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Presentazione
di Marzio TOSELLO a pagina 5
Nel
mese di novembre di quest'anno di grazia 1989, URANIA compirà trentasette
anni. Vi sembrano molti trentasette anni per una rivista? pensate allora
che alcuni fra quelli che la leggono oggi, a quella data - era il mitico
1952 - erano ragazzini e moltissimi non erano ancora nati. Per tutti, quel
periodo iniziale, dopo così tanto tempo, perde i contorni della
realtà, sfuma nel mito, potrebbe addirittura essere definito una
sorta di "età dell'oro". Un'epoca in cui le astronavi avevano forma
di sigaro e partivano direttamente dalla terra, gli extraterrestri erano
esseri viscidi, verdolini, tentacoluti e attratti dalle terrestri, gli
astronauti erano virili, le loro donne svenevoli e sempre bisognose di
soccorso. Ovviamente non è mai esistita un'età dell'oro se
non per chi, ripensando a quand'era giovane, guarda a quei tempi con nostalgia.
Però, malgrado tutto, abbastanza eroici quegli anni lo erano. In
giro non c'erano ancora satelliti, la Luna era ancora una meta irraggiungibile
(roba da fantascienza, si diceva), e tutti speravano che l'era spaziale
avrebbe portato all'umanità ogni sorta di benefici. Adesso nell'era
spaziale dovremmo esserci, ma nulla di quanto allora ci veniva promesso
si è realizzato. Il sogno è sempre più appagante della
realtà.
E
sogni URANIA ne ha dispensati a piene mani, allora come oggi. Quelli comunque
erano i tempi in cui si leggeva fantascienza con l'ingenuità dei
ragazzini, sempre in bilico fra quello che era reale "davvero" e quanto
era invece parto di fantasia. E URANIA era il mezzo giusto per sognare
l'impossibile e per misurarsi col possibile. E poi, per cominciare, aveva
deciso di nascere bicefala. Da un lato una rivista vera e propria, con
articoli, curiosità scientifiche e non - molto paranormale, per
intenderci - oltre a racconti e romanzi brevi. Dall'altro lato la collana
chiamata I ROMANZI DI URANIA, che presentava gli scritti più lunghi
dei più bei nomi della fantascienza di allora. Le due testate convissero
per un po' l'una accanto all'altra, poi, prepotentemente, le vendite della
seconda continuarono a salire, mentre quelle della prima iniziarono a non
soddisfare più. E così, dopo quattordici numeri, l'una cedette
il posto all'altra che, dopo un altro po' di tempo (esattamente dal numero
153), perse la scritta I ROMANZI DI per rimanere solo URANIA. Un grande
successo di allora che continua anche oggi. Un successo fatto di scelte
accurate ma anche di scarti munifici, su cui per anni ha prosperato tutta
una serie di altre testate. Ma il merito di aver presentato la "grande"
fantascienza in Italia resta sempre e comunque di URANIA. Era nata grazie
alla fervida volontà di Giorgio Monicelli, che per la sua rivista
coniò pure il termine "fantascienza". Si dibatte ancora se si trattasse
dell'unione delle parole "fantasia e scienza" oppure dell'aerammo "fanta
(stica) scienza", ma che importa? Era l'italianizzazione della parola angloamericana
science-fiction, ovvero narrativa scientifica, e trovò tale successo
da entrare nel linguaggio comune. Se non ci fosse ancora URANIA quale monumento
perenne alla memoria del suo fondatore, basterebbe quella semplice invenzione
linguistica a consegnare il nome di Monicelli all'ammirazione incondizionata
degli appassionati di questo genere
letterario.
Monicelli seguì URANIA fin che poté, ovvero fino al numero
280, poi venne sostituito da Carlo Fruttero, cui si doveva, assieme ad
Angelo Solmi, l'apertura del fronte letterario alla fantascienza grazie
alla pubblicazione dell'antologia Le meraviglie del possibile per i tipi
di
Einaudi.
