Tra gli
innumerevoli articoli apparsi sulla stampa “progressista” straniera impegnati a
dare un’immagine totalmente negativa dell’Italia uscita dalle elezioni politiche
del 2001, se ne segnala uno di taglio e di argomento molto particolari: si
tratta di un intervento pubblicato sul mensile Le monde diplomatique dell’ottobre 2001: L’extrême droite investit la science-fiction di Valerio Evangelisti, un “taglio basso”
all’interno di un paginone centrale dedicato alle nefandezze poliziesche
avvenute in occasione del G8 nel luglio precedente e descritte da tale
Salvatore Palidda, sociologo dell’Università di Genova. Un articolo che aveva
tutte le apparenze di voler dare ai ricettivi lettori francesi una spiegazione
“culturale” del clima di violenza che, secondo i collaboratori italiani della
rivista, avrebbe instaurato il nuovo governo di centrodestra. L’aspetto
singolare dell’intervento è che prende di petto un particolare genere di
narrativa italiana, e l’editoria che ad essa fa da contorno, cioè quella
fantastico-fantascientifica. Ecco una analisi/risposta di/a quell’articolo.
Uno spettro s’aggira per l’Europa. No, non è rosso
come il comunismo evocato dal Manifesto
marxiano, bensì nero ed è il “fascismo” che si appalesa in un gruppo di romanzi
italiani di fantasy e di fantastoria
che turbano i sogni degli intellettuali della Sinistra estrema. In particolare
provocano incubi a Valerio Evangelisti, uno scrittore popolaresco in trasferta
estera, proprio come il più famoso Tabucchi, di lui assai meno noto ma con lo
stesso tono un pochino eccessivo, al limite del delirante.
Che accade mai? Perché il fantastico e la fantascienza
preoccupano tanto la Sinistra, nonostante mezzo secolo di (incontestata e
incontestabile) egemonia culturale? perché il lancio in grande stile di una
nuova “caccia alle streghe”?
Vediamo: un romanzo che immagina una Italia
alternativa intorno all’anno mille ed il protagonista che cerca di unificarla
con vari secolo di anticipo (Il volo
dell’aquila di Tullio Bologna, Il Cerchio); la storia di un’altra Italia
degli anni Settanta in cui esiste ancora il fascismo che non ha partecipato
alla seconda guerra mondiale, e dove si snoda una lotta occulta per il potere (Occidente di Mario Farneti, Nord);
infine, la descrizione di un mondo in cui l’equilibrio fra i tre poteri
(religioso, militare, economico) viene sconvolto ed il tentativo di
riequilibrarlo (Le Maschere del Potere
di Errico Passaro, Nord). Tre opere di pura invenzione che hanno fatto perdere
la bussola al citato Evangelisti inducendolo a trarre apocalittiche
conseguenze.
E dunque, lo sapevate voi di vivere sotto il
tallone di “un governo da incubo”, in cui Alleanza Nazionale “avanza l’idea di
escludere dalle scuole gli insegnanti omosessuali” e la Lega Nord “propone
seriamente di rilevare e classificare le impronte dei piedi degli africani
entrati in Italia” (all’epoca Rutelli non aveva ancora detta la sua...), in cui
l’ “estremista” Monsignor Giacomo Biffi, “cardinale (sic) di Bologna” pronuncia
“violente omelie” contro i matrimoni misti fra cattolici e musulmani e contro
la costruzione di moschee, in cui “i giornali a grande tiratura... giustificano...
la tortura nelle caserme”, in cui - udite, udite - “il revisionismo è
regolarmente difeso sulla stampa”?
