I CLASSICI FANTASCIENZA n°46 |
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di Margaret St. CLAIR |
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| Montagne di cadaveri chiusi in sacchi di plastica, superstiti che stanno alla larga l'uno dall'altro, profondissime caverne piene di viveri in scatola; eppure questo non è un romanzo sulle conseguenze della guerra atomica. E' la storia di un uomo che si crede qualsiasi e che scopre a un tratto di essere molto importante. Ma che cosa si vuole da lui? Chi sono i suoi misteriosi amici? E i suoi nemici? Di livello in livello, attraverso una stupefacente "discesa agli inferi" che gioca sul doppio quadro di fantascienza e fantasy, si compie a poco a poco il destino del protagonista, e si conclude quella che è forse una delle più insolite trame dei genere. | ||||||
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| Pagina 5 Romanzo "Il segno
della doppia ascia" ( Sign of the Labrys) Traduzione di Enrica La Viola.
Pagina 175 Fine del Romazo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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SETTEMBRE 1980 |
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di Philip K. DICK |
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| E' di moda, da qualche anno, il cosiddetto problema dell'alienazione. Molta gente si sente, o dice di sentirsi, a disagio nel proprio mondo, estranea, tagliata fuori; peggio ancora, ha l'impressione di essere manipolata, usata come un oggetto, ridotta a passivo strumento in un gioco maligno e incomprnsibile. A quanti soffrono di tali afflizioni, vere o immaginarie, consigliamo la lettura di questo libro, dove in seguito a un incidente scientifico, otto persone diversissime (un negro, una zitella, un vecchio militare, un ingegnere con la moglie, un poliziotto, ecc.) si trovano a vivere in un mondo che non ha grottescamente più nulla a che fare con quello conosciuto da loro. C'è chi cerca di adattarsi, e chi cerca di uscirne. Ma solo per entrare in un altro mondo, completamente diverso dal primo, e altrettanto pazzesco. In un crescendo di alienazioni, una più sbalorditiva, pericolosa e assoluta dell'altra, vicino alle quali la nostra pur deplorevole società poco meno che un paradiso. | ||||||
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| Pagina 7 "L'occhio nel cielo"
(Eye in the Sky). Traduzione di Beata Della Frattina.
Pagina 161 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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OTTOBRE 1980 |
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di Algis BUDRYS |
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| La mia società si è resa conto dice il rappresentante della ditta Doncaster al principio di questo romanzo, che la vita moderna è particolarmente logorante per un certo tipo di persone. E si è quindi specializzata in... In che cosa? Non in ciò che il lettore italiano potrebbe credere, dato che siamO a New York nel 2197, e ormai, contro il logorio della vita moderna, c'è poco da fare: neanche il carciofo basta più. La ditta Doncaster ha dunque scelto un'altra strada: quando un uomo d'affari si sente così logoro da non poter più risolvere le sue difficoltà, non ha che da rivolgersi direttamente a lei. La Doncaster offre sempre una via d'uscita, una soluzione molto ingegnosa che non lascia tracce né strascichi sulla Terra. Certo il prezzo è un po' alto, ma nessuno dei clienti che si sono serviti della Doncaster è mai tornato a reclamare. Mai. | ||||||
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| Pagina 7 "Pianeta difficile"(Man
of Earth). Traduzione di Mario Galli.
Pagina 143 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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NOVEMBRE 1980 |
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di John WYNDHAM |
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| Ciò che soprattutto colpisce di questo romanzo ricchissimo, è che gli anni sembrano renderlo sempre più plausibile, sempre più vicino alla nostra realtà. Pubblicato per la prima volita a puntate nel 1951 sulla rivista americana Collier's (periodico di varietà con vari milioni di lettori) Il giorno deí Trífidí fu un trionfo istantaneo, la prima affermazione "di massa" dellá fantascienza moderna, dopo Verne e H.G. Wells. Da allora, non ha fatto che crescere, in ogni senso. La conquista dello spazio è cosa fatta; le epidemie più o meno misteriose sono tra noi; il caos nelle città, l'impotenza dei poteri militari e civili, la disgregazione sociale, sono alle nostre porte. Il mondo impazzito di terrore che poi si riássesta su spietate basi medioevali, non è più per noi una fantasia remota e impossibile. E chissà che un giorno non lontanissimo anche i Trifidi, questo mobile flagello vegetale, così innocuo nell'aspetto e così feroce nelle abitudini, non cominci a dondolare nei nostri campi la sua frusta letále. | ||||||
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| Pagina 5 "Il giorno dei trifidi
" (The Day of Triffids). Traduzione di Maria Bulgheroni.
