URANIA:
una collana sismica!!!
Terremoto:"Liberazione
rapida e improvvisa di energia meccanica dal sottosuolo, che si propaga
sotto forma di onde sismiche attraverso la crosta terrestre e gli involucri
sottostanti, manifestandosi sotto forma di scosse o vibrazioni"
Questa la definizione
che il Dizionario Enciclopedico Zanichelli
da del fenomeno che, purtroppo, in questi giorni sta flagellando il nostro
paese dalla Sicilia al Molise. L'Italia d'altra parte e' un paese che da
sempre convive con questo fenomeno, e che ciclicamente, ad ogni generazione,
paga il suo tributo consistente nella perdita di vite umane e non
solo. Personalmente, classe 1957, ricordo molto bene il terremoto del Belice
(1968), quello del Friuli (1976), quello della Val Nerina (1979) - durante
il quale ero sotto le armi -, quello devastante dell'Irpinia (1980), e
quello dell'Umbria (1997). L'Italia è un paese che è in una
posizione molto delicata da questo punto di vista posta com'è tra
il continente Eurasiatico e quello Africano. Se si osserva una cartina
geografica e si cerca di immaginare la spinta che i due continenti in avvicinamento
operano sul bacino del Mediterraneo si ha la sensazione che il nostro paese
sia come una lingua di terra destinata, con il passar del tempo, ad essere
schiacciata dalle due masse continentali contrapposte, a Nord quella Europea
e a Sud quella Africana. Per cui chi più di noi (forse i giapponesi?)
è sensibile ad un tale problema?
Così
quando la nostra collana di fantascienza ha proposto opere che avevano
come protagonista l'evento sismico, sia che questo avvenisse sulla Terra
che su altri pianeti, queste hanno suscitato nel lettore, un interesse
particolare, quasi morboso, un interesse più che altro dovuto a
quella paura latente, mai cosciente, ma sempre presente, una paura atavica,
che ci portiamo appresso da prima della nascita, in quanto tramandataci
geneticamente, e che è relativa ad uan biblica fine del mondo.
Un'antica credenza
popolare tipica a Roma è infatti quella che la fine del mondo avverrà
quando crollerà, guarda caso a causa di un terremoto, il Colosseo.
Ed è per questo crediamo che un romanzo come quello di John
Christopher "Una ruga sulla Terra"(A Wrinkle in the Skin, 1965),
che prende il via proprio da un cataclisma di dimensioni apocalittiche,
pur non essendo un'opera di alto livello, ha riscosso qui da noi un buon
successo se è vero che è stata riproposta più volte
(Urania 463, Urania 803, Classici Urania 137). |
Urania
n°463 del 4 06 1967
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Urania
n°803 del 30.9.1979
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Classici
Urania n°137 del ago 1988
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Urania
n°664 del 16.2.1975
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Classici
Urania n°84 Marzo 1984
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Un
altro classico è il romanzo apocalittico di Thomas
PAGE "La piaga Efesto" (The Hephaestus
Plague, 1973), il quale descrive un possibile
effetto di una scossa sismica cha ha davvero della piaga biblica, ecco
la trama: "In Georgia, da una crepa del terreno prodotta
da una scossa di terremoto, escono migliaia di grossi coleotteri neri che
semineranno il terrore e la devastazione su tutta la costa orientale degli
Stati Uniti. Che cosa sono e che cos'hanno questi coleotteri di così
terribilmente pericoloso? Il lettore saprà subito qual è
il pericolo, ma gli scienziati inviati dal governo in Georgia si perdono
in sterili discussioni. Soltanto James Lang Parmiter, professore di entomologia
in un modesto college capisce che non si tratta affatto di coleoptera ma
di una forma di vita mai conosciuta prima."
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Oltre la scienza,
cioè in piena fantascienza si svolge "Terremoto
di grado XIII" (Degree XII, 1972) di Leonard Daventry,
dove si descrive una situazione in cui la misurazione del sisma va oltre
la classificazione convenzionale che la scienza si è data. Chiarificatrice
a tal proposito è la quarta di copertina:
"La
scala dei terremoti ideata dall'italiano Giuseppe Mercalli (1850-1914)
prevede dieci gradi di intensità. La più moderna e scientifica
tabella delle magnitudo ne prevede dodici, di cui ecco gli ultimi due:
Xl
- Crollo degli edifici in cemento armato e delle opere civili; larghe fessure
nelle strade e nel terreno; scorrimento degli strati superficiali del suolo.
Xll
- Distruzione totale delle opere civili, abbattimento delle scarpate ferroviarie
e delle dighe; edifici rasi al suolo o inghiottiti nei crepacci; deviazione
dei corsi fluviali, maremoti e fuoriuscita delle acque dai laghi. Oltre
una determinata accelerazione delle onde sismiche, eruzioni vulcaniche
e profonda alterazione della topografia delle zone colpite.
Bene.
Proviamo adesso a immaginarci dei sempre possibili terremoti di... grado
Xlll." |
Urania
n°903 del 18.10.81
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Urania
n°1274 del 7.1.1996
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Ci piace
qui ricordare l'autore Charles Sheffield,
scomparso in questi giorni, del quale Urania ha presentato non molto tempo
fa il romanzo "Quake, pianeta proibito"
(Summertide, 1990), ambientato in un pianeta
che, come dice il titolo, è squassato dai terremoti.
Ma ecco la
trama:
"Quake,
cioè Terremoto, non è forse un nome ben augurante per un
pianeta, ma in questo caso è molto realistico: Quake appartiene
a un sistema di mondi gemelli che ogni trecentocinquantamila anni, a causa
di una particolare congiunzione, si trova al centro di forze semplicemente
catastrofiche, a confronto delle quali le " normali " maree estive del
sistema sembrano uno scherzo. Quando il romanzo si apre, il terribile momento
sta per verificarsi, e sebbene l'accesso a Quake sia rigorosamente vietato,
un gruppo di essere umani decide di sfidare la sorte e andarci a ogni costo.
Ci sono due signori che hanno interessi vitali sul pianeta; c'è
un investigatore che è alla caccia di pericolosi assassini; e c'è
un'archeologa che spera di trovare, proprio grazie al cataclisma, le prime
tangibili tracce degli Artefici, la razza misteriosa che ha lasciato dietro
di se i più enigmatici manufatti del cosmo..."
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Altri
terremoti alieni in questo Le voci del cielo (The Voices of Heaven) di
Frederik Pohl, con una trama avvincente ed il sisma protagonista:
"C'erano una volta
quattro avanposti dell'umanità intorno a quattro stelle straniere.
Finchè il Congresso decise di tagliare i fondi e le colonie furono
abbandonate a loro stesse, senza rifornimenti e senza futuro. Ma la colonia
di Delta Pavonis non era affatto disposta a morire, come lo spaziale Barry
Di Hoa avrebbe scoperto a sue spese. E i suoi aborigeni erano disposti
a collaborare con gli umani nella ricostruzione.. terremoti e altre calamità
permettendo."
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Urania
n°1353 del 17.1.1999
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Insomma come si
vede ce n'é abbastanza da far "tremare" anche il più impavido
lettore, ma la nostra ricerca, come è già successo in passato,
attende il vostro contributo attraverso la segnalzione di altre opere di
fantascienza pubblicate su Urania con protagonisti fenomeni naturali come
i terribili ^^^TERREMOTI^^^.
Enrico
Nicolucci
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