Non lo sapevate? Ebbene, potrete aprire gli occhi
su questa sconvolgente realtà, leggendo uno scombiccherato articolo apparso su Le monde diplomatique di ottobre 2001
(ma non tradotto sulla sua edizione italiana edita da Il manifesto, comunque rintracciabile su Internet): vi renderete
così conto di vivere ormai in un Paese praticamente “fascista”. Colpevoli
soprattutto gli esponenti della gauche
italiana, tutti ex “intellettuali di sinistra”: da Ernesto Galli della Loggia,
il quale avrebbe addirittura “prefato testi apologetici su Julius Evola”
(professore, ce li segnali che li compriamo subito! ma forse il pressappochista
Evangelisti confonde con un altro Galli...), Paolo Mieli, Massimo Cacciari
colpevole del “recupero culturale di Jünger”, naturalmente Renzo De Felice
“sempre più innamorato dell’oggetto delle sue ricerche”. Ma anche Massimo
D’Alema e il presidente Ciampi che hanno respinto le accuse di “filofascismo”
lanciate dal ministro degli esteri belga contro il governo Berlusconi.
Questo allucinante panorama del nostro Paese, lo
credereste?, è stato tracciato da uno scrittore di fantascienza italiano, il
citato Evangelisti Valerio: il suo è infatti un panorama veramente
fantascientifico, come si può constatare. L’Evangelisti, che ha una sua fama a
partire dal 1994, quando non più giovanissimo approdò alla fantascienza e vinse
il Premio Urania con l’ennesima riscrittura di un suo romanzo (come venne
detto), fa parte di quella Sinistra “antagonista” stile Bertinotti, ma forse
ancor di più stile Casarin & Agnoletto, che ce l’ha a morte non solo con la
Destra ma anche con la Sinistra che non gli gusta e che considera come minimo
traditrice. Ecco il motivo dei nomi del sommario elenco riportato.
La cosa curiosa e un po’ ridicola è che nel
guazzabuglio approssimativo e abborracciato, zeppo di errori di nomi,
attribuzioni, qualifiche, sequenza degli eventi e date, cui l’impegnato lettore
di Le monde diplomatique crederà a
occhi chiusi per fideismo e per ignoranza dei fatti italiani, ce n’è in
abbondanza anche per “l’estrema destra che prende d’assalto (o d’assedio) la
fantascienza” (titolo dell’articolo). L’Evangelisti mette insieme in un unico
calderone ed in un unico progetto culturale il sottoscritto per il volume Fantafascismo (Settimo Sigillo), Mario
Farneti e il suo Occidente, Il
volo dell’aquila (di Tullio Bologna, che non viene nominato), l’antologia Il ritorno del Re (Il Cerchio), Errico
Passaro, curatore della pagina fantascientifica del Secolo d’Italia e autore de Le
Maschere del Potere, la cooperativa Il Cerchio (sulla quale gli errori e le
approssimazioni non si contano), la Società Tolkieniana Italiana, vedendo tutti
- autori, romanzi, associazioni, case editrici - come esponenti di “una
sub-cultura che avanza allo scoperto per accompagnare il trionfo di una
ideologia”.
Incredibile ma vero: il fantastico e la
fantascienza italiani in cui sono presenti autori o temi “di destra” sarebbero,
se ne deduce, il supporto ideale dell’attuale governo, del “fascismo” che
pervade ormai tutta la società italiana! Come mai, mi chiedo, non sono stato
ancora nominato sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali?
Come ben si vede, un pizzico di isterismo, un
zinzino di paranoia circolano fra le righe evangeliche: tra un Campo Hobbit e Orion, rivista “antimondialista vale a
dire antisemita” (quel “vale a dire” è un capolavoro: tutta un’altra cosa
invece la “antiglobalizzazione” di Agnoletto & C., a quanto pare), una
difesa dell’Inquisizione del duo Cardini-Cammilleri e il meeting di Comunione e Liberazione, il povero Montanelli e
l’ambasciatore Sergio Romano, l’autore emerge dallo scenario che turba i suoi
sonni e la sua lucidità per affermare che la difesa e l’apologia dei valori del
fascismo sono “divenuti nutrimento quotidiano” degli italiani, come si è visto
a Genova per il G8. Al punto da giungere a dire che la trama del romanzo Le Maschere del Potere, in cui “la
missione dell’eroe consiste nello scongiurare la catastrofe e rimettere al loro
posto i tre poteri” (l’esercito, la chiesa e gli “artigiani”), ha un riflesso
nella triste realtà. “Fantascienza?” si chiede Evangelisti. “Gli ‘eroi’
manganellatori di Genova avevano in animo lo stesso progetto”. E conclude
minacciosamente: “Non è sicuro che riusciranno a realizzarlo”. La fiction influenza la realtà, con
poliziotti e carabinieri lettori accaniti del romanzo di Errico Passaro. forse
dato loro obbligatoriamente in lettura la notte prima degli scontri di piazza.