Pagina 271 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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DICEMBRE 1980 |
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di Richard MATHESON |
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| Richard Matheson è uno dei più "grandi esploratori" della fantascienza, di cui ha percorso, senza mai ripetersi, tutti i campi possibili. Le sue storie sempre memorabili hanno affrontato ogni volta un tema diverso: dal falso robot di Acciaio al povero mostro di Nato d'uomo e di donna ai terrificanti infra-terrestri di Su dai canali: dalla quarta dimensione di Bambina perduta e dalla satira sessuale di Fenomeno culturale alla tragedia atomica di Regola per sopravvivere e alla spietata, raccapricciante sociologia dell'Esame; dai fenomeni di veggenza dell'Uomo delle domeniche al Duello tra auto e camion dell'ornonimo capolavoro del regista Spielberg. In questo, che è uno dei suoi rari romanzi "lunghi", egli ci dà un'altra prova del suo genio per le evocazioni inquietanti, angosciose, e tuttavia sempre calate nella realtà del nostro tempo. | ||||||
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| Pagina 7 "Io sono Helen Driscoll
" (A Stir of Echoes). Traduzione di Hilia Brinis.
Pagina 186 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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GENNAIO 1981 |
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di Charles Eric MAINE |
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(dalla 2^pagina) |
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| Come i trifidí di Wyndham questo inarrestabile contagio di Maine è uno dei classici del naturalísmo fantascientifico inglese: una di quelle màgistrali e paurose cronache dove tutto è quotidiano, riconoscibile, vero, anche se fin dáll'inizio entra in scena un elemento imprevisto che sconvolge la vita di tutti e finisce per gettare la società nell'anarchia più completa e selvaggia riducendo uomini e donne a bestie impazzite dal terrore che lottano per sopravvivere. | ||||||
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| Pagina 7 "Il grande contagio"
(The Darkest of Nights). Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 180 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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FEBBRAIO 1981 |
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|
di Sterling E. LANIER |
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| L'antica istituzione anglosassone dei club ha dato vita a un'altra istituzione altrettanto solida: il narratore di club, ossia il socio che accanto al camino, con un bicchiere di Porto in mano, racconta le sue avventure di caccia e di guerra. Questa cornice, che è poi la stessa del Décamerone e che è stata utilizzata da innumerevoli scrittori in ogni paese e in ogni secolo, viene qui felicemente ripresa per introdurre i lettori-ascoltatori nelle pieghe ambigue e agghiaccianti del soprannaturale. Il brigadiere Ffellowes (nell'esercito inglese il grado è una via di mezzo fra colonnello e generale), ex ufficiale del Servizio Segreto di Sua Maestà Britannica, ha molto viaggiato e molto visto. Ma la sua voce tranquilla, il suo stile pacato, non sono che un espediente per meglio terrorizzare l'auditorio: i suoi strani incontri, le sue misteriose "conoscenze", i foschi enigmi da lui disseppellití nei quattro angoli dei mondo, costituiscono una delle più belle raccolte del genere dopo i Racconti Straordinari di E. A. Poe. | ||||||
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| Pagina 5 Sommario
Pagina 7 "Le tre sorelle" (A Feminine Jurisdition). Traduzione di Angela Campana. Pagina 40 "Safari" (His Only Safari). Traduzione di Beata Della Frattina. Pagina 70 "I re del mare" (The Kings of the Sea). Traduzione di Beata Della Frattina. Pagina 95 "Dal paleozoico" (The Leftovers). Traduzione di Beata Della Frattina. Pagina 108 "Società segrete" (Fraternity Brother). Traduzione di Beata Della Frattina. Pagina 126 "L'isola del soldato" (Soldier Key). Traduzione di Beata Della Frattina. Pagina 164 "L'isola della tartaruga" (And the Voice of the Turtle). Traduzione di Lella Cucchi. Pagina 207 "L'isola di Van Ouisthoven" (A Father's Tale). Traduzione di Rosella Sanità. Pagina 258 "Misura di mostro" (Thinking of the Unthinkable). Traduzione di Giuseppe Montini. Pagina 269 Fine dell'Antologia. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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MARZO 1981 |
