Richard
MATHESON
Io sono Helen
Driscoll
(A Stir of Echoes ,
1958)
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URANIA n° 206 del 21 Giugno 1959 - URANIA n° 501 del17 Novembre
1968 -
TRADUZIONE
DI HILJA BRINIS
Il
giorno in cui ebbe inizio la cosa, un torrido sabato d'agosto, avevo lasciato
l'ufficio poco dopo mezzogiorno. Mi chiamo Tom Wallace, lavoro per gli
stabilimenti della North American Aircraft di Inglewood, nella california,
all'Ufficio Propaganda. Allora abitavamo a Hawthorne, in una casa d'affitto
a un piano solo, con due camere da letto, di proprietà di una delle
nostre vicine, Mildred Sentas. Frank Wanamaker, un altro vicino, ed io,
eravamo soliti recarci insieme allo stabilimento, usando a turno la mia
o la sua macchina. Ma a frank non piaceva lavorare il sabato e appunto
quel giorno era riuscito ad assentarsi con una scusa. Così satvo
rincasando da solo.
mentre
svlotavo nella Tulley Street, vidi la Mercury '51 parcheggiata di fronte
alla nostra casa: Pil, il fratello di Anne, era venuto a trovarci... |
Tre millimetri
al giorno
(The Shrinking Man,
1956)
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URANIA n° 277 del 11 Marzo 1962 - URANIA n° 774 del 11 Marzo 1979
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TRADUZIONE
DI ELADIA ROSSETTO
A
tutta prima la credette un'ondata. Poi si accorse che, attraverso, si vedevano
cielo e oceano: una barriera di spuma che si avventava contro l'imbarcazione.
Stava
prendendo il sole sul tetto della cabina: per pura coincidenza s'era sollevato
sul gomito e l'aveva vista arrivare.
-Marty!
- gridò.
Nessuno
rispose. Attraversò di corsa le tavole roventi e si lasciò
scivolare sul ponte.
-
Ehi, Marty!
La
spuma non aveva un aspetto minaccioso, ma senza saper bene perchè,
preferiva evitarla. Fece un giro di corsa intorno alla cabina, saltellando
sul legno infuocato. Era una gara con l'onda... |
Vampiri-Io
sono leggenda (I Am Legend ,
1954)
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URANIA n° 1292 del 15 Settembre 1996 -
TRADUZIONE
DI VALENTINO DE CARLO
Nei
giorni come quello, in cui il cielo era coperto di nuvole, Robert Neville
non era mai sicuro di quanto mancava al tramonto e a volte li trovava già
nelle strade, prima di riuscire a rientrare in casa.
Se
non avesse avuto tanta avversione per la matematica, avrebbe potuto calcolare
l'ora approssimativa del loro arrivo; invece, si atteneva ancora all'antica
abitudine di regolarsi sul colore del cielo per stabilire la fine del giorno,
e, nei pomeriggi senza sole, quel sistema non funzionava. Perciò,
quando il cielo era grigio, non osava allontanarsi troppo dalla sua abitazione.
Fece
il giro della villetta nel cupo grigiore del pomeriggio; dall'angolo delle
labbra gli penzolava una sigaretta, che si lasciava dietro una sottile
scia di fumo. Controllò ogni finestra per vedere se qualcuna delle
tavole era staccata... |