Così come preannunciato nel
resoconto di Marzio Tosello il romanzo vincitore del 2° Premio Urania
è stato pubblicato nel n°1160 in data 25 Agosto 1991.
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In appendice una breve biografia,
un'intervista di Silvano Barbesti all'Autore e una bibliografia fanno da
corredo al romanzo vincitore:
Anche il vincitore del secondo
Premio Urania non è un nome nuovo per quanti seguono da vicino le
vicissitudini della Fantascienza italiana. Forse tutto questo non significa
nulla, ma noi della redazione riteniamo, come abbiamo ache più volte
scritto, che non ci si improvvisa autori, ma lo si diventa poco a poco,
affinando le proprie capacità col lungo e metodico esercizio.
Una strada che Virginio
Marafante ha perseguito con costanza lungo tutto l'arco della sua vita
di appassionato di fantascienza (e non solo). |
Nato
nel 1947 a Chioggia, Marafante incontra fin da piccolo fantascienza e avventura.
Avventura fantastica sono i giochi nel paesaggio magico del delta del Po,dove
è sempre tornato per periodi più o meno lunghi di vacanze,
sono i racconti in famiglia di storie di mare, sono le sue prime letture,
i primi film visti.
"Mio
padre, dopo aver lavorato in mare, aveva preso in gestione una panetteria
con un enorme forno a legna. Ma di sera organizzava delle proiezioni di
film. Nel 1950 in quelle zone depresse non c'era ancora la corrente elettrica
e ci dovevamo servire di un vecchio gruppo elettrogeno. Le proiezioni dei
film all'aperto avevano un sapore particolare, erano, una specie di festa
per tuttl, e I'avventura, in quelle condizioni, non era soltanto sullo
schermo. Già allora,
però,
ai film western che imperavano ai quei tempi io preferivo i film di fantascienza,
quei B-movie in bianco e nero realizzati con pochi mezzi e pochi effetti
speciali che avevano un particolare senso del meraviglioso, del fantastico.
Anche le mie prime letture rispecchiavano queste scelte, questi gusti:
tanto Salgari, naturalmente, ma ero letteralmente affascinato dalle escursioni
scientifiche e avveniristiche di Verne".
La
disastrosa alluvione del Polesine costringe la famiglia a spostarsi a Milano,
e l'avventura continua, relegata soprattutto ai libri.
"Fu
mio nonno a regalarmi il primo libro di fantascienza. Era un'antologia
di racconti di autori, oggi considerati classÌci, che ho letto e
riletto più volte, sempre rapito dal sense or wònder che
sprigionavano. Ricordo ancora, ero alle medie, che la mia insegnante un
giorno chiese a tutti di portare a scuola le nostre letture preferite e
io esibii con orgoglio questa antologia e una rivista di fantascienza.
Ma il risultato non fu quello sperato. La professoressa, scandalizzata,
mi sequestrò i miei tesori e mi mise in castigo. Non paga della
sua azione repressiva, chiamò i miei genitori:'Possibile che permettiate
a un ragazzino di fare certe letture e di riempirsi la testa con tutte
quelle stupidaggini?'. Allora le cose andavano così e, anche se
la scuola non è cambiata poi
così
tanto, non erano ancora i tempi in cui ti davano un tema sulla fantascienza
come prova di maturità, come è successo quest'anno. Ma sono
contento lo stesso, perché la piccola, grande ingiustizia subita
mi spinse ancora di più verso la fantascienza, mi fece amare di
più un genere letterario tanto bistrattato. E anche perché
la fortuna che non ho avuto io all'ora l'ha avuta quest'anno mio figlio
Alessandro che, conoscendo abbastanza bene la fantascienza, è stato
contento di poter affrontare la maturità trattando per iscritto
uno dei suoi argomenti preferiti".
Marafante,
però, non si limita a leggere solo fantascienza come un monomaniaco.
"La
lettura è, deve essere, un'avventura piacevole e un'esperienza che
ti dà qualcosa, che ti fa riflettere, che ti insegna cose nuove,
che ti apre nuovi orizzonti, Così sono diventato un lettore onnivoro
e mi sono appassionato di volta in volta a Poe, Hemingway, Steinbeck, Chandler,
Mann, Dostoievskij, BuzzatÌ, Vittorini e tanti altri".
Letture
che gli sono servite per affinare la propria sensibilità e il proprio
stile, come dichiara Marafante, che si definisce un autodidatta per vocazione.
"Sì,
è un aspetto del mio carattere. Nello stesso modo mi sono accostato
anche alla musica. A 17 anni, stufo di studiare, abbandonata la scuola,
imparai a leggere la musica e a suonare la chitarra e formai un gruppo
beat con il quale cominciai a girare l'ltalia e a vagabondare tra dancing
e locali notturni. Un'esperienza molto importante per me, e anche se non
fruttava certo molti soldi mi ha dato la possibilità di dare sfogo
a una passione, di vivere un'avventura che per molti resta solo un sogno".
Nonostante
un certo successo e la soddisfazione per quel contatto con il mondo della
musica, Marafante sente il bisogno di dare alla propria vita basi più
stabili. Rientra a Milano, si diploma come geometra, si sposa e diventa
papà. Quindi incomincia una serie di lavori. Affronta la vita di
cantiere, seguendo la costruzione in Liguria di una galleria autostradale
e poi, in Piemonte, di una diga a duemila metrì d'altezza per una
nuova centrale idroelettrica. Torna a Milano per impiegarsi come contabile
in un'azienda siderurgica, poi lavora in banca, presso l'ufficio tecnico.