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di Frederik POHL & C. M. KORNBLUTH |
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| Quando questo romanzo fu scritto, nel 1962, la maggior parte degli italiani "abbienti" andava in giro in 600 o in scooter, e dei supermarket si parlava come di una novità sospetta. Oggi, che siamo passati anche noi per il grande carnevale consumistico, di cui anzi le luci cominciano qua e là ad affievolirsi, le grottesche anticipazioni di Pohl e Kornbluth acquistano, col senno di poi, un valore veramente classico. La forza del libro stá senza dubbio nella sua incalzante vivacità di ritmo e di ricchezza di sorprese; ma più ancora nell'aver evitato le facili prediche, le invettive, i vacui moralismi. Pohl e Kornbluth - è questa la loro geniale intuizione satirica - non gridano "al lupo!" ma cedono la parola al lupo stesso, cioè a Mitchell Courtenay, alto funzionario di un'onnipotente agenzia pubblicitaria, contentissimo di sé, del suo lavoro, della sua vita, perfettamente integrato nel "sistema". E stanno a vedere quello che gli succede. | ||||||
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| Pagina 7 "I mercanti dello spazio"
(The Space Merchants).Traduzione di Andreina Negretti.
Pagina 184 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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APRILE 1981 |
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|
di John CHRISTOPHER |
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| Alla stessa razza dei Trifidi appartiene questo Virus Chung-Lí, che partendo in sordina dall'Estremo Oriente si sposta a poco a poco verso l'Europa resistendo a tutti i veleni, a tutti gli isotopi, a tutte le difese che la scienza occidentale innalza contro di lui. Secondo il classico schema di Wyndham, anche John Christopher adotta il punto di vista di una famiglia inglese tradizionale, che assiste dapprima con distacco, con tranquillità, alla lenta avanzata dell'invisibile nemico. Ma da un mese all'altro, da una stagione all'altra, le cose cominciano a cambiare anche nella solida Inghilterra. Scarseggiano i cereali, la carne, e tutta la catena alimentare dell'uomo è in pericolo. La gente ha paura, nonostante le assicurazioni ufficiali e gli appelli alla calma. Le grandi città rischiano il caos totale e la morte per fame. Chi vuole uscirne trova posti di blocco militari, e deve farsi strada a fucilate. Nella disgregazione dell'ordine sociale, ognuno ridiventa lupo, volpe, serpente. E la salvezza è incerta, la lotta per sopravvivere spietata, la mente dei profughi lontana. | ||||||
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| Pagina 5 "Morte dell'erba" (The
Death of Grass). Traduzione di Mario Galli.
Pagina 217 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |
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MAGGIO 1981 |
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|
di Robert SHECKLEY |
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| Il romanzo di peripezia o di "ricerca" è molto frequente nella fantascienza; e a dire la verità, il congegno narrativo dell'eroe cui ne succedono di tutti i colori mentre viaggia verso una meta lontana, è all'origine stessa, con Ulisse, della letteratura occidentale. Ma questo signor Carmody, americano d'oggi cui succede di trovarsi scaraventato nel mezzo addirittura dell'universo, e di non riuscire più a ritrovare la piccola Terra fra miliardi di miliardi di mondi, ha ben poco dell'eroe. Fa pensare semmai ai personaggi di Woody Allen, a quei candidi e un po' isterici produttori di paradossi e fulminanti battute, schiacciati tra una logica stralunata e una rigorosa follia. Conversazioni con un ingegnere edile che fabbrica pianeti in economia; dotte dispute con Dio; divagazioni con un dinosauro filosofo; rapporti amorosi con una città troppo possessiva; e la persistente compagnia di un Premio proteiforme e chiacchierone, che fa a Carmody da maestro, maggiordomo, consulente e fratello maggióre. Un gioiello in quel genere raro che è la fantascienza "pazzesca". Uno dei mondi più rutilanti e vertiginosi del sistema Sheckley. | ||||||
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| Pagina 7 "Il difficile ritorno
del signor Carmody " (Dimension of Miracles).Traduzione di Maria Benedetta
De Castiglione.
Pagina 188 Fine del Romanzo. |
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ALTRI
DATI
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generale dei Classici |