Da quel momento la fantascienza cominciò a essere considerata adulta,
e i meriti dei suoi autori a essere riconosciuti al di là dei
ristretti
confini del genere. Compilare un elenco degli autori che URANIA ha presentato
per prima in Italia sarebbe troppo lungo: forse si farebbe prima a citare
chi non è stato presentato per primo da URANIA... ma confessiamo
che, dei grandi nomi, non ce ne sovviene uno! Nella sua lunga storia, oltre
a grandi autori, URANIA ha anche presentato le illustrazioni più
belle, più fanta-scientifiche di tutte: prima, nella sua fase pionieristica,
attraverso l'opera di Caesar, poi, divenuta decisamente più adulta,
con quella di Thole, tanto d'aver fatto diventare il nome del suo copertinista
sinonimo di fantascienza tout court. Poiché, tra i vari illustratori
di URANIA, lui è stato indubbiamente il più grande, il più
amato dai lettori, abbiamo pensato di rendergli omaggio con una copertina
collage di alcune delle sue opere, perché c'è sembrato che
rappresentasse la porta migliore per accedere a questa mini-antologia storica.
Troverete qui 25 racconti scelti fra quanti - e sono ormai centinaia e
centinaia - sono stato pubblicati da URANIA, tenendo conto di una quantità
enorme di fattori: primo fra tutti, che fossero veramente indicativi di
quello che URANIA intende per buona fantascienza. Ovvero quella in cui
l'intelligenza della trovata s'accoppia alla gradevolezza della scrittura,
in cui la storia non è mai fine a se stessa e dove, al di là
delle mode del momento, succede sempre qualcosa che spiazzi il lettore,
lo avvinca, lo tenga con sé fino alla fine del pezzo. Non troverete
nulla di nuovo in quanto qui è stato raccolto. Sono solo alcune
minuscole tessere prese qua e là da quel grande mosaico che è
URANIA, insufficienti forse per farne un ritratto compiuto, ma bastevoli
a dire quanto URANIA sia sinonimo, ora e sempre, di fantascienza. E scusate
se è poco.
Marzio
Tosello
P.S.:
I racconti qui riuniti sono 25, ma gli autori degli stessi sono in realtà
24. Infatti, uno di essi è presente una volta col suo vero nome
e un'altra sotto pseudonimo. Il racconto in questione è stato tratto
dal mitico numero 3 di URANIA-rivista (gennaio 1953, una discreta annata),
che presentava la prima versione di Il Tiranno dei Mondi, di tale Isaac
Asimov (il primo romanzo di Asimov, Paria dei cieli, verrà infatti
pubblicato al numero 20 di I ROMANZI DI URANIA in data 20 luglio 1953).
Fra gli altri scritti di quel numero mitologico c'era un racconto, per
certi versi ora celebre perché stampato più volte in antologie,
che è quello che qui presentiamo. Siamo certi che non farete alcuna
fatica a scoprire il nome del suo "buon" autore. Buona caccia!
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25
racconti che hanno fatto URANIA
dalla 4^ di copertina
Questa
edizione fuori commercio, realizzata per gli appassionati di fantascienza,
è stata approntata dalla redazione di URANIA con la fattiva collaborazione
di: Isaac Asimov, J.G. Ballard, Alfred Bester, Ambrose Bierce, Ray Bradbury,
Fredric Brown, Arthur C. Clarke, Philip K. Dick, Thomas M. Disch, Martin
Gardner, Harry Harrison, C.M. Kornbluth, Fritz Leiber, George R.R. Martin,
Larry Niven, Dennie Plachta, Frederik Pohl, Joanna Russ, Bob Shaw, Robert
Sheckley, Robert Silverberg, John Starmore, Ian Watson, Richard Wilson,
Roger Zelazny.
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Sommario
(accanto
ad ogni racconto abbiamo indicato il numero di Urania sul quale lo stesso
era apparso)
pag.