Nel contempo fonda, assieme a Renato
Besana,
un gruppo musicale, 'Charlie 37, col quale incide un LP, Niente di serio,
di cui compone numerose canzoni e che ha un breve successo, poi
soffocato
e fagocitato dalla marea di musica usa-e-getta importata dagli Stati Uniti.
Cambia ancora lavoro e campo di interesse, e attualmente si occupa di elaboratori
elettronici. Sembra quasi, per certi versi, di seguire la biògrafia
di un autore americano. come nella migliore tradizione. - Ma perche tanta
irrequietezza?
"Irrequietezza
non è il termine giusto. Piuttosto è paura della noia, rifiuto
della quotidianità monotona e ripetitiva, bisogno di nuovi stimoli.
Quando un'esperienza lavorativa mi ha dato tutto quanto poteva, non mi
interessa più. La ritengo una cosa finita, che potrebbe continuare
solo in modo sterile. Allora: grazie, è stato bello ma è
tutto finito. E non solo col lavoro.. Anche con la musica è andata
a finire così. Suonare mi dà sempre un brivido, un piacere
particolare, ma oramai lo faccio solamente per gli amici, anche se qualche
volta mi lascio tentare".
E
con la fantascienza?
"Be',
la scrittura è un'esperienza troppo vasta per poterla esaurire così.
Ho cominciato a scrivere le prime cose negli anni Settanta e ho pubblicato
il mio primo racconto, Servocasa, nel 1976. Ma da allora, pur avendo
scritto e pubblicato, partecipato a incontri e dibattiti culturali e a
convention di settore, ho attraversato un paio di brevi crisi. Mi sono
allontanato un po' dall'ambiente per rigenerarmi e poi sono rientrato,
più motivato di prima, anche se il fatto che
agli
autori italiani continui a essere riservato uno spazio minimo m'infastidisce.
Comunque, per quanto mi senta un autore di genere e per quanto prediliga
in linea di massima la narrativa di genere, non mi dispiacerebbe scrivere
anche altre cose. Non sarebbe tradire la fantascienza ma vivere più
a fondo l'esperienza della scrittura. Ho già qualcosa di più
di un progetto per un romanzo storico avventuroso, ma.. se son rose...".
Sete
di esperienze diverse, conoscenze in campi disparati, spirito di avventura,
interessi scientifici (per un certo periodo Marafarite si era appassionato
anche di astronomia e si era dedicato allo studio e all'osservazione del
cielo), contatto diretto e quotidiano col mondo in continua evoluzione
dei computer: come si miscelano questi elementi nella sua narrativa e come
la condizionano? Per Marafante sono tutti ingredienti che si possono dosare
differentemente per dar vita a lavori originali anche molto diversi fra
loro.
"Non
amo le etichette, e non mi ritengo attratto di più da un sottogenere
del fantastico piuttosto che da un altro. Sarebbe troppo limitativo. Certo,
parlando di fantascienza mi sembra normale che un pilastro portante della
vicenda sia la forte presenza di un elemento scientifico o tecnologico
caratterizzante. Come per il romanzo giallo l'analisi deduttiva, scaturita
dalla mente del detective, diviene il nucleo della storia, così
l'invenzione fantastica e I'estrapolazione scientifica in senso generale
devono essere il perno attorno al quale ruotano personaggi e situazioni
in una storia di fantascienza. Anzi, sono le situazioni stesse a svilupparsi
dall'ipotesi iniziale, coinvolgendo tutto ciò che vi sta attorno.
Comunque, un racconto è valido se propone un 'idea
originale
in cui i personaggi sono caIati in modo verosimile, convicente".
E,
infatti, se il suo primo romanzo L 'insidia dei Kryan, che ha vinto
il Premio Italia nel 1980 all'Eurocon di Stresa, ha una forte componente
tecnologica, il suo racconto Il dottor Freud, suppongo, che si è
classificato terzo al Premio Italia 1990, vive di atmosfere rarefatte e
narra del fantastico incontro fra il padre della psicanalisi e il principe
Dracula nella Vienna di inizio secolo, storia elegante e ironica, sognante
e ricca di fascino, ben ambientata e colta, in cui l'elemento storico-fantastico
sostituisce quello scientifico-tecnologico, con pieno successo.
a
cura di Silvano Barbesti
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BIBLIOGRAFIA
Romanzi
1979
L 'insidia dei Kryan ( Cosmo Argento n. 87, Ed. Nord, Milano), vincitore
Premio Italia 1980.
1991
Luna di fuoco, Luna di morte (Urania n. 1160, Mondadori, Milano), vincitore
Premio Urania 1990.
Racconti
1976
Servocasa (Cosmo Informatore n. 3/4, Ed. Nord, Milano), vincitore PremioSFIR.
1977
Commando suicida (Battaglie stellari, GEIS, Milano).
Profumo
di fragole (Robot n. 16/17, Armenia. Milano) .
1978
L'ultimo inganno (nell'antologia di AA. VV .Universo e dintorni a cura
di I. Cremaschi, Garzanti, Milano).
1980
Gli occhi del lago (La Collina n. 1, Ed. Nord, Milano ).
Vita
da macchine (The Time Machine, Padova).
1981
Incontro (The Time Machine , Padova).
1982
Gravità zero (Omni dicembre, Ed. Peruzzo, Milano).
1984
L 'antica vita della città sommersa (Futura giugno, Ed. Peruzzo,
Milano).
1988
Sotto la cenere (Futuro Europa n. 1, Perseo Libri, Bologna).
Sabbia
(nell'antologia di AA. W. Pianeta Italia, WSF Italiana e Perseo Libri,
Bologna).
1989
Il dottor Freud, suppongo (Futuro Europa n. 3, Perseo Libri, Bologna).
Il
prigioniero (Vernice fresca D. 2, Immagine & Dettaglio, Rho). |
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