Fine dell’articolo e dell’incubo.
Ora, un simile quadro inquietante (e mistificante)
lo si potrebbe anche accettare, ridacchiandoci comunque sopra, se l’avesse
esposto un autore diciamo così “moderato”, che s’indigna perché alcuni
scrittori hanno idee “di destra”, non ne fanno mistero e scrivono romanzi in
questa vena; oppure se si trattasse di un autore di sinistra, ma quantomeno
coerente nei fatti con le proprie idee politiche ed esistenziali. Ma così non
è. L’Evangelisti ha una sua evidentissima posizione di Sinistra estrema,
anarco-sinistra si potrebbe dire, “antagonista” e post-sessantottarda che
espone chiaramente non solo nei suoi articoli, ma anche nei romanzi che scrive
a getto continuo (le storie del suo personaggio più noto, l’inquisitore Eymerich,
oscillano tra passato e presente), nei suoi racconti più chiaramente
fantascientifici, e nei suoi romanzi politici e fantapolitici (vedi quello
pubblicato a puntate nell’agosto 2001 su Liberazione,
il quotidiano di Rifondazione Comunista). Quindi, fa il suo mestiere e pure
intensamente: qualcuno s’indigna per ciò? Lo addita al pubblico ludibrio? Lo
denuncia per questo? Affatto. Eppure non dovremmo vivere in una Italia
“fascista”? Ben fessi questi “fascisti” italiani se gli permettono ancora
d’inserire certi pistolotti antifascisti più o meno esplitici nella sua
narrativa...
Intanto, monta e tracima la sua indignazione per
chi non la pensa come lui, per chi lavorava nell’ambito del fantastico già
trent’anni prima che lui lo scoprisse, quando la critica ufficiale e quella
fantascientifica, entrambe “progressiste”,
bollavano a fuoco Tolkien e Lovecraft, due dei massimi esponenti della
letteratura dell’immaginario, come reazionari e quindi non leggibili, non
producendo assolutamente nulla di criticamente valido su questi argomenti e su
questi autori per decenni. I primi, ed i soli, a fare un “uso politico” della
fantascienza e del fantastico sono stati proprio gli intellettuali ed i critici
di sinistra. Sia in positivo che in negativo, sia come interpretazione che come
ostracismo. In seguito, sono giunte interpretazioni diverse, alle quali non è
stato opposto nulla o quasi, se non la falsificazioni di dati e di fatti: si
vuole impedire a romanzieri e critici con una “visione del mondo” genericamente
“di destra” di esporre le proprie idee in romanzi e saggi? Lo si dica
chiaramente. Si abbia il coraggio di affermare in modo esplicito che la
democrazia evangelica non considera chi ha idee “di destra” sullo stesso piano
e dignità di chi ha idee “di sinistra”, e che costoro non devono avere la
possibilità di esprimerle pubblicando. Spuntato ora all’orizzonte un
evangelista del verbo fantascientifico di sinistra, non si può pretendere di
revisionare impunemente il passato, né di lanciare una fatwa sul presente che non piace, con l’evidente intento di
demonizzare e forse silenziare i “nemici” in nome... dell’ “antifascismo
militante”, dell’ “0ra e sempre resistenza”, intonando una versione aggiornata
di Bella ciao! E’ sempre la stessa
solfa: la democrazia e la libertà di espressione valgono solo e sempre a senso
unico per certi progressisti: chi è classificato “di destra”, o anche
semplicemente “non di (certa) sinistra”, se esprime le proprie opinioni (senza
peraltro assaltare banche, devastare autosaloni, saccheggiare supermercati,
imbrattare i muri, aggredire le persone) deve essere additato alla pubblica
esecrazione, ancorché estera, come un “pericolo per la democrazia”. Le idee lo
sono, gli “espropri proletari” no.