5 Introduzione di Marzio TOSELLO
pag.
9 Gatto temporale di Isaac ASIMOV (Time Pussy, Urania 629) traduzione di
Hilia Brinis
pag.
13 Il più grande show televisivo mai visto di James G. BALLARD (The
Greatest TV Show on Earth, Urania 717)
traduzione di Maria Benedetta De Castiglione
pag.
20 L'irriducibile di Alfred BESTER (The Die-Hard, Urania 827) traduzione
di Michelangelo Spada
pag.
25 L'ingegnoso patriota di Ambrose BIERCE (The Ingenious Patriot, Urania
815) traduzione di Michelangelo Spada
pag.
27 Un pezzo di legno di Ray BRADBURY (A Piece of Wood, Urania 732) traduzione
di Antonangelo Pinna
pag.
33 Sentinella di Fredric BROWN (Sentry, I Romanzi di Urania 75) traduzione
di Carlo Fruttero
pag.
35 Massa critica di Arthur C. CLARKE (Critical Mass, Urania 367 e 884)
traduzione di Ginetta Pignolo
pag.
42 Minibattaglia di Philip K. DICK (The little movement, Uranai 473) traduzione
di Beata Della Frattina
pag.
52 Principio di aprile o fine di marzo di Thomas M. DISCH (The beginning
of April or the end of March, Urania 581 e 750)
traduzione di Mario Galli
pag.
58 Il diavolo e il trombone di Martin GARDNER (The devil and the trombone,
Urania 815) traduzione di Michelangelo Spada
pag.
62 Il negozio di giocattoli di Harry HARRISON (The toy shop, Urania 441)
traduzione di Beata Della Frattina
pag.
68 Il razzo del 1955 di Cyril M. KORNBLUTH (The rocket of 1955, Urania
827) traduzione di Michelangelo Spada
pag.
71 Travolgeteli vivi di Fritz LEIBER (X marks the pedwalk, Urania 336)
traduzione di Andreina Negretti
pag.
78 FTL di George R. R. MARTIN (FTL, Urania 815) traduzione di Michelangelo
Spada
pag.
82 Il giocattolo di Larry NIVEN (Plaything, Urania 815) traduzione di Michelangelo
Spada
pag.
88 L'uomo del futuro di Dannie PLACHTA (The man from when, Urania 815)
traduzione di Michelangelo Spada
pag.
91 L'alieno di Frederik POHL (Punch, Urania 802) traduzione di Delio Zinoni
pag.
96 Frasi utili per il turista di Joanna RUSS (Usefulphrases for the turist,
Urania 623) traduzione di Hilia Brinis
pag. 100 Caduta
libera 2001 di Bob SHAW (Deflation 2001, Urania 864) traduzione di Vittorio
Curtoni
pag. 104 Requiem
automatico di Robert SHECKLEY (Beside still waters, Urania 880) traduzione
di Eugenio Gaglia
pag. 109 Buone
notizie dal Vaticano di Robert SILVERBERG (Good news from the Vatican,
Urania 623) traduzione di Ursula Olmini Soergel
pag. 119 L'eterno
interrogativo di Isaac ASIMOV - come John STARMORE *
(Darwinian Pool Room, Urania 697)
traduzione di Beata Della Frattina
pag. 127 L'anima
nella boccia di vetro di Ian WATSON (My Soul Swims in a Goldfish Bowl,
Urania 838) traduzione di Michelangelo Spada
pag. 134 Harry
Protagonist, drenatore di cervelli di Richard WILSON (Harry protagonist,
braindraine, Urania 815)
traduzione di Michelangelo Spada
pag. 137 Corrida
di Roger ZELAZNY (Corrida, Urania 815) traduzione di Michelangelo Spada
* E' questo il racconto
a cui fa riferimento Marzio Tosello alla fine della sua presentazione del
volume. |