Peccato, veramente peccato,
che questo Magazine di "Fantascienza, Realtà Alternative e Misteri
del Passato", non abbia continuato le sue pubblicazioni ma si sia
fermato ad un interessantissimo numero 1.
Per cogliere a pieno la
qualità dell'impostazione di questa rivista basta leggere l'editoriale
di Sebastiano Fusco - Direttore di quest'impresa editoriale in collaborazione
con Gianfranco De Turris -che riportiamo di seguito unitamente al sommario,
che da un'idea ancora più concreta del contenuto pubblicato.
EDITORIALE:
TRE
SFIDE
Dicebamus
heri... Può sembrare un controsenso
utilizzare
una lingua del passato come il latino per
presentare
una rivista dedicata al futuro. Proviamo a
usare
allora un'altra espressione: "Dove eravamo rimasti?" Già, dove?
Eravamo nel 1981 allorche noi due che vi stiamo scrivendo -Sebastiano Fusco
e Gianfranco de Turris- dirigevamo insieme le collane di fantascienza di
un editore romano: poi, per una serie di motivi, le nostre strade si sono
separate ricongiungendosi nel 1997, dopo aver chiarito una serie di Questioni
e verificato che le posizioni erano Quelle di sempre. E adesso eccoci qui,
dopo vent'anni. Una generazione umana e letteraria alle spalle.
Vent'anni
sono molti anche per la fantascienza. Che c'è di mutato fra l'inizio
degli Anni Ottanta -Quando il genere stava entrando in una delle sue cicliche
crisi -e gli Anni Duemila? La novità si può riassumere così:
Quattro lustri fa la narrativa dell'Immaginario (science fiction, fantasy,
horror) era ai margini della cultura e, nonostante tanti sforzi, non era
riuscita a imporsi come genere anch'esso di "serie A" (anche se se ne vedevano
i prodromi); oggi è tutto diverso. Oggi siamo immersi totalmente
in una cultura che all'Immaginario fantascientifico, fantastico e orrorifico
attinge a piene mani. E' sufficiente guardarsi intorno: ormai non esiste
più alcun aspetto della vita contemporanea che non si rifaccia ai
temi, ai miti e ai simboli che sono stati e sono ancora propri di questi
generi. E non solo nei mass media, ma specialmente in tutte le attività
ludiche, o che si rifanno alla pubblicità, o che sfruttano i nuovi
ritrovati tecnologici. La fantascienza è diventata il "pane quotidiano"
dell'umanità alle soglie del Terzo Millennio. Non soltanto non scandalizza
più, ma
quasi
non stupisce più!
E'
questo, attualmente, il suo problema di fondo. Non useremo proprio noi
il luogo comune della "realtà che ha superato la fantasia", dopo
averci ironizzato su per tanto tempo. Ma sta di fatto che la situazione
è questa. La narrativa dell'Immaginario reagisce allora adattandosi
ai tempi: si modifica, fa avanzare le frontiere della fantasia e della
speculazione scientifica, |
basandosi
su Quelle che sono la sue caratteristiche di fondo, come da anni - ormai
trenta, ahinoi - andiamo scrivendo: il senso del meraviglioso, e il suo
essere alternativa a questa Realtà. Caratteristiche che non si ritrovano
in altri generi letterari.
Con
questa rivista affrontiamo alcune sfide. Nasce dopo che, per quattro lustri,
non se n'era più pubblicata alcuna analoga: l'ultima chiuse nel
1979. Nessuno, da allora, era più sceso in campo. Ma da allora le
cose sono parecchio cambiate, e la science fiction non la leggono (o la
vedono, o la giocano) soltanto gli iper-fan di romanzi e film. Oggi c'è
un pubblico parecchio più vasto: ad esso ci rivolgiamo. Questa è
la prima sfida: il tipo di pubblicazione che mandiamo in edicola.
La
seconda è il formato. Non nuovo, certo, ma nuovo per il nostro genere
letterario. La fantascienza è apparsa di solito nel formato digest,
sia negli Stati Uniti, a partire dagli Anni Cinquanta, sia in Italia. Oggi
il formato magazine è la norma per i settimanali e mensili,
ma in precedenza lo adottarono solo l' Analog di Campbell in America e,
qui da noi, il mensile Fantascienza della Ciscato curato da Maurizio Nati
e Sandro Pergameno nel 1976 e Aliens di Armenia nel 1979. E' un formato
che ci permetterà, come
vedranno
i lettori, molte cose che in precedenza erano
proibitive
o impossibili. Ad esempio, l'uso di un differente tipo di carta per le
due sezioni della rivista: un'idea che ci è sempre piaciuta e che,
prima della citata Analog, aveva caratterizzato la mitica rivista romana
Oltre il Cielo, a partire dal n.101 (1962) alla chiusura (n.155 del 1975).
La
terza sfida riguarda i contenuti. Il tentativo cioè di
preparare
e offrire, col contributo di tutti i collaboratori,
una
rivista di cultura fantascientifica. Non spaventi il
termine
altisonante: ma non sapremmo quale altro usare, dato che si collega a quanto
si diceva inizialmente, al modo cioè in cui oggi è vista
la fantascienza, la sua posizione nella società odierna. Su queste
pagine, tutto sarà affrontato ed esaminato dal punto di vista della
fantascienza, o dal punto di vista dell'Immaginario. Diranno i lettori
se ci siamo riusciti o meno, e in che misura. |
Sebastiano
Fusco
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