Non si capisce, peraltro, di cosa si lamenti Monsieur Evangelistì: si ritiene per
caso perseguitato, ostracizzato, esiliato in patria, al punto di dover scrivere
su giornali esteri per esprimersi? Non mi pare: è infatti un autore ben
coccolato e ben annidato nel milieu culturale
italiano, fantascientifico e no: fa parte della giuria del Premio Urania, dove
vincono non infrequentemente amici suoi; scrive prefazioni a destra (pardon!) e a manca; è il consigliori di
vari editori fantascientifici; cura antologie che certo non sono proprio il
massimo del pluralismo ideologico; ha una sua fanzine ed un suo personalissimo sito in Rete dove dice quel che
gli pare e piace; ha una schiera di devoti che lo difende a spada tratta
parlando in sua vece ed evitandogli così interventi diretti nelle polemiche in
modo da non fargli sporcare le mani proletarie: insomma, è diventato un guru alquanto potente che spesso non si
ha il coraggio di criticare apertamente per paura di rappresaglie editoriali,
di vedersi tagliati fuori dalle iniziative che direttamente o indirettamente controlla,
divenuto una specie di vate laico di fronte al quale si prosternano anche
“esperti” un tempo intelligenti e indipendenti. Di tutto ciò non c’importa un
baffo, ma illustra compiutamente il clima tutt’altro che vessatorio in cui
opera questo feroce fustigatore della cultura italiana, di destra e di
sinistra, fantascientifica e no.
E, ciliegina sulla torta, quali sono le case
editrici per cui Valerio Evangelisti pubblica le sue opere? Oscure e quasi alla
macchia, dato il clima autoritario del nostro Paese che discrimina gli
avversari, penserete. Non lo crederete mai, invece: Mondadori ed Einaudi, che
ne è la filiazione. Vale a dire le case editrici che fanno capo al plutocrate
per eccellenza, all’ “ultraliberista” per antonomasia, al capo di quel governo
fascista o filofascista contro la cui politica e cultura l’Evangelisti si
scaglia a testa bassa (la precisione lo è ancora di più) sulle colonne
autorevolissime di Le monde diplomatique.
Una coerenza tutta d’un pezzo, come gli hanno fatto notare amici (che conosco
bene anche io) di una sinistra, seria e veramente coerente con le proprie idee,
con cui si può dialogare senza problemi. Ma, si sa, pecunia non olet. Non si capirebbe, infatti, perché l’Inquisitore
Evangelisti, ormai divenuto un tutt’uno con il suo Eymerich (vedi anche sito
Web) e la sua “caccia alle streghe”, non abbia fatto fagotto e non sia emigrato
immediatamente nella accogliente Francia di Jospin, assunto magari nella
redazione culturale di Le monde in
qualità di rifugiato politico dalla nota intransigenza e coerenza.
Purtroppo non ha fatto in tempo, nonostante abbia
tentato di emigrare in tutti i modi cercando di varcare le frontiere camuffato
da frate trappista. Oggi, non è certo che ci riprovi dato che la Francia è
adesso quella di Le Pen e di Chirac... Ma quella di Evangelisti è una sinistra
fantascientifica di lotta e di editori governativi, di allarmata denuncia e di
salotto radical chic. E così sia, e
rimanga. Senza però pensare d’intimidire nessuno denunciandolo all’Inquisizione
Antifascista, passando per i giornali stranieri.
Gianfranco de Turris