Il 16 luglio,
nella sede della Mondadori a Segrate, la giuria finale del premio Urania
2001 (l'anno si riferisce all'emissione del bando) ha scelto il miglior
romanzo italiano inedito fra quelli giunti in redazione, e che viene pubblicato
in questo numero. Il vincitore è risultato Lungo
i vicoli del tempo di Lanfranco Fabriani
(Roma), un ottimo testo sui viaggi temporali che non trascura
un'accurata ambientazione italiana. I romanzi pervenuti al concorso sono
stati poco più di sessanta e una pre-giuria composta
da lettori della redazione
e giurati con una precedente esperienza del premio ha ridotto il numero
dei papabili a dodici. La giuria finale, composta da Silvia
Castoldi, Vittorio Curtoni, Stefano Di Marino, Giuseppe Lippi, Marzio Tosello
e Riccardo Valla, è arrivata alla decisione ultima dopo
aver esaminato tutti gli altri finalisti:
Più che umani
di Paolo Lo Giudice
(un racconto piuttosto serrato ambientato su una stazione spaziale);
Alma di Mariella
Dal Farra
(una vicenda a base di doni);
Lasciate in pace gli
eroi di Clementina Buono (viaggi nel tempo anche qui, ma
con il tentativo di assassinare Garibaldi);
Città verde
di Vincenzo Spasaro
(una inquietante previsione ecologica);
Astronave Stardust
di Claudio Asciuti
(la biografia di un ipotetico autore italiano di sf);
Tecniche di volo da
vento solare di Massimo Mongai ("storia cosmica che parte
dal piCColo e arriva a cavalcare l'intero spaziotempo", Come la definisce
Vittorio Curtoni);
Il lungo viaggio
di Paolo Aresi
(una solida avventura interplanetaria con echi di 2001);
L 'arma di Tauros
di Monica Tessarin
(un'amabile fantasaga scozzese);
La fabbrica di
Emanuele Cassani
(cupa antiutopia del lavoro in fabbrica, ambientata in un mondo dove tutti
portano nomi ellenici);
Eden di Maurizio
j. Bruno (un'avventura
dai toni profetici);
Il libro del teonauta
di Errico Passaro
(un'ingegnosa vicenda a sfondo mitico-religioso).
Anche quest'anno la varietà
dei temi trattati e i diversi punti di vista narrativi hanno conferito
al premio varietà e freschezza. Il romanzo vincitore si era già
segnalato in una prima versione in una precedente edizione del premio,
e accuratamente riveduto e Corretto dall'autore è riuscito questa
volta a qualificarsi primo. È con particolare piacere, quindi, che
lo consacriamo miglior romanzo dell'anno e lo pubblichiamo in questo numero.
Crediamo che, dopo dodici
anni di vita, il premio abbia di che andare fiero: ha lanciato autori come
Valerio Evangelisti, Luca Masali, Nicoletta Vallorani,
Francesco Grasso; ha riproposto all'attenzione autori costanti
nella loro produzione come Vittorio Catani, Virginio
Marafante, Claudio Asciuti e Donato Altomare. Ha scoperto talenti
come quello di Massimo Mongai e Massimo Pietroselli,
e siamo certi che in futuro continuerà a riservarci piacevoli sorprese,
grazie anche all'incoraggiamento e all'interesse dei lettori.
A tutti, quindi, buona lettura
in attesa dell'edizione 2002-2003.
G. L.
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