una densa cappa di nubi all'altezza di duecento metri,
e raffiche di vento della forza di un uragano che avevano quasi fatto cappottare
due 707 nel momento in cui avevano cercato di decollare. L'edificio del
terminal e le baracche metalliche dietro la stazione erano affollati da
centinaia di passeggeri che, seduti in lunghe file sui loro bagagli, cercavano
di capire qualcosa da tutto quell'incrociarsi di ordini e contrordini.... |
Deserto d'acqua
(The Drowned World, 1962)
-
URANIA n° 311 del 30 Giugno 1963 - URANIA n° 648 del 7 Luglio 1974
-
TRADUZIONE
DI STEFANO TOROSSI
Fra
breve il caldo sarebbe diventato insopportabile. Affacciato al balcone
dell'albergo, poco dopo le otto, Kerans guardò il sole levarsi fra
i fitti cespugli di gimmosperme giganti che crescevano sui tetti dei grandi
magazzini abbandonati, quattrocento metri più in là, sulla
sponda orientale della laguna. Anche attraverso il fittissimo schermo delle
foglie verde-marcio, il calore del sole era implacabile. I raggi riflessi
martellavano il petto e le spalle scoperte di Kerans facendolo sudare,
e dovette mettere un paio di grossi occhiali scuri per proteggersi. Il
disco del sole non aveva più un contorno definito. Era diventato
un'ampia eclissi che si allargava sempre più sopra l'orizzonte orientale,
simile a un'enorme sfera di fuoco. Con il suo splendore trasformava la
superficie plumbea e senza vita della laguna in una lastra di rame scintillante.
a mezzogiorno, solo quattro ore più tardi, l'acqua avrebbe assunto
l'aspetto di fuoco liquido... |
Terra bruciata
(The Burning World, 1964)
-
URANIA n° 417 del 2 Gennaio 1966 - URANIA n° 788 del 17 Giugno
1979 -
TRADUZIONE
DI MARIA BENEDETTA DE CASTIGLIONE
A
mezzogiorno, quando ormeggiò la sua casa galleggiante all'imbocco
del fiume, il dottor Charles Ransom vide in piedi sopra uno sperone di
roccia nuda, sull'altra riva, Quilter, il figlio deficiente della vecchia
che viveva sulla chiatta sgangherata ferma fuori dalla darsena riservata
agli yacht. Sorrideva agli uccelli morti che galleggiavano là attorno
e l'immagine riflessa della sua grossa testa nuotava nell'acqua tra le
piume molli, simile a una nuvola informe. Il fango secco della riva era
coperto da pezzi di carta e di legno trasportati dalla corrente e a Ransom
sembrava che Quilter, con quella sua aria trasognata, somigliasse a un
fauno impazzito che si cospargeva di foglie mentre piangeva il perduto
spirito del fiume.
Ransom
assicurò al molo le cime di prua e di poppa, dicendosi che forse
il paragone era proprio adatto... |
Condominium
(High-Rise, 1975)
-
URANIA n° 707 del10 Ottobre 1976 -
TRADUZIONE
DI BEATA DELLA FRATTINA
In
seguito, mentre mangiava del cane seduto sul balcone, il dottor Robert
Laing ripensò agli insoliti avvenimenti che si erano succeduti all'interno
dell'eneorme condominio nel corso dei tre mesi precedenti. Adesso che tutto
era tornato alla normalità, si stupiva che non ci fosse stato un
inizio preciso, un punto oltre il quale le loro vite erano entrate in una
diemnsione decisamente sinistra. Con i suoi quaranta piani, mille appartamenti,
supermercato, piscine, banca e scuola materna, il condominio offriva sufficienti
occasioni per scatenare violenze e accentuare conflitti. Ma il suo appartamento-studio
al venticinquesimo piano era l'ultimo posto al mondo che Laing avrebbe
scelto come terreno di scontro. Dopo il divorzio aveva comprato quella
specie di costosissima cella, incastrata come per caso nel dirupo della
facciata, al solo scopo di salvaguardare la sua pace, la sua tranquillità
e soprattutto il suo anonimato... |