I CLASSICI FANTASCIENZA n°28 |
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di John WYNDHAM |
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| John Wyndham, insuperato cronista di invasioni, può essere considerato l'Alfred Hitchcock dell'orrore planetario. Allo stesso modo del famoso cineasta, egli gioca sui piccoli particolari quotidiani, sui personaggi più o meno comuni, sulla impercettibile crescita della temperatura angosciosa. Garbo, umorismo, scetticismo, sono tutti elementi che contribuiscono a contuplicare l'effetto di sconvolgimento quando infine il mistero si svela, la spaventevole verità appare, il mostro entra in scena, e l'umanità si accorge di essere a un passo dalla perdizione. | ||||||
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| Pagina 7 Romanzo "Il risveglio
dell'abisso" (The Kraken Wakes). Traduzione di Tom Arno.
Pagina 175 Fine del Romanzo |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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GENNAIO 1979 |
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di Alfred E. VAN VOGT |
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| Come lsaac Asimov modellò la sua "trilogiá galattica" sulla Decadenza e caduta dell'impero romano di Gibbon, così A.E. Van Vogt si è ispirato per questa sua crociera classica nell'infinito a un altro illustre precedente, la famosa relazione che Charles Darwin pubblicò al ritorno della nave Beagle dal viaggio intorno al mondo. Come il veliero del grande naturalista, l'astronave Argus è infatti incaricata di esplorare pianeti e galassie lontanissime ed ha a bordo un nutrito e litigioso gruppo di scienziati. Gli enigmi, le sorprese, i pericoli che essi incontrano sulle rotte cosmiche e le strabilìanti osservazioni e dati che via via raccolgono sulla vita extráterrestre danno vita a una narrazione di lucido rigore scientifico unito a un avvincente senso d'avventura e di meraviglia | ||||||
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| Pagina 7 "Crociera nell'infinito"
(The Voyage of the Space Beagle). Traduzione di Sergio Sué.
Pagina 223 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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FEBBRAIO 1979 |
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di L. Sprague DE CAMP & P. Schuyler MILLER |
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| Il senso di disagio e di vaga inquietudine, se non addirittura di irritazione, che quasi tutti proviamo guardando nelle gabbie dei giardini zoologici le grandi scimmie antropomorfe - gorilla, scimpanzé, orangutàn - ha probabilmente ispirato questa classica "avventura nel tempo" che vede un gruppo di esseri umani sperduti in una società completamente "scimmiesca". Ma se lo spirito del romanzo e le peripezie dei suoi protagonisti sembrano appartenere al genere avventuroso, il loro significato è, in realtà di bruciante satira, e a spese non dei gorilla, ma dell'Homo Sapiens. | ||||||
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| Pagina 5 "Gorilla Sapiens"(Genus
Homo). Traduzione di Patrizio Dalloro.
Pagina 175 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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MARZO 1979 |
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di Murray LEINSTER |
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| "Oggi" dicono "un uomo isolato, uno che lavori per conto suo, non può fare niente di buono specialmente nel campo della scienza e della tecnica." Sarà vero. Ma può anche essere un trito, malinconico luogo comune, e questo felice romanzo di Murray Leinster provvede a smentirlo una volta per tutte. Il garagista e meccanico Bud Gregory infatti lavora solo quando ne ha voglia e strettamente per conto suo. Ma tutta la scienza ufficiale e organizzata degli U.S.A. dovrà correre da lui, col cappello in mano, a pregarlo di fare qualcosa per scongiurare le mortali minacce che si stanno addensando sulla Terra. "Fai qualcosa" dicono "Bud!" E Bud vedrà quello che si potrà fare. | ||||||
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| Pagina 7 "L'uomo che vedeva gli
atomi" (Out of This World). Traduzione di Delfo Ceni.
Pagina 172 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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APRILE 1979 |
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di Fredric BROWN |
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| A che cosa è dovuta l'agghiacciante epidemia di suicidi che tiene in una stretta di terrore un tranquillo villaggio americano? Lo sceriffo non ne ha idea ma il lettore potrà identificarsi fin dal principio col mostruoso individuo (individuo?) che ne è l'oscuro responsabile. E potrà spiare con i suoi occhi (i suoi occhi?) le due singolari (singolari?) creature che si stanno avvicinando: "Erano due, una leggermente più grossa dell'altra, ma tutte e due di una certa grandezza. Erano evidentemente di una razza intelligente, dato che tutte e due portavano indumenti e solo le razze intelligenti, a un certo punto del loro sviluppo, portano indumenti. Camminavano eretti e avevano due gambe e due braccia. E anche due mani..." | ||||||
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| Pagina 5 Romanzo "Gli strani
suicidi di Bartlesville" (The Mind Thing). Traduzione di Mario Galli.
Pagina 174 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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MAGGIO 1979 |
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di Arthur C. CLARKE |
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(dalla 2^pagina) |
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| Per diversi anni Arthur C. Clarke ha vissuto a Ceylon, dedicandosi interamente allo studio dei mondo sottomarino. Come Asimov, Arthur C. Clarke è un eccezionale divulgatore scientifico, sempre attento a mantenere anche nelle sue opere narrative un fondo di scrupolosa verosimiglianza. In questo romanzo, ancora una volta la sua passione di scienziato si combina felicemente con il suo talento di narratore per guidarci attraverso le meraviglie, le insidie, i terrori, di quello che è, in fondo, il nostro più vicino "pianeta sconosciuto": il mare. | ||||||
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| Pagina 7 Romanzo "Le porte dell'oceano"
(Dolphin Island). Traduzione di Bianca Russo.
Pagina 133 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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GIUGNO 1979 |
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di Rex GORDON |
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| Nessuno ha mai osato sostenere che "Robinson Crusoe" (o più precisamente: "La Vita e le Strane, Sorprendenti Avventure di Robinson Crusoe di York, Marinaio, che visse Ventotto Anni completamente solo in un'isola disabitata presso la Costa dell'America e la Foce del Gran Fiume Orenoco, essendo stato gettato a Riva in un Naufragio nel quale tutti perirono salvo lui stesso") sia un romanzo di fantascienza. Eppure lo spirito è quello, lo stile è quello, ed è innegabile il suo influsso su opere di "precursori" come Poe, Verne, Wells. A queste opere, nel 1956 se ne aggiunse un'altra che nel titolo dell'edizione inglese (No Man Friday, "Nessun uomo chiamato Venerdì" rivelava la sua discendenza da Defoe, mentre in quello dell'edizione americana (First on Mars, "Primo su Marte") riconosceva il suo debito verso Wells e i "Primi uomini nella Luna". Forse il sospetto che si trattasse di un'imitazione, di un pastiche, nocque al libro, che nei paesi anglosassoni non ebbe alcun particolare successo; per cui nell'edizione italiana ebbe un terzo titolo, - col quale oggi lo ripubblichiamo. Ma nel frattempo, anche all'estero, questo "Prigioniero del silenzio" è stato riconosciuto per quello che è: un romanzo perfetto, un'opera assolutamente originale, un "classico" di pieno diritto. | ||||||
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| Pagina 5 "Prigioniero del silenzio"
(No Man Friday). Traduzione di Beata Della Frattina.
Pagina 175 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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LUGLIO 1979 |
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di Roger ZELAZNY |
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| L'epoca western dei carri coperti e delle diligenze, i leggendari viaggi del Pony Express "da costa a costa", rivivono in questa classica traversata da "dopo bomba". In un'America geologicamente sconvolta, butterata da immensi crateri e da invalicabili spaccature, corrosa dalle radiazioni, percorsa da cicloni e tempeste magnetiche e invasa da una fauna mostruosa, una colonna di veicoli corazzati si avvia sulla lunga terribile pista dal Pacifico all'Atlantico. | ||||||
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| Pagina 5 Romanzo "La pista dell'orrore"
(Damnation Alley).Traduzione di Mario Galli.
Pagina 172 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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AGOSTO 1979 |
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|
di Chad OLIVER |
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| "A questo punto, di nuovo il rumore. Qualcosa... si apriva. Weston Chase si voltò. Qualcosa... qualcuno... stava uscendo da un foro apertosi in fondo alla caverna: un essere alto, tanto da dover restare piegato,in due per non urtare contro la volta. Un essere dalla faccia cadaverica, bianca e molle come la pasta. Un essere con due occhi... L'essere lo vide... Avanzava." La storia che comincia in questo clima di horror, che prosegue in una tesa atmosfera d'angoscia, e che si chiuderà sotto il segno della speranza, è stata una delle grandi tappe della FS americana degli anni '50: una storia profetica ieri, attualissima oggi. | ||||||
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| Pagina 5 "Le spirali del tempo"
(The Winds of Time). Traduzione di Carlo Rossi Fantonetti.
Pagina 191 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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SETTEMBRE 1979 |
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|
di Robert A. HEINLEIN |
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| L'antichissima aspirazione umana di creare una razza perfetta ritorna in questo romanzo biologico di Robert Heinlein, uno scrittore che ha sempre avuto un debole per le utopie basate però su ingegnose estrapolazioni scientifiche. Qui, in questa Terra del lontano futuro in cui tutti o quasi i problemi della sopravvivenza e della convivenza sono stati risolti, la blanda burocrazia che governa gli uomini si preoccupa non tanto di progettare dei semidei, quanto di selezionare e riprodurre certi caratteri genetici indispensabili alla specie, attraverso un delicato, complicato gioco di equilibrio tra psicologia ed elettronica, tra istinti e statistiche. E' un terreno minato, nel quale le cose possono a ogni momento sfuggire di mano ai programmatori, degenerare in follie razzistiche o al contrario dar luogo a positivi, stupefacenti progressi. | ||||||
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| Pagina 5 "Oltre l'orizzonte "
(Beyond This Horizon).Traduzione di Maria Gallone.
Pagina 